Dolore cronico e diritto a non soffrire

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11/10/2018 Elisabetta Besutti 1056

Sempre più persone si rassegnano a soffrire in silenzio, versando di fatto in una condizione di vita invalidante. Una vita non vita che si trasforma giorno dopo giorno in qualcosa che si avvicina più alla sopravvivenza.
Un rapporto con i medici spesso inficiato da difficoltà comunicative, studi di settore sommari e per contro la scarsa volontà di informarsi personalmente, un sistema sanitario poco attento alla componente umana: sono questi tutti fattori che contribuiscono ad inasprire l’atteggiamento remissivo di chi vive portandosi addosso quel grave fardello identificato come dolore cronico.

DEFINIRE IL DOLORE

Definire il dolore, ma soprattutto disporre di tutto gli strumenti per saperlo comunicare, prendere inoltre consapevolezza dei fattori fisici, affettivi ed esperienziali del dolore, è il primo passo importante per non rischiare di condannarsi ad un’esistenza insopportabile. Riconoscerlo per poi decidere di affrontarlo. Per questo non bisognerebbe mai dimenticare che, di qualsiasi natura esso sia, nel dolore sono coinvolti corpo e psiche. Scindere una cosa dall’altra espone al rischio di averne una visione approssimativa. Sarà allora ancora più difficile costruire una linea continua tra chi aiuta e chi necessita di aiuto. Descrivere il dolore fornendo quanti più dettagli possibile fa sì che la causa possa essere rinvenuta con più facilità, sì che il medico possa strutturare poi il trattamento più indicato.

Una cosa su tutte appare chiara. Non bisogna mai trascurare un diritto importantissimo, quello a non soffrire. E se ci sono mezzi per alleviare anche un po’ sofferenze a volte indicibili, allora vale la pena provarci.

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A tal proposito l’AIMaC (Associazione italiana malati di cancro) fornisce un importante vademecum su alcune domande che il medico può porre per facilitare la descrizione del dolore:

Dov’è localizzato?
In una sola parte del corpo, in più parti, in un solo punto, si irradia…

Come lo definirebbe?     
Sordo, bruciante, lancinante, martellante, penetrante, come un formicolio, come una pugnalata, acuto, come una scossa elettrica, ecc…

Com’è iniziato?    
In pieno benessere, all’improvviso, gradualmente…

Di che intensità è?           
Il medico fornisce una scala da 1 a 10 dove 0=nessun dolore e 10=dolore ai massimi livelli

Tende ad aumentare nel tempo?     
Va e viene o è costante? Quando compare, quanto tempo dura prima di attenuarsi o scomparire? Aumenta di notte? Vi sveglia? A volte è totalmente assente?

Da cosa viene alleviato o acutizzato? 
Stare in piedi, stare seduti, impacchi caldi, impacchi freddi, analgesici, farmaci, attività ricreative, ecc…

Qualora il medico decida di intraprendere approfondimenti diagnostici, è buona pratica clinica prescrivere una terapia analgesica iniziale se il dolore riferito dal malato interferisce in modo determinante con la qualità di vita.

LA TERAPIA DEL DOLORE

Al riscontro dell’effettiva presenza di dolore cronico, un supporto significativo può venire dalla terapia antalgica (altrimenti nota come terapia del dolore), i cui contesti applicativi vanno da quello neurologico, oncologico, traumatologico e post-chirurgico, fino ad arrivare a quelli meno gravi ma altrettanto invalidanti come l’odontoiatrico, il reumatologico e l’ortopedico. Da un lato la valutazione del dolore considerato a 360 gradi, dall’altro un team di trattamento del dolore che si avvale di un approccio multidisciplinare, consentono progressivamente a chi soffre di aprirsi a nuova vita, nell’acquisizione di un diritto

Gli hub e gli spoke sono le cliniche deputate alla gestione delle terapie del dolore. Nello specifico gli hub sono centri di eccellenza che erogano interventi diagnostici e terapeutici ad alta complessità; gli spoke invece sono centri di terapia del dolore a carattere ambulatoriale. Il trattamento con mezzi farmacologici è composto da analgesici, oppiacei e antidepressivi, mentre l’esercizio fisico e l’applicazione di calore o freddo rientrano tra i mezzi a carattere non farmacologico.

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Qui di seguito trovate l’elenco di tutti i centri italiani dove è effettuata la terapia antalgica:
http://www.aisd.it/centrinaz.php

L'AUTORE
Laureata in Scienze dell'Educazione e della Formazione, è educatrice e giornalista con esperienza decennale in attività redazionali di diverso tipo. Profonda empatia ed un'alta concentrazione di passioni: per la scrittura, la poesia, la psicologia, le scienze, le new technologies ed in generale per tutto ciò che è comunicazione e creAttività. PROFILO FACEBOOK: Lisa Besutti

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