Morte di Neda Agha-Soltan

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30/06/2018 David Colantoni 1485

 

Neda Agha-Soltan, studentessa di Filosofia Iraniana, restò uccisa durante una manifestazione dal fuoco delle autorità.

Era il 20 giugno 2009, nove anni fa.


 

 

Ah , voi!

Voi che siete restati,

guardate i miei occhi

Come due bacche di mirtillo

Neri

Sul ramo bianco dell’inverno

Appena lì per cadere

Vi prego.

 

Sono gli occhi di Neda beccati

da uccelli di piombo

che volano portandoseli  via.

 

Compagni di questo infausto giorno

che su di me opprimete il petto

con il massaggio del cuore,

le vostre mani sono pesanti.

 

Non vedete

che il mio cuore è rotto

che non potete aggiustarlo?

Che hanno ucciso il mio corpo

 

devo andare via adesso,

perché dimenticate

I miei occhi allora?

 

Perche non guardate i miei occhi guardare

Lasciandoli soli come fanciulli

tra una danza di spettri

Impauriti nella folla

 

Ah i miei occhi,

guardate,

implorano la pietà di una carezza

Perché già è morto il fiato per dirlo

Mentre la macchina della vita è distrutta

E annega

Come una nave

con il suo passeggero

Negli abissi più oscuri.

 

Perché avete dimenticato

Come  si abbraccia un morente?

Che nelle sue orecchie con la voce

l’anima prendendo per mano

insieme si va’ fino alla porta dell’Ade

E poi lasciatemi.

Lasciatemi.

 

Perché avete dimenticato di guardare

fino alla fine della luce

dentro agli occhi di Neda

dicendo –Questa morte è tua e nostra

Fino al silenzio solenne

di cui non posso parlare?

 

Ma voi

avete tentato di aggiustarmi

a colpi sul cuore,

come fossi una cosa

soffocando il sorso di vento

che avrei bevuto

per sentire il sapore dell’aria.

 

Il mio cuore era rotto

e dentro sciolta dilagava

la marea mortale del sangue

ma io,

Neda,

io  anima di Neda

ero viva

e nessuno mi parlava.

 

Nessuno aveva un grembo da offrire alla mia testa

primizia della vita strappata dalle mani della morte

 

Se voi compagni di lotta

di me sapevate solo l’essere cosa,

quale umana condizione

stavamo mai cercando? Per quale altro mondo

eravamo per strada sfidando il regime,

per quello uguale a  dove ora io vado?

 

Che atroce inganno fu essere qui dunque.

Ecco i  miei occhi atterriti

guardanti qualcuno che mi filmava

come una bestia per farmi vedere

all’indignazione del mondo,

occhi urlanti i miei

Neda vuole l’ultimo amore

chiunque tu sia

sii mia madre ora

Nell’ora della morte -supplicanti

Imploranti –prendimi in braccio

 

Poi il rosso apostolo

Della fine del tempo

Getta le sue purpuree radici

e funeste e fulminee ombre

sorgono sulla sfera del  volto

Bevendo luce per il mondo del buio.

 

Neda è morta!

Assassini anche voi

che non mi avete abbracciata.

 

Lontano chi

tra la folla ha sparato

voi invece eravate al mio fianco.

 

Volevo sentire parole

ansimavo udirle

se la tua carezza dolce

fosse andata sulla mia fronte

Neda avrebbe chiuso i suoi occhi da sola

prima che essi fossero stati fatti cosa

dalla morte

 

Che cercavate di fare,

assenti uomini che mimavate

il cardiaco massacro del massaggio,

una rianimazione vista al cinema o in televisione?

 

A chi sta morendo

e non ha altro tempo che quello

a chi è stato ucciso,

non si ripara un corpo:

si saluta l’anima.

 

per questo Dio ci ha dato parole,

e una carezza, amore,

Con ultimo stacco di mani,

avrebbe detto:

-ci ritroveremo-.


Roma XXX -VI- MMIX

L'AUTORE
David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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