Incesto e razzismo

Marzo 22, 2016
david colantoni
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INCESTO E RAZZISMO, PULSIONI ANTISOCIALI E PULSIONI ANTIUMANE.

            « E se nonostante tutto questo non mi darete ascolto … Mangerete la carne dei vostri figli e mangerete la carne delle vostre figlie. »   (Levitico 26:27-29)

A seguito della pubblicazione del mio articolo urina omicida sulle mendicanti di Roma e  futuro europeo” che avevo postato sul mio profilo fb è successa una cosa a mio avviso paradigmatica che ha lasciato vedere in perfetta trasparenza la potenza devastante di talune pulsioni dormienti nell’essere umano.

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Il mio articolo si riferiva al gesto a mio modo di vedere “omicida” di un gruppo di uomini che hanno urinato su una donna inginocchiata a terra perché mendicante l’elemosina su ponte Sant’Angelo a Roma il 17 marzo scorso e anche sul triste complemento culturale a questo scempio di un deplorevole articolo de La Repubblica che ha finito il lavoro di umiliazione della donna già Psichicamente uccisa dal plotone d’esecuzione  degli urinatori. 

Poco dopo aver postato il mio articolo sul mio profilo Fb un mio carissimo amico tedesco, un intellettuale che vive da quasi 30 anni in Italia e si occupa di teatro lasciava un commento sotto al post dell’articolo che specificava che la donna era una Rom e che coloro che gli avevano urinato addosso erano slovacchi e che quindi ora potevamo capire bene perché i rom fuggono in massa dai paesi dell’est e dai paesi balcanici. Aveva attribuito dunque la causa di un gesto di alcune specifiche persone alla natura stessa dei popoli a cui essi appartenevano per nascita ( gli Slovacchi, quelli dell’est e per estensione i balcanici) invece che alla volontà di quegli individui che non è un sostrato naturale di tutto un popolo.  

Nel mio articolo non si parlava mai di qualità  etniche o razziali in riferimento alle persone  e persino l’articolo di La Repubblica, per quanto disdicevole per il suo

Auschwitz. Il binario dove termina il viaggio a cui conduce il razzismo.

Auschwitz. Il binario dove termina il viaggio a cui conduce ogni  razzismo.

mettere alla gogna la vittima invece che i criminali che l’avevano oltraggiata, non aveva scritto che la donna fosse una  Rom. Io non sapevo che la donna fosse eventualmente una Rom, è una informazione che mi ha dato il mio amico di cui non ho dunque nemmeno nessuna certezza. Ma come non mi interessava prima non mi interessa ora, mi interessa invece che il mio amico lo abbia specificato in una forma di razzismo rovesciata, perché lo ha detto per farci notare che i popoli balcanici e dell’est li perseguitano e che questo gesto era una conferma ora a tutti visibile ( alla mia richiesta di chiarimenti  mi aveva linkato il libro della Fonseca “Seppellitemi in piedi” scrivendomi : “prima di cancellare informati, leggi” al che io gli avevo detto che in Germania nei campi di concentramento ai rom era sicuramente successo molto di peggio di qualsiasi cosa gli fosse accaduta altrove e se dunque, applicando il suo schema, dovessi temerlo, in quanto tedesco, un essere perciò pericoloso).  L’intervento del mio amico  era un argomento oggettivamente razzista perché attribuiva  a qualità naturali di alcune persone   ( cioè avute con l’atto di nascita come per esempio di essere italiano o abruzzese o biondo) l’essere causa di azioni morali ; ora sono proprio le caratteristiche delle azioni stesse  le uniche che, con le dovute cautele,  si possono giudicare  come rappresentanti l’identità morale di una persona, poiché esprimono appunto le sue scelte, e anche in questo caso spesso nemmeno sempre, perché a volte le persone sono costrette obtorto collo a fare delle cose, ma insomma in linea di principio è cosi, dunque  il mio amico confondendosi parecchio stava identificando l’identità dei popoli con l’atto, invece personale, di tre quattro persone. 

Il mio amico aveva  insultato razzisticamente  cosi nel suo intervento e  senza dubbio tutti coloro che fossero nati all’est o nei Balcani di essere pericolosi persecutori  dei  rom. Una mia amica,  russa di ucraina,  parecchio nazionalista, si era risentita e aveva scatenato il suo risentimento scrivendo in un lungo post che il problema “siete voi” che siete entrati nella Nato e bla bla bla e , seconda cosa, cadendo in pieno nella  provocazione razzista, scrivendo che  gli zingari infestano Roma derubando dei loro ultimi soldi quelli che lavorano e che ci prendono tutti per il culo. A questo lungo post a sfondo razzista aveva poi messo un bel mi piace un altro mio contatto fb, questo volta uno scrittore italiano,  che addirittura aveva collaborato negli anni passati con Foucault, tanto per dire quanto possano sentirsi attratti dal fascino nichilista del  politicamente scorretto   persone dotate anche di grandi strumenti culturali; alla mia richiesta di come avesse mai potuto mettere un mi piace sotto quella deprecabile affermazione, mi aveva risposto che loro gli avevano svaligiato 5 volte la casa, e che quindi non gli stavano simpaticissimi  ma che ovviamente non avrebbe mai torto loro un capello. Gli argomenti contenuti in questo articolo sono un po’ ciò che gli ho sommariamente elencato nel nostro breve scambio in chat. 

Avevo cancellato dal mio profilo  questi interventi a matrice razzista ma ero stato immediatamente tacciato di non essere democratico. La mia conoscente, nonostante io le avessi spiegato il mio punto di vista e anche quello della legge visto che il razzismo in Italia è un reato, continuava inoltre a postarmi che chi non riconosce che “gli zingari rubano” gli puzzava o di falso o di matto  e che lei era semplicemente coraggiosa a dire cose che gli altri invece pensano e sanno ma che non hanno il coraggio di dire. Mettendo sullo stesso piano dunque ciò che si dice con ciò che si pensa e con ciò che si sa e toccando così  una questione importante dei processi di trasformazione delle pulsioni private in azioni politiche e di cui dirò ancora a breve. Pensare  dire e sapere. Tre categorie invece molto distinte le une dalle altre.

Discutendo animatamente con mia moglie dell’accaduto mi era balzato subito  in mente un fatto: degli oltre 3600 contatti che ho su fb erano stati proprio due stranieri residenti in Italia a usare argomenti razzisti “ecco vedi, guarda è eclatante” avevo esclamato  “sono proprio due stranieri  che hanno fatto queste dichiarazioni, e  perché? Ma certo perché due stranieri che vivono in un’altra nazione sono individui  costituzionalmente “deboli”  ovvero  che incarnano  una minoranza  in mezzo a una maggioranza, e sono persone che sicuramente molto spesso vengono identificate, negativamente o positivamente che sia, con le loro qualità etniche o nazionali , e quindi inconsciamente hanno sempre accesa un piccola fiamma pilota di paura sociale: sono sempre i deboli che cercano altri deboli da segnalare ai più forti –nel senso di enormemente più numerosi- di cui hanno paura, e in questa segnalazione meritarsi una piena assimilazione inconscia che li fa sentire assicurati dagli incubi ancestrali che abbiamo tutti dentro dell’essere divorati da una tribù straniera qualora ci trovassimo nel loro territorio, certo, è chiaro

Si, è una cosa storica e accertata. Sono sempre coloro che stanno nel gradino più basso della scala sociale quelli che si sentono protetti dal fatto che vi sia dopo di loro qualcuno più debole. È addirittura teorizzato nelle teorie dello stato moderno: se si ha un nemico comune si diventa amici, cosi la volontà generale e quella particolare come due buchi neri si tengono avvinte in una  doppia orbita di minaccia reciproca. Questa pulsione era stata scoperta e  quindi utilizzata in un momento preciso della storia politica da uomini che avevano bisogno di creare i moderni stati nazionali  senza avere  a disposizione il principio divino prepolitico come sorgente della legittimità della loro autorità che per secoli aveva servito invece le monarchie.  Era stato per questo che l’antisemitismo aveva potuto essere la formidabile arma politica che aveva raccolto i consensi delle masse oceaniche naziste in tutta europa, perché alla fine delle voci che differenziavano gli uni dagli altri in gruppi gruppetti gruppuscoli etc c’èra qualcuno che restava fuori da tutto:  gli ebrei e gli zingari. Perché non avevano alla resa dei conti una loro nazione, una loro terra. Appunto gli apolidi. I paria. La casta degli intoccabili. Coloro che non avrebbero potuto difendersi e che non avrebbero saputo dove andare perché ovunque fossero andati  là non sarebbe stata la loro terra.

La reiterazione con cui la mia amica continuava a scrivere  quasi ossessivamente che chi non ammette che gli zingari rubano puzza di falso o di matto,  e che lei aveva solo il coraggio di dire quello che pensavano tutti,  del resto mi portava a pormi la domanda. Ero matto -falso o no? E il suo era coraggio o che cosa? 

Cosi venivo riflettendo  che il coraggio non c’entra nulla – semmai l’esatto contrario- e poi che  nel pensiero possono avvenire cose che solo se restano nella insondabilità del cuore umano sono legittime, che posso, nel mio intimo pensiero, anche postulare dei giudizi sommari, sbagliati, addirittura osceni o delittuosi e provare nel profondo del mio cuore dei sentimenti prodotti da quei pensieri o viceversa prodotti dai quei sentimenti avere pensieri indicibili  perché è attraverso il pensiero che l’essere umano può conoscere le cose senza  però distruggerle e che solo nel pensiero si può tornare indietro nel tempo,  cambiare idea, capire, comprendere  improvvisamente e finalmente di aver sbagliato per anni e anni su tutto o  su qualcosa senza conseguenze irreparabili soprattutto per gli altri e per il mondo.

Insomma io sono razzista? Si io sono anche “razzista”,  in alcuni momenti della mia vita, anche nelle mie passioni di amore,  verso certi popoli per esempio,   nel mio pensiero e nel mio sentimento, ho momenti di pregiudizio che mi conquistano e mi travolgono,  giudicare  in me stesso qualcun altro sulle basi per esempio di una sua appartenenza o della sua apparenza fisica o storica o culturale o nazionale  è una cosa che mi capita abbondantemente, so anche di essere oggetto a mia volta di pregiudizio e razzismo ( razzismo è tutto ciò che mi  giudica in bene o male da ciò che io non posso decidere di non essere, basso , alto, moro, biondo, italiano, cinese etc e per estensione poi che giudica anche le mie convinzioni  in quanto libertà che non mi si vorrebbero riconoscere poiché si vorrebbe riconoscere solo un modo d’essere e non tanti modi d’essere- che comunque hanno un limite ovvio nel rispetto della dignità e libertà altrui) dunque si può essere “razzisti” , sebbene si  possa essere  qualcosa, oltre ad essere un essere umano con diverse caratteristiche riconoscibili,  solo se la si professa  tra gli uomini.  Si può scivolare in questi sentimenti ,  ma è una cosa legittima e innocua   se avviene  dentro il proprio cuore e nel proprio pensiero. Si può decidere di non frequentare le persone verso le quali si nutrono pregiudizi, si ha la piena libertà di prepararsi a fronteggiare  borseggiatori nei luoghi pubblici  e in casa ladri contrastando furto e borseggiamento con delle tecniche e degli stratagemmi  allo stesso modo che se non si sa nuotare o  si ha fobia dell’acqua ci si premunisce da l’affogamento non andando al mare o mettendosi un salvagente. Nessuno ce lo vieta e nessuno sindacherà le nostre scelte. Ma non si può esprimere il razzismo. La democrazia  non lo consente. Perché il razzismo ucciderebbe la democrazia. Il concetto di Umanità non lo tollera perché il razzismo è una minaccia di morte verso l’Umanità.

Il politicamente corretto è una categoria dunque  preziosa, anzi indispensabile  alla vita umana sociale.  Attraverso il politicamente corretto si può esprimere qualsiasi cosa necessaria a risolvere i problemi della convivenza umana sulla terra, attraverso la buona educazione politica  si può parlare di tutto senza omettere nulla , ovvero  attraverso la sempre vigente regola che prima  di tutto noi dichiariamo che ci rispetteremo innanzi tutto come inter pares; invece attraverso il tanto in voga politicamente scorretto si va a finire solo  nella barbarie assoluta. Il politicamente corretto sta’ alla convivenza umana come il tabù di incesto alla convivenza familiare.

edipo si acceca ed esce dal talamo nuziale dove ha giaciuto con sua madre, in un frame dal film di PPP

Incesto e Razzismo : Edipo si acceca dopo aver capito di essersi giaciuto con sua Madre Giocasta e aver capito di aver egli ucciso suo padre,qui in un frame dal film  EDIPO di PPP

Il Tabù indica una cosa che universalmente tutti ammettono, proprio   perché se non la ammettessero non  isolandola con un Tabù questa cosa distruggerebbe la possibilità di vita familiare. Ovverosia tutti ammettono ( il tabù sull’incesto è universale sulla terra), con l’istituire e riconoscerne il tabù di incesto , che membri della stessa famiglia hanno anche profonde  pulsioni sessuali gli uni verso gli altri, e che è solo la forza culturale della civiltà umana   dispiegata in tutta la sua potenza a poter controllare la forza di un residuo inestinguibile e incompatibile di natura nel desiderio sessuale che altrimenti si libererebbe  con conseguenze catastrofiche tra membri della stessa famiglia. Per difenderci dal potere distruttivo dell’energia sessuale incontrollata abbiamo dovuto storicamente e culturalmente ammettere che ogni padre arriverebbe quasi certamente a possedere la figlia o la madre il figlio e viceversa i figli i genitori  se non ci fosse il tabù ancestrale dell’incesto a impedirlo incanalando  le energie nel modo che noi abbiamo voluto e  far si che questi desideri repressi come possesso  si dispieghino invece come amore familiare. Ed è proprio una  tragedia greca,  basata sull’incesto con la madre e l’omicidio del padre nonché sul tentato d’infanticidio del figlio, L’Edipo di Sofocle, ad aver catturato come ambra le vestigia fossili del tempo in cui queste pulsioni sgomentarono,  non ancora messe sotto controllo dalla titanica forza  dei Tabù, l’umanità con il loro potenziale caotico  e antisociale.

Laddove è istituito un tabù è con ciò riconosciuto che la cosa vietata è al tempo stesso desiderata universalmente ma che questo desiderio è antivitale e principio di morte. E’ proprio su questa presa di coscienza, che l’umanità antica aveva elaborato artisticamente come mito e tragedia,  che l’umanità moderna ha concepito la psicoanalisi. Oggi, ampiamente semplificando,  è un dato pacifico per ogni persona sufficientemente colta che vi è sempre un Edipo o una Elettra risolti o meno in gran parte dei  problemi psicologici da cui poi discendono anche terribili azioni,  ovvero una libido che si è scontrata con altre forze psichiche  dando vita a conflitti risolti bene o tragicamente. 

Il razzismo deve essere  dunque concepito come  non diversamente nefasto dell’incesto.  E’ un desiderio di distruzione della stessa classe di questo tipo di desiderio sessuale. Ne più ne meno. Questa pulsione diventa  razzismo solo quando è espresso pubblicamente ovviamente,  non è politicamente razzismo invece quello che viene percepito all’interno del proprio se  ma che resta sentimento privato, desiderio o repulsione con cui ci misuriamo solo noi stessi.  Deve essere oggetto di un tabù sociale come l’incesto, perché il suo potenziale distruttivo per l’umanità intera è immenso e certo. Esso  è più pericoloso delle armi atomiche perché è proprio  il razzismo  che potrebbe armare la decisione di usarle. Non è detto che si tratti  del razzismo degli occidentali verso altri popoli, potrebbe essere anche il razzismo degli  altri popoli, che ora hanno sufficiente forza distruttiva per commettere essi stessi olocausti e genocidi,  verso i popoli occidentali, o di qualche gruppo che odia in maniera dichiarata per esempio, come base politica della loro unione, tutti quelli che possono assomigliare a qualcosa che caratterizza te che stai leggendo ora  perché così sei nato o nata, perché hai gli occhi verdi o celesti o neri, perché sei robusto o gracile, perché sei basso o magra. 

Il razzismo  nella sua forma prerazzistica di mero sentimento di paura  ed identificazione dell’altro discendenti dalla percezione delle infinite differenze secondo cui si possono raggruppare infiniti gruppi umani  ( alti bassi magri gialli bianchi rossi etc)  è una facoltà di sentimento assolutamente universale, è sentimento di paura ancestrale,  e probabilmente è  insito addirittura come una difettosa istruzione cellulare in ogni nostra molecola.  Le malattie autoimmuni sono lo scatenamento di una sorta di razzismo biologico da parte delle cellule dotate di potenziale distruttivo verso altre cellule diverse da loro stesse all’interno di uno stesso  corpo con i fatali esiti autodistruttivi che tutti conosciamo. La paura è una energia basilare e universale della vita biologica altrettanto potente che  la libido,  il desiderio sessuale. La paura riguarda la sfera della conservazione della vita come la pulsione sessuale quella della sua riproduzione.

masse oceaniche naziste

masse oceaniche naziste

Proprio sulla base di questa universalità di questa pulsione  i movimenti storici che per la prima volta hanno infranto come strumento politico i codici morali basilari della cristianità stessa dichiarando il razzismo un progetto politico ( i primi politicamente scorretti della modernità appunto)   e non solo della cristianità (si badi che  nazismo  fascismo e stalinismo sono stati generati tutti entro l’alveo della civiltà cristiana) infrangendo i principi di fratellanza e solidarietà  universale, cioè del concetto di umanità,  e con essi i relativi tabù  necessari alla vita comune  ( non rubare –tabù  questo che ci dimostra essere il furto una pulsione universale almeno in tutta la cristianità–  non uccidere etc) chiamando all’azione politica la massa in quanto aggregato di individui singolarmente spaventati-dunque i deboli, si, ma numericamente preponderanti e deboli fino a che uniti da qualcuno  non diventano la forza mostruosa delle masse oceanichein nome del razzismo scatenato come progetto politico di identificazione e distruzione degli  assolutamente-più-deboli-di-tutti, e numericamente  i molto minori,  e dunque proprio perché il razzismo è  forma di panico scatenata dalla energia della paura che colpisce i socialmente  esposti al rischio di declassamento, hanno perciò potuto ottenere  lo spaventoso potere politico e la conseguente forza militare poi  che ha innalzato il nazismo alla vertigine della sua potenza omicida elevata a legge di stato. Parimenti un regime totalitario, a rigor di logica, come ha potuto istituire a sua legge l’omicidio di massa, potrebbe domani imporre l’obbligo in ogni famiglia di praticare come legge di stato l’incesto, cosa che se sembra più assurda che quella di bruciare   milioni  di bambini  donne e  uomini  sulla base innanzi tutto della loro incapacità a difendersi perché non dotati di organismi di difesa propri ( stati  ed eserciti) e poi sulla base dei credo religiosi e sulla base della etnia, nei forni crematori, vi spinga a riflettere invece essere con ciò logicamente  e totalmente compatibile, poiché nulla è ormai assurdo per una simile configurazione politica che ha infranto tutti i tabù necessari alla vita umana. 

i movimenti storici che per la prima volta hanno infranto come strumento politico i codici morali basilari della cristianità stessa, dichiarando il razzismo un progetto politico, chiamando all’azione politica la massa in quanto aggregato di individui singolarmente spaventati in nome del razzismo, scatenato come progetto politico, hanno perciò potuto ottenere  lo spaventoso potere politico e la conseguente forza militare poi  che ha innalzato il nazismo alla vertigine della sua potenza omicida elevata a legge di stato.

Dunque la questione se sono falso  o matto non pronunciando il verdetto “tutti sanno che gli zingari rubano”  mi porta a riconoscere, prendendo molto  sul serio questa questione,  che nell’intimo silenzioso del mio pensiero questo e altri  tipi  di pre-giudizi  verso molteplici  soggetti e cose aleggiano in continuazione, insieme a voci ad essi contrarie,  in quello che Platone chiamava “dialogo interiore dell’anima con se stessa che avviene senza voce” –Sofista 263 E 4-5–   in quel processo di conoscenza, quale che  sia il suo nome, che si ha quando “l’anima si affatica in se stessa intorno agli enti”  Teeteto 189 E 6-7, e per cui Hannah Arendt afferma che i principi sono visibili solo nelle azioni e che il cuore umano è oscuro e a chiunque insondabile.

incesto e razzismo. Edipo si giace con la madre Giocasta - sequenza del filmEDIPO di PPP

incesto e razzismo.  Edipo si giace con la madre Giocasta – sequenza del film EDIPO di PPP

E che questi pregiudizi possono anche farmi prendere delle decisioni in piena libertà senza con ciò ledere nessuno o scatenare nessun male,  fintanto che non diventino  le dichiarate  basi ideologiche e quindi  politiche delle azioni che ho deciso di compiere sulla base di quei pregiudizi, come quella di non frequentare ad esempio una o un numero maggiore di persone  che manifestano delle determinate caratteristiche naturali o nazionali o storiche e verso le quali nutro ostilità, paura , persino avversione, o dalle  quali pregiudizialmente mi aspetto azioni contro la mia sicurezza o proprietà e via dicendo.  Posso, si,  ma senza che queste azioni vengano  attuate con ostentazione ideologica di  pubblica offesa, ovvero politicizzate in quanto  razzismo e discriminazione.  Cosi come non ci interessa estorcere con la forza il sapere se ad una madre possano illuminarsi  fantasie erotiche verso il figlio o la figlia o se ciò accada tra fratelli e via dicendo, fintanto che, tenuti sotto controllo dalla titanica forza dei Tabù, questi desideri restano, con ciò, solo  momenti della conoscenza psichica del mondo e delle sue infinite declinazioni  che ogni individuo sperimenta liberamente nella propria dimensione interiore.

Matto o Falso, per tornare alla affermazione razziste della mia amica, è chi non ammette e non conosce appunto che nella profondità dei cuori e nella mente degli esseri umani  viene certamente senza conseguenze desiderato e pensato di tutto,  e che ciò è un mistero che non è dato di penetrare con la forza o con la scienza a nessuno, sebbene in parecchi anelino a questo potere finale. 

Folle è chi, invece, non riconosce che, come sul desiderio incestuoso, anche sul razzismo deve vegliare la potenza titanica di un Tabù che non gli permetta assolutamente di agire neanche in forma di parola nella vita concreta,  chi non riconosce che si può pensare  in certi modi solo nel mistero della propria interiorità o altrimenti si commette  atto di razzismo come lo si commetterebbe di incesto se si dichiarasse  apertamente il desiderio verso un consanguineo:  un atto, il razzismo,  che scatena sempre il principio distruttivo della intera umanità cosi come l’incesto lo scatena  per l’intera società .  Scrive senza dubbi a tal proposito la Arendt : “se gli uomini sono prigionieri dell’inarrestabile processo delineato da Hobbes, l’organizzazione della plebe trasforma inevitabilmente le nazioni in razze perché, nel quadro di una società accumulatrice , non c’è altro vincolo unificatore a disposizione degli individui privati, nel corso dell’accumulazione del potere e dell’espansione, di ogni legame naturale coi loro simili (neretto del Redattore).  In verità il razzismo può segnare il tramonto del mondo occidentale e della intera civiltà umana. Una volta che i russi sono diventati slavi, che i francesi hanno assunto il comando di una foirce noire, che gli inglesi si sono trasformati  in “bianchi” come già tutti i tedeschi per una disastrosa formula magica  in “ariani”, è la fine dell’uomo occidentale. Perché, a prescindere di quel che possono dire gli scienzati ( NdR si era ancora in piena guerra quando la Arendt scriveva queste cose e c’erano scienziati nazisti che affermavano seriamente le teorie razziali) la razza è, da un punto di vista politico, non l’inizio dell’umanità ma la sua fine, non l’origine dei popoli  ma loro decadenza, non la naturale nascita dell’uomo ma la sua morte innaturale. (pag 220 Le origini del Totalitarismo)

Arendt, testimone e protagonista diretta degli eventi immani della seconda guerra mondiale, e per un sottile fato scampata all’essere vittima nei campi di concentramento nazisti dello sterminio, in quanto di origine ebrea, essendo   riuscita  a fuggire da un primo campo di smistamento francese dove era stata rinchiusa, verso la salvezza negli Stati Uniti, scrive ciò  con cognizione di causa. Il razzismo nella sua principale declinazione antisemita, senza dimenticare gli zingari e gli omosessuali e altri gruppi umani identificati per un qualche loro connotato,   era stato infatti lo strumento  politico con cui Hitler aveva raccolto il suo potere scatenando poi la catastrofe del secondo conflitto mondiale  che aveva portato l’umanità sull’orlo della tragedia definitiva  e lasciandoci , pur sconfitto, comunque in eredità la minaccia dell’olocausto nucleare che pende tuttora su noi tutti e un mondo che non ritroverà mai più la originaria fiducia tra gli uomini distrutta, appunto, dallo scatenamento delle forze distruttive raccolte intorno a se stesso grazie al razzismo usato come ideologia e progetto politico nel perseguimento della distruzione di tutti gli ebrei rintracciati nella sua sfera di potere. 

Perciò la mia intransigente reazione al razzismo contenuto  nelle dichiarazioni ricevute , razzismo che, ripeto a sfinimento, è tale solo come ideologia politica, come arma politica, come azione politica che si realizza in quanto tale  solo  nella pubblica dichiarazione delle sue ragioni senza ragione, non è il bigotto pensiero che non sa –ma senza prove ad personam ovviamente– ciò che pensano  ma che non dicono le persone  rispetto a coloro ai quali si può dire di tutto perché ultimi tra gli ultimi nella scala della forza sociale dei gruppi e che quindi non possono difendere se stessi,  o che non è esso stesso attraversato da pregiudizi odi o amori fondati su mere credenze  illazioni, parvenze etc,  ma è la reazione che non tollera in maniera assoluta l’effrazione del  tabù di razzismo che deve essere  posto a guardia della nostra promessa di vita in quanto umanità,  cosi come tutti  noi  condividiamo la convinzione di non dover tollerare la benché minima effrazione del tabù di incesto posto a guardia della nostra vita familiare e sociale.

Edipo e la Sfinge

Edipo e la Sfinge

Il balenare di un desiderio sessuale verso un consanguineo  così come il balenare di un odio fondato sulle caratteristiche naturali  storiche o etniche di un essere umano, invece che su una azione malvagia che eventualmente avesse commesso contro di noi o qualcuno,  non devono certo essere rimossi dalla consapevolezza culturale del loro esistere nell’intimo dei pensieri   che ce ne hanno dato prima il mito e l’arte e poi la psicoanalisi e le altre scienze umane e sociali,  ma devono restare per quanto riguarda la vita concreta segregate e risolte nel segreto della insondabilità del cuore di ognuno.  Come pacificamente ammettiamo debba farsi per l’energia nucleare , che liberata ucciderebbe la vita, non tutte le energie psichiche o naturali possono ambire al diritto di pubblica rappresentazione o essere liberate tra gli uomini, ma possono vivere solo chiuse in ogni singolo uomo o  in speciali contenitori.  Gli antichi questo, a proprie spese,  lo avevano perfettamente imparato. Oggi chi afferma di  non capire ciò o è pazzo o è falso, per finire con le parole usate dalla mia amica, e senza dubbio   estremamente pericoloso per la vita umana :  deve essere governato dunque dalla forza repressiva di un tabù assoluto che noi abbiamo il dovere di innalzare e difendere  con le unghie e con i denti.

Odiare razzisticamente è la stessa distruttiva  cosa che incestuosamente desiderare .

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Bibliografia essenziale : Le Origini del Totalitarismo – Hannah Arendt
Sofista – Platone; Teeteto – Platone. Edipo Re – Sofocle.

 
L'AUTORE
David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015
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