Registi di classe: multicultura e integrazione scolastica [ Intervista]

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04/02/2016 Team Young
di Marco Miggiano
L’Europa del 2016 sembra sempre più una fortezza, un territorio che si difende da una presunta invasione di rifugiati e richiedenti asilo che scappano da conflitti sempre più violenti. I confini nazionali tendono a chiudersi, i governi di ogni singolo Stato sono divisi su come gestire la più grande crisi umanitaria che il vecchio continente abbia conosciuto dal secondo dopoguerra .

Muri divisori si alzano, chilometri di filo spinato vengono costruiti per impedire che famiglie, uomini, donne e bambini raggiungano il territorio europeo in cerca di sicurezza e di una vita degna. Nonostante la storia dell’umanità sia basata su migrazioni e spostamenti di massa di popolazioni, oggi le migrazioni fanno paura, generano psicosi, producono leggi restrittive per le libertà individuali e collettive. Nonostante tutto, il multiculturalismo, il melting pot, l’incontro tra diverse culture ed etnie è ormai un dato di fatto non solo in Europa ma in gran parte del mondo e non accettarlo significa non accettare la storia dell’umanità intera. Se da un lato quindi troviamo chi prova a barricarsi all’interno dei propri confini nazionali, dall’altro c’è chi pensa che educare i ragazzi al multiculturalismo e all’integrazione sia la migliore risposta a razzismo e xenofobia. Il concorso “Registi di classe”, promosso dalla Kichenfilm in collaborazione con la scuola di cinema Sentieri Selvaggi con il patrocinio dell’Agiscuola, si basa proprio su questa idea, cioè stimolare i più giovani a confrontarsi sull’integrazione culturale, identità e appartenenza al fine di trasformare il concetto di diversità culturale da pregiudizio a valore positivo. Il concorso, dedicato agli studenti delle scuole elementari e medie, mira quindi a far realizzare a giovani registi video per promuovere la cultura del rispetto e dell’integrazione culturale in ambito scolastico e non solo. Come spunto di partenza e ispirazione il concorso è basato sul documentario SQuola di Babale, un film di Julie Bertuccelli, ovvero un chiaro esempio di integrazione multirazziale. Il film mostra un anno scolastico all’interno dell’istituto Grange-aux-Belles di Parigi, una scuola d’accoglienza che coinvolge 24 studenti di nazionalità diversa tra gli 11 e i 15 anni, alcuni di loro appena arrivati in Francia. SQuola di Babale ha vinto anche il Premio Reset-Dialogues on Civilizations 2015  per “ aver affrontato con grande sensibilità i temi fondamentali della lingua, dell’infanzia e dell’integrazione nella scuola della società multiculturale”. Del concorso e del film ne ho parlato con Silvia Pellegrino, referente nazionale della Kitchenfilm .

Come è nata l’idea del concorso “Registi di Classe” e la stretta collaborazione tra tre realtà distinte, ovvero la Kitchenfilm, la scuola di cinema Sentieri Selvaggi e l’Agiscuola?


Il concorso nasce dalla volontà di poter dare voce ai ragazzi che hanno delle storie da raccontare e che spesso rimangono inascoltate, e allo stesso tempo poter premiare la passione offrendo la possibilità di mostrare il loro talento. La Kitchenfilm, la Scuola di Cinema Sentieri selvaggi e Agiscuola lavorano a stretto contatto sia con i giovani che con la scuola, attraverso e per il cinema. L’unione d’intenti è stata ancor più motivata dato il tema del video concorso, che quello dell’integrazione culturale. Il valore aggiunto sono inoltre i nostri partner: Docenti senza Frontiere, PIAM Onlus, Studia Rapido e Fadis che si impegnano, ognuno nel proprio ambito, a promuovere la cultura del diritto, dell’eguaglianza, della reciprocità e del rispetto.

I recenti attacchi terroristici di novembre a Parigi hanno in un certo modo stimolato l’impegno e la determinazione per portare a termine questo progetto e la diffusione del film che mostra proprio una scuola per studenti stranieri di Parigi?


Dopo gli attacchi terroristici di Parigi e la pericolosa ribalta islamofobica ci è sembrato ancora più urgente poter raccogliere testimonianze da parte di chi, soprattutto nell’ambiente scolastico, tutti i giorni si confronta con culture diverse, crescendo con una mentalità aperta al dialogo e al libero scambio. Questa rivoluzione culturale in continuo fermento vissuta dai nostri ragazzi è l’unica risposta a qualsiasi forma di pregiudizio perché il multiculturalismo rappresenta un valore imprescindibile. Il film è stato distribuito ad aprile dello scorso anno, quando i terribili fatti di Parigi non sussistevano ma comunque abbiamo ricevuto delle richieste per organizzare proiezioni e speriamo che ce ne siano altre perché ascoltando le storie dei ragazzi protagonisti del film ci si rende conto di quanto non sia facile dover lasciare il proprio paese, dover ricominciare daccapo e sentirsi sempre in una sorta di limbo, di terra di mezzo. Sentirsi “ospiti” spesso indesiderati che devono camminare in punta di piedi, e mai cittadini portatori di eguali diritti e doveri. Finché poi la solitudine si trasforma nella consapevolezza di vivere tutti nello stesso mondo.

Nella sinossi del film Squola di Babale c’è “Un tributo all’innocenza e alla forza di cambiare”. Un concorso, un film, un premio artistico, non possono certo cambiare il mondo ma sono senza ombra di dubbio uno strumento di cultura fondamentale in particolare quando i protagonisti sono dei ragazzi e la loro innocenza. Il cinema e l’arte quanto sono importanti in un contesto internazionale dove la guerra sembra ormai essere una delle poche ed assurde certezze di questi anni?


La cultura, l’arte in ogni sua forma dovrebbero sempre essere imperativi del nostro vivere. Certo nessun film, o canzone o dipinto hanno mai fermato una guerra ma attraverso la commistione di idee diverse si genera il dibattito, ci si mette in discussione, si agevola la riflessione. Tanti artisti nel corso della storia hanno lanciato dei messaggi di pace, di conservazione e amore per il posto in cui viviamo che dovrebbe, anzi, deve preservare autenticità per le generazioni future.

Il vincitore del concorso avrà la possibilità di partecipare ad un esclusivo workshop, di che si tratta?


Il workshop FARE CINEMA offerto dalla scuola Sentieri selvaggi è una full immersion di due giorni incentrata sui
linguaggi di base del cinematografico, del televisivo, del web. Attraverso l’insegnamento di professionisti del settore si analizzeranno, tra teoria e molta pratica, le caratteristiche essenziali del cinema a partire dall’ideazione di un film fino alla sua realizzazione, passando in rassegna le varie figure artistiche che concorrono a tale fine, dal lavoro del montatore fino a quello dell’attore.

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