1943, quei gas chimici americani nel bombardamento di Bari

La nave Americana SS John Harvey piena di armi al gas iprite colpita dai bombardieri nazisti nel porto di Bari rilascia il suo micidiale carico nell'aria facendo migliaia di vittime
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Gas chimici, lunga storia di orrore. Chiariamo il bombardamento su Bari fu effettuato dai Nazisti ma il gas agente tossico iprite era stoccato, all’oscuro delle autorità portuali e cittadine,  nella stiva della nave militare americana SS John Harvey che deflagrando e incendiandosi sotto il bombardamento rilasciò il suo letale carico nell’atmosfera, facendo circa mille vittime tra i militari per poi raggiungere la città, le cui vittime causate dal gas non furono però mai contate. Tutta la storia infatti restò nel più  assoluto segreto militare per anni e anni. Per evitare che la notizia divenisse di pubblico dominio il comando alleato, che sapeva, non disse nulla e per non far capire cosa era successo non prestò nemmeno le cure adatte alle vittime  del gas condannando a morte personale militare e civili  che avrebbero forse potuto essere salvati se immediatamente curati per quel tipo di avvelenamento. Tant’è.

Tutto ciò mi è tornato in mente in queste ore concitate in cui il mondo cerca di capire se abbia o meno ragione chi accusa Assad di avere usato armi chimiche o se sia più plausibile l’ipotesi Russa di una bomba convenzionale che abbia colpito un deposito degli antigovernativi di Gas nervino.

I Russi sostengono infatti  che il bombardamento Siriano abbia colpito un deposito di armi chimiche dei ribelli. A mio modo di vedere la cosa è altamente probabile, nella migliore delle ipotesi, nella peggiore penso che le fazioni anti Assad non si farebbero scrupoli ad usare ogni occasione per farlo cadere in una imboscata di infowar con una azione false flag. Ovvero far credere che abbia usato armi chimiche, che abbia commesso un crimine – nell’ulteriore crimine che è la guerra – sotto agli occhi di tutti.

Penso questo per una questione di ragione. Forse la logica non ha più nessun ruolo nello scenario contemporaneo ma se ce lo avesse ancora allora Assad dovrebbe essere un folle assoluto per usare delle armi chimiche sapendosi addosso gli sguardi di tutto il mondo.

Un tale sconsiderato atto significherebbe da parte sua gettare alle ortiche quel minimo tenue filo di speranza per lui di avere un minimo futuro politico nella comunità internazionale. Significherebbe un suicidio politico con fiocchi. Non si può pensare che in uno scenario come la guerra Siriana ormai al centro dell’attenzione mondiale si possano compiere degli atti senza doverne rendere conto al mondo intero.

Con tutta la buona volontà, e pur aiutato dai grandi esperti della grande stampa ,  non riesco proprio a forzare la mia mente a credere che Assad  abbia ordinato al suo stato maggiore aeronautico  di andare a sganciare una bomba chimica per fare poi nemmeno 100 morti e 200 feriti. Praticamente, dal punto di vista della scena mondiale, uno spot contro se stesso senza nessun guadagno strategico in cambio.

Potrei capire se di morti ne avesse fatti 10.000 e nel fare migliaia di morti con ciò avesse determinato in maniera definitiva la propria vittoria spazzando via ogni fazione nemica, allora penso che  avrebbe forse potuto accettare di essere messo sotto il giudizio mondiale, se il vantaggio strategico della orrida azione fosse stato determinante  per la sopravvivenza politica del suo potere, per la sua sopravvivenza   come capo di Stato della Siria. Si sa i vincitori, poi, hanno sempre ragione e scrivono la storia.

Ma di fatto in questo bombardamento non vi è nessun vantaggio strategico, non c’è nulla da guadagnare in cambio dell’odio e del disprezzo internazionali,  e mentre non vi è nessun vantaggio strategico nel fare 100 morti, tra cui molti bambini,  con una bomba chimica,  l’orrore suscitato a livello internazionale è invece immenso. Faccio veramente fatica a immaginarmi una tale ottusità. Se uno decide di prendersi la responsabilità di usare le armi chimiche in un attacco aereo si prenderebbe questa responsabilità per fare solo 100 morti? Non ha nessun senso, non sta minimamente in piedi:  se si decide a tavolino di fare una cosa del genere la si fa massimizzando le vittime,  visto che la condanna morale mondiale sarà comunque massima. Sarebbe come andare a fare una rapina a mano armata in una banca per prendere solo 50 euro. Quando le armi chimiche le usò Saddam Hussein durante il corso della guerra con l’Iran negli anni 80 i morti furono infatti migliaia. 

Ma se ciò non bastasse dovrei poi pensare che anche i consiglieri politici e militari Russi che certamente fanno parte del consiglio di guerra di Assad dovrebbero essere caduti in questa ottusa follia e pur sapendo che quello che fa Assad ricade completamente sulla reputazione internazionale della Russia, la quale avrebbe da perdere tutto il suo prestigio internazionale,   gli avrebbero detto “ma certo caro  getta tutte le bombe chimiche che vuoi, quale è il problema?”. Ora Putin lo conosciamo tutti ed è tutto quello che vi pare, tutto quello che volete,   ma non  è un uomo stupido. O dovrei pensare che Assad abbia detto all’orecchio a un pilota di usare le armi chimiche cosi i Russi non se ne accorgevano? Non so, ditemi voi. 

Tanto è vero che persino Bernardo Valli scrive nel suo ultimo pezzo su La Repubblica “Se non ci sono  state trame ordite ai danni di Bashar el Assad, per mirarne l’affidabilità, resta difficile spiegare perche egli si sia compromesso in una strage che lo mette in difficoltà anche nei rapporti con gli alleati” Già,  peccato però che a Bernando Valli questa inspiegabilità, che pur non può fare a meno di citare, gli stia bene cosi, come un mistero teologico di cui non se ne possono penetrare i segreti, nonostante questa illogicità evidente,  per Valli è stato Certamente Assad, perchè dice lui, Assad si sente sicuro, e sogna l’impunità. Che dire, misteri del grande giornalismo.

Invece questa possibilità fa acqua da tutte le parti,  è semplicemente incredibile e irrazionale

Da  questa cosa Assad,   e soprattutto il suo alleato Russo non avrebbero che da perdere, come ammette persino il buon Valli. Non ha assolutamente senso pensare che lo abbiano fatto.

Il guadagno di chi vorrebbe la Russia  isolata sul piano internazionale, se fosse vero che Assad avesse usato in maniera deliberata gas sarin, invece sarebbe immenso.

Il “cui prodest scelus, is fecit” romano, (  a chi giova il crimine, colui lo ha fatto)  resta un cruciale paradigma per la ricerca della verità dei fatti, dicasi anche Movente. Certo la massa degli stupidi è -purtroppo- immensa e non ha capacità sufficienti di analisi base, di minime  capacità deduttive,  ma sono anche abbastanza indeterminanti e insignificanti a parte in quei dieci minuti in cui votano. Per il resto contano ancora qualcosa quelle quote di popolazione ancora pensante, soprattutto nell’era dei Social e insomma questa quota pensante sta facendo in queste ore sui social quello che sa fare; pensa e soppesa le elefantiache incongruenze della  interpetazione dei  media “ufficiali” su questa storia . 

Ora   non voglio pensare che gli Americani, e i loro alleati sarebbero disposti a fare di tutto pur di recuperare qualche spanna del terreno che hanno perduto proprio sul piano della immagine internazionale con la Russia in questi ultimi tempi, quindi non voglio assolutamente pensare a scenari da false flag in cui si aspetta una azione nemica per lanciare un proiettile chimico, o qualcosa del genere, da innescare  nella mischia di un bombardamento convenzionale  nemico affinché si pensi che lo abbia lanciato il nemico,  infliggendogli cosi una pesante disfatta alla sua legittimità sul piano del prestigio mondiale. Certo la mancata implosione dello Stato Siriano deve essere stata una cosa che proprio non è andata giù a un sacco di gente, un brutto colpo per il fiorente business che il terrorismo  internazionale muove anche nel senso dell’immenso potere decisionale che sposta verso la militarizzazione o verso il Security State di cui Parla Agamben. Si capisce.

Gli americani poi  non farebbero mai cose cosi scorrette. E poi si sa che hanno orrore di fare male ai civili.  Loro sono molto attenti su queste cose,  lo sappiamo tutti. Lo abbiamo imparato innanzi tutto a Nagasaki e   Hiroshima,  civili  sui  quali fecero esplodere a tre giorni di distanza una dall’altra , ponderando quindi bene le conseguenze tra la prima e la seconda,   due bombe atomiche, poi in Vietnam, dove usarono massivamente  il famigerato agente orange, e altre orride cose chimiche  per cui ancora oggi in Vietnam nascono migliaia di bambini deformati e altre decine di migliaia ogni anno ne  muoiono,  e in molti altri scenari della infinita serie guerre pro democrazia nostra che vanno guerregiando senza requie in preda ormai a conclamata nevrosi bellica;  insomma essi hanno cosi orrore di fare male ai civili che ai civili gli hanno persino cambiato nome, chiamandoli danni collaterali. Dunque  non penserò mai una cosa cosi orribile.

Ma lasciatemi almeno pensare che è infinitamente più plausibile che una pur orrida bomba convenzionale abbia fatto saltare delle piccole munizioni chimiche tattiche (vista l’esiguita delle vittime che hannno prodotto) stoccate in un magazzino, magari  dell’isis, piuttosto che pretendere che io creda che un capo di Stato traballante al potere di un paese immerso in una feroce guerra civile e di cui mezzo mondo chiede la testa abbia dato finalmente a questa metà di mondo  il motivo ultimo e favoloso  per tagliarlela. No. Scusate, lo so che è scorretto pensare di fronte al cruccio e al dito puntato della Grande Stampa Occidentale, ma non ne posso proprio fare a meno, di pensare dico.

Certo  potrebbe sembrare a prima vista  una cosa un po  assurda e difficile a concretizzarsi,  ma la storia ci dimostra che è possibile eccome  non essendo più assurda di ciò che, storicamente attestato e ragionevolmentge fuor di dubbio ormai,  avvenne  la notte del 2 Dicembre 1943 quando i tedeschi bombardarono Bari, quando  le bombe tedesche colpirono  la SS John Harvey, senza sapere che fosse carica di armi chimiche al gas asfissiante mostarda iprite. Chiunque avrebbe attribuito   ai nazisti  quel giorno di aver usato armi chimiche sulla città  e invece le armi chimiche erano americane quelle volta. Casi della guerra. Casi di questa sporca lurida cosa che è la guerra.

Il discorso sulle armi chimiche è poi un lungo discorso che a farlo turberebbe non poco la coscienza occidentale a partire dalla industria Bayer che lo produceva, insieme ad altre industrie,  per Hitler,  a finire ad alcuni scienziati nazisti che crearono il Sarin, il Tabun, il Soman  e altri gas  che invece di essere processati a Norimberga finirono negli USA a lavorare per il programma di armi chimiche e batteriologiche delle forze armate americane ( il criminale nazista  di Guerra  Wernher von Braun fu messo a dirigere la NASA del resto) le quali  produssero fino agli anni 80 mostruose quantità di queste armi immorali -nell’immoralità della guerra-:  armi ancora  in corso di distruzione nei depositi occidentali, di cui ne esistono ancora abbondanti scorte, magari da far pervenire, alla bisogna,  sottobanco qui e li, chissà, o che qualche corrotto potrebbe avere la tentazione di vendere ,   e armi di cui, soprattutto, furono abbondantemente  riforniti dall’occidente personaggi come Saddam Hussein ben sapendo che le avrebbe usate. Ma questa è un’altra storia. 

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NOTA : partendo dalla consapevolezza che le tesi che condannano senza dubbio Assad sono sufficientemente sostenute dalla grande stampa, e  con assoluto beneficio di inventario, ho ritenuto di un certo interesse riportare in fondo un link di un articolo che mi è stato segnalato da un lettore.  Link che è solo una indicazione rispetto a tematiche che  è certamente interessante per chi   cercando di districarsi per quanto più possibile nella fitta selva della feroce infowar in cui ci troviamo immersi, abbia un qualche  desiderio di   approfondire e verificare, mettendo a confronto diversi punti di vista, per cui ho aggiunto ulteriori links,  tutta una serie di notizie circa la controversa questione dei gas  nel teatro dell’attuale conflitto siriano.

hillary-clinton-approvo-linvio-gas-sarin-ai-ribelli-siriani-incastrare-assad/

Altro link estremamente pertinente è l’intervista a Fulvio Scaglione per l’Istuto Mediterraneo Studi Internazionali 

Intervista a Fulvio Scaglione. Alla radice dei conflitti mediorientali

Un lungo e interessantissimo articolo del The Guardian sull’uso delle armi chimiche in Vietnam e le loro conseguenze attuali  sulla salute della popolazione

Spectre orange

Difesa online sulla certezza della responsabilità dell’attacco coi gas

Siria, le bombe peggiori sono quelle della disinformazione

Altro articolo interessante con molte riflessioni tecniche sulle tracce dell’uso dei gas e sui protocolli non utilizzati dai soccorritori

Attacco chimico in Siria: così il giornalismo ha perso la sua sfida

Una inchiesta del premio Pulitzer Seymour Hersh , Rai News

Furono i ribelli a usare il gas per convincere gli USA ad attaccare

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LETTURA CONSIGLIATA

LA GUERRA CHIMICO BIOLOGICA – SEYMOUR M. HERSH . LATERZA 1968

LA GUERRA CHIMICO BIOLOGICA - SEYMOUR M. HERSH . LATERZA 1968
LA GUERRA CHIMICO BIOLOGICA – SEYMOUR M. HERSH . LATERZA 1968
david colantoni

David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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