Per Frank Merenda afghani ed ebrei sono pigri?

Agosto 17, 2021
Germano Milite
Per leggere questo articolo ti servono: 3minuti

I fatti di cronaca di Kabul, per quanto drammatici, riflettono purtroppo una caratteristica pericolosissima dell’essere umano: l’accidia, la pigrizia e l’inoperosità finché non è troppo tardi

Questo il virgolettato estratto da un post pubblicato dal formatore Frank Merenda sul suo gruppo Facebook “Metodo Merenda”. Ora, a parte annunciare “una caratteristica” ed elencarne tre subito dopo, di fatto Merenda sembra voler definire il popolo afghano in fuga (talmente disperato da attaccarsi ai carrelli di un aero civile pur di fuggire dai talebani) come accidioso, pigro ed inoperoso. Il tutto, come pare evidente, non conoscendo nulla delle (molto) complesse vicende che da decenni interessano quella parte di mondo e chi la abita. Non scappi per tempo dal tuo paese natio? Sei pigro ed accidioso. Punto.

Tuttavia, se pensate che l’esperto di strategie di vendita (e nell’occasione anche di geopolitica, psicologia, gestione aziendale, antropologia ecc) abbia già dato il peggio in queste prime, indecenti righe, dovete leggere ciò che ha il coraggio di riportare nel seguito del suo post, citando addirittura gli ebrei perseguitati durante l’olocausto come ulteriore esempio di pigrizia e scarsa lungimiranza. E infatti, scrive il tuttologo improvvisato, “lo sterminio degli ebrei non avvenne in una notte” e, questi ultimi, “ebbero anni per rendersi conto che la situazione stava precipitando ed era invivibile”. Potevano andar via subito, appena i tedeschi glielo ordinarono, ma non lo fecero. Del resto, chi non lascerebbe subito lo stato in cui è nato e vissuto alla prima richiesta? Non immaginando che entro poco sarebbe stato rinchiuso in campi di concentramento dove i nazisti avrebbero giocato al tiro al piattello con i neonati? Era così prevedibile, l’Olocausto. Quanto devono essere stati oziosi ed ottusi quegli ebrei che lo hanno subito? Bastava il giusto “mindset” e non avremmo conosciuto un genocidio.

IMPARIAMO TUTTI DA MERENDA

Afghani, ebrei della shoà: imparate da mister Merenda. Lui, al posto vostro, avrebbe ascoltato subito i nazisti e sarebbe fuggito via dalla Germania, dalla Polonia e dall’Italia il giorno dopo le prime “avvisaglie” persecutorie. Lui avrebbe “fatto azione”, come dicono quelli che vogliono insegnarvi come fare soldi e traducono le frasi dei formatori americani usando Google.

Anche un Merenda Afghano, in un paese che è in guerra da praticamente 40 anni ed è stato sotto dittatura talebana, avrebbe di sicuro fondato un’azienda di successo dopo essere immigrato agevolmente in Italia ed ottenuto altrettanto agevolmente la cittadinanza.

SE SEI PERSEGUITATO LA COLPA È TUA

Insomma: se sei perseguitato è solo colpa tua. La consueta, puerile ed odiosa retorica espressa (non a caso) da chi è nato e cresciuto nella bambagia occidentale, tra l’altro nel periodo economico più ricco e pieno di opportunità della storia. Gente che si sente semi divina ed infallibile perché si sarebbe fatta da sola, considerando come atto eroico l’aver trovato un modo per guadagnare abbastanza soldi in breve tempo. Gente che magari, invece di dover imbracciare un fucile a 7 anni e vedere decapitato il proprio padre in piazza, come massimo disagio ha vissuto un’estate in punizione per la mancata promozione in seconda superiore.

Ora, commentare l’ignoranza storica imbarazzante e schiacciante espressa nel post che potete vedere riportato negli screen di seguito, sarebbe finanche superfluo, oltre che lungo. Sono così tanti gli errori concettuali e le semplificazioni storiche ed è così poco il tasso di umanità ed empatia espresso in queste righe deliranti, che evitiamo di dilungarci oltre.

Ciò che merita altre due parole, però, è il fine ultimo di questo testo improponibile ed arrogantissimo: il parallelismo con gli imprenditori che falliscono perché, proprio come gli ebrei sotto regime nazista e gli afghani oggi, non agiscono in tempo. Un fatto storico drammatico e che ha lasciato ferite insanabili ed uno di cronaca recentissima, strumentalizzati in maniera tanto indelicata e grossolana per parlare (indirettamente), al solito, di temi connessi a ciò che il formatore vende: corsi e libri per micro e piccoli imprenditori. Il tutto, non scordando l’immancabile accusa verso altri “ciarlatani” dai quali stare in guardia visto che, ricorda il saggio Merenda, non esistono “pillole e soluzioni magiche”. Però, come dice in una sua sponsorizzata su Facebook, lui può insegnarti il metodo per vendere ghiacchio agli eschimesi, con un libro o un corso. Basta pagare. Vorrete mica essere pigri ed accidiosi come gli afghani e gli ebrei. Accattatavillo.

L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".
SOSTIENI IL PROGETTO!
Sostienici
Quanto vale per te l’informazione indipendente e di qualità?
SOSTIENICI