Guida sui metodi consolidati per la germogliazione dei semi di cannabis

Marzo 12, 2020
YOUngTips
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La fase di germogliazione del seme di cannabis è, forse, la più delicata nella coltivazione della pianta. Un ruolo fondamentale in questo stadio svolge la qualità del seme. Ultimamente, è stato notato che i migliori semi sono quelli acquistati online e difatti sempre più persone ricorrono a questo canale di vendita.

Accanto ai semi da coltivazione, che in Italia sono solo quelli che generano una pianta con THC minore dello 0,2%, vi sono quelli da collezione, per la conservazione delle genetiche di queste piante e per esposizione. E’ possibile acquistare i semi di cannabis online da piattaforme come SensorySeeds che distribuiscono sementi in grado di essere conservati per lungo tempo, fornendo le relative istruzioni.

Qualità, umidità e buio

Quando ciò sia possibile, per la coltivazione del seme di cannabis occorre porre una particolare attenzione al tipo e alla qualità del seme per poi selezionare una delle tecniche per favorire la germogliazione del seme.

Molte sono le modalità che possono essere idonee a costruire un ambiente ideale per temperatura, umidità, luce e Ph dell’acqua, per fornire al seme il nutrimento che gli serve per dar vita al primo germoglio. Il seme è costituito da uno strato esterno piuttosto rigido, mentre all’interno vi sono acqua ed una piccola quantità di sostanze nutritive. Quello che serve è quindi un certo gradi di umidità che, con l’acqua del Ph giusto, ammorbidisca la corazza esterna del seme e una quantità addizionale di sostanze nutritive tale per cui il seme raccolga le forze necessarie per buttare fuori il germoglio e le radici.

 

1 – Direttamente in terra

Quale sia il miglior modo per favorire la nascita della pianta è molto dibattuto e tutti hanno, a dire il vero, dei pro e dei contro. Sarà lo stesso breeder, dunque, quello che dovrà considerare spazi, la propria esperienza e l’esigenza di una fioritura rapida per scegliere il metodo per sé e per il proprio tipo di seme più adatto.

Una prima tecnica per la germogliazione che è consigliata da molti, è quella di inserire il seme direttamente nel terriccio. Non troppo in profondità, altrimenti il seme non entra in contatto con aria e umidità, bastano solo 5 cm circa. E’ consigliabile iniziare con un piccolo vaso, ma non è strettamente necessario. In ogni caso, buone accortezze sono quelle di coprire il vaso con una pellicola in modo che si mantenga in superficie il giusto grado di umidità e di posizionare il vaso sopra una fonte di calore, come un calorifero.

Il più grande vantaggio di questa pratica è che non è necessario il travaso o comunque è molto più facilitato, perché è possibile effettuarlo con il terriccio intorno. Per questo motivo è consigliato, in particolare, per i semi autofiorenti perché estremamente delicati al travaso, che costituisce un grande stress per ogni tipo di pianta.

Dall’altra parte, però, con questa tecnica non è possibile seguire e monitorare la germogliazione, con il rischio di rovinarla scoprendo il seme dalla terra.

 

2 – Il tovagliolo di carta

Molto utilizzato è anche il metodo del tovagliolo di carta, in tutte le sue varianti di sacchetto di iuta, carta-filtro del caffè e molte altre. La procedura, piuttosto semplice, prevede di posare il seme sul tovagliolo di carta inumidito, preferibilmente, con acqua piovana o acqua distillata, piegando i lembi sopra il seme, in modo da coprirlo completamente. A questo punto il tutto viene messo in un sacchetto di plastica trasparente, da mettere in un luogo chiuso e buio.

Occorre stare molto attenti a che il materiale che avvolge il seme non si secchi e che non sia troppo imbevuta, perché in entrambi i casi ci sono ottime probabilità che il seme si rovini e che non germogli. Nel caso in cui il rivestimento si secchi, è necessario irrigarlo nuovamente, e strizzarlo per eliminare l’acqua in eccesso.

Una volta che il seme è germogliato, sarà il turno del travaso. Come detto anche prima è una fase estremamente delicata che si consiglia di effettuare con delle pinzette stando bene attenti a non toccare che radici, che si possono spezzare con un nonnulla.

 

Panoramica sulle altre tecniche

Se la velocità è ciò che si ricerca, coltivazioni idroponiche e aeroponiche sono senza dubbio quelle più adatte, sebbene alcuni ritengano che la qualità sia leggermente sacrificata. Si tratta di tecniche di coltivazione molto antiche, è stato detto che già addirittura i giardini pensili di Babilonia avessero un sistema di irrigazione che avrebbe molti punti in comune con le coltivazioni idroponiche. Sicuramente questo metodo richiede una preparazione più articolata e quindi non è forse consigliabile per i breeder meno esperti.

Questi ultimi potrebbero invece optare per un Seeds Starter, venduti da molti siti web di vendita online di semi di cannabis. E’ sostanzialmente una scatola trasparente che funge da serra, con un sistema di illuminazione. Spesso viene venduta insieme a una bustina di nutrienti e di semi, un vero a proprio kit. Rimane l’inconveniente del travaso, che mette a rischio la salute della pianta.

Per semi molto vecchi, invece, la tecnica migliore è quella di mettere le sementi direttamente nell’acqua, in modo che il rivestimento esterno, induritosi con il tempo, abbia la possibilità di raggiungere una morbidezza tale da potersi aprire per far uscire il germoglio. Alcuni lo utilizzano anche per i semi nuovi, anche perché è il metodo con cui meglio si controlla lo stato del seme e della crescita di radici e germogli, ma si rivela spesso inefficace.

Data la delicatezza di questa fase è bene, almeno al principio, non utilizzare tutti i semi in una volta, ma di utilizzarne solo una parte, vedere come va la germinazione e, nel caso, correggere i propri errori con la restante parte. L’esperienza, infatti, è un’ottima guida in questo campo ed in particolare in questi primi step della vita della pianta.

 

Put the seed in your pocket

La Corte di Cassazione, nella recente sentenza del 19 dicembre dicembre 2019, ha affermato che è legale la coltivazione ad uso personale di piante di cannabis, in presenza di tutta una serie di indizi che facciano presumere, appunto, l’uso personale. Potrebbe essere iniziato un periodo di maggiore tolleranza in Italia.

L'AUTORE
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