Alexandria Ocasio-Cortez, la battagliera socialista democratica Usa

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04/02/2019 Attilio De Alberi

Alexandria Ocasio-Cortez è una persona molto particolare. Eletta come deputata alla Camera dei Rappresentanti del Congresso USA nelle elezioni di ‘mid-term’ a novembre, dopo aver battuto, nelle primarie, il ben più moderato opponente democratico Joseph Crowley, è la più giovane parlamentare nella storia degli Stati Uniti.

Notare che mentre Crowley aveva un budget di $3,4 milioni per la sua campagna, lei poteva contare su appena $194,000. Dopo aver battuto Crowley, ricevendo 57,13% dei voti contro 42,5% del suo opponenente, la Octavio-Cortez riuscì poi a battere il rivale repubblicano Anthony Pappas, ottenendo l’appoggio sia di Barack Obama che di Bernie Sanders, per il quale aveva lavorato durante le primarie presidenziali del 2016.

Alexandria Octavio-Cortez si definisce una democratica socialista e rappresenta l’ala più radicale dell’opposizione al governo repubblicano destrorso di Donald Trump. Proveniente dal Bronx, che rappresenta al Congresso, questa giovane parlamentare, oltre ad essere di origine latina, ha delle umili origini, e per molto tempo (compresa la fase delle primarie) ha lavorato come cameriera in un bar. Le ha dato molta visibilità il noto documentarista Michael Moore nel suo ultimo film Farhenheit 11/9, una vibrante critica della presidenza Trump.

Dopo la sua vittoria contro Crowley (che, tra l’altro contava sull’appoggio del governatore dello stato di New York Andrew Cuomo, e del sindaco di New York Bill De Blasio), Bernie Sanders si è congratulato con lei dichiarando: “Si è imposta sull’intero establishment democratico locale nel suo distretto ed ha ottenuto una grossa vittoria. Ha dimostrato ancora una volta cosa può fare una politica progressista rivolta alla gente comune”. Ed il famoso osservatore politico Noam Chomsky ha visto la sua vittoria come “un evento davvero spettacolare e significativo”. Secondo lui la sua affermazione mostra una divisione nell’ambito del Partito Democratico e pensa che la Ocasio-Cortes “avesse ragione dicendo che le politiche da lei delineate dovrebbero avere un largo consenso in un larghissimo segmento della popolazione”.

Chiaramente l’agenda politica della Ocasio-Cortez è assai progressiva, sulla stessa linea di quella di Sanders, nel campo dell’ambiente, della fiscalità, dell’immigrazione, della sanità pubblica, dell’educazione, del supporto per la comunità LGBT (Lesbian Gay Bisexual Transgender – Lesbiche Gay Bisessuali Transessuali). Ed in politica estera si è espressa a favore dei diritti dei palestinesi vìs-à-vìs l’occupazione israeliana. Infine è stata decisamente a favore di una politica di investimenti e di aiuto verso Puerto Rico, specialmente dopo gli effetti disastrosi dell’uragano Maria.

Ultimamente, dalla sua nuova posizione di parlamentare a Washington, Alexandria Ocasio-Cortes, oltre ad aver aspramente criticato lo shutdown governativo causato da Trump con il suo ricatto per la costruzione del muro col Messico, ha preso delle posizioni molto radicali per ciò che riguarda l’ineguaglianza sociale e l’ambiente.

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Secondo la giovane rappresentante al Congresso la mera esistenza dei miliardari è non solo immorale, ma una vera minaccia alla democrazia americana. “Penso proprio che un sistema che permette ai miliardari di esistere mentre ci sono parti dell’Alabama, dove la gente soffre tuttora di tigna perché non ha accesso alla sanità pubblica, sia sbagliato,” ha dichiarato nel corso di un’intervista il 21 gennaio, ossia nel Martin Luther King Day (la giornata dedicata al noto attivista afro-americano e divenuta una festa nazionale, ndr). Secondo la Octavio-Cortez lo scopo di un’alta tassazione dei ricchi non serve solo a generare entrate per lo stato, ma è piuttosto una salvaguardia a favore della “democrazia contro l’oligarchia”.

Per queste sue posizioni la Ocasio-Cortez è stata subito attaccata da Sean Hannity, noto personaggio di Fox News, il network televisivo di destra tendenzialmente pro-Trump. Secondo Hannity l’uguaglianza non fa parte del sogno americano, ma, al contrario è un insormontabile ostacolo ad esso, giungendo perfino a dire che la giovane rappresentante radicale aveva descritto il sogno americano come “immorale” e che questa è la sua intenzione: “dare al governo il potere di confiscare tale sogno”. In pratica, l’accusa di Hannity è che l’antipatia della Ocasio-Cortez nei confronti dei miliardari sia fondamentalmente “un-american” (ndr. contraria all’essenza dell’americanità).

Da certi osservatori è stato fatto notare che la visione della Ocasio-Cortez non è comunista o comunque estranea alla filosofia politica statunitense, e, a questo proposito, viene citata una lettera che il famoso terzo presidente USA Thomas Jefferson, considerato uno dei Padri Fondatori della repubblica, scrisse a James Madison durante una sua visita alla campagna francese nel 1785, quattro anni prima della Rivoluzione.

Nella sua missiva Jefferson rifletteva sulla profonda disuguaglianza tra l’aristocrazia ed i contadini francesi, una disuguaglianza che, per lui, non solo era moralmente sospetta, ma anche inefficiente, visto che gli aristocratici arricchiti non si preoccupavano d’investire nella coltivazione della terra, mentre i poveri contadini avrebbero tanto voluto che ciò accadesse. Proponeva quindi una tassazione progressiva che esentasse i piccoli proprietari in modo da permettere loro la desiderata coltivazione dei terreni lasciati incolti.

A parte il fatto che Thomas Jefferson, non dimentichiamo, era un proprietario di schiavi afro-americani, la sua posizione non era esattamente maggioritaria tra i Padri Fondatori della repubblica americana. Ma accusare la Octavio-Cortez di essere “un-american” è come accusare anche Jefferson di esserlo. Certamente nel periodo che seguì la Rivoluzione Americana una come lei sarebbe stata vista come una radicale, ma al tempo stesso la sua insistenza che la vera democrazia sia incompatibile con la presente distribuzione della ricchezza – laddove il più ricco 0,1% degli americani controlla tanta ricchezza quanto il 90% dei più poveri – avrebbe colpito Jefferson & Co. come una tautologia.

Si osserva che l’idea secondo la quale la libertà politica ha una base economica non deriva necessariamente da Carlo Marx, ma era stata già espressa dal teorico politico inglese James Harrington nel 17mo secolo. Secondo lui, un uomo che non possiede i mezzi della propria riproduzione non può esercitare la sua libertà politica, e chi possiede un’immensa ricchezza finisce per essere un tiranno. Quest’approccio influenzò non poco i Padri Fondatori, ed appunto, tra di loro, Thomas Jefferson era un fautore di uno stato praticamente retto da piccoli proprietari terrieri. Ed anche un consumato elitista come Alexander Hamilton (altro Padre Fondatore) non riuscì a fare a meno di riecheggiare il pensiero di Harrington scrivendo nei Federalist Papers, “Un potere sulla sussistenza di un uomo ammonta al potere sulla sua volontà”.

Poi la Ocasio-Cortez si è scatenata anche sulla questione ambientale, con una visione diametralmente opposta a quella, notoriamente negazionista del rischio climatico ripetutamente espressa da The Donald. Ha fatto notizia sui media, scatenando anche le critiche dei conservatori la sua seguente affermazione – fatta sempre nel Martin Luther King Day – basata su una paura che lei, insieme a tanti giovani americani, nutre: “il mondo finirà tra 12 anni se non affrontiamo il cambiamento climatico”, ed è giunta a chiamare la lotta per mitigare gli effetti di tale cambiamento la “Seconda Guerra Momdiale” della sua generazione.

Il cambiamento climatico è stata una questione sulla quale la nuova parlamentare si è particolarmente concentrata fin da quando è arrivata a Capitol Hill (ndr. la sede del Congresso USA a Washington) a novembre, subito dopo le elezioni di ‘mid-term’. Ed infatti si è unita ad un gruppo di circa 200 manifestanti contro il problema relativo al clima fuori dall’ufficio di Nancy Pelosi (la presidente democratica della Camera dei Rappresentanti) proprio quando è arrivata per la sua fase iniziale di orientamento nel Congresso.

In novembre, un rapporto di 1600 pagine steso dallo stesso governo federale USA ha confermato che il clima sta cambiando più velocemente che in qualsiasi altro momento della storia moderna e che l’impatto di ciò si sta già sentendo. Ma una dozzina di anni è un periodo breve anche per quelli che sono più preoccupati a causa degli effetti creati dal surriscaldamento planetario – come il naturalista Sir David Attenborough, che ha messo in guardia l’umanità dicendo che il cambiamento climatico potrebbe condurre al “collasso delle nostre civiltà ed all’estinzione di buona parte del mondo naturale”.

Alexandria Octavia-Cortez invoca un Green New Deal (un riferimento, in verde, alla politica di investimenti governativi portata avanti negli anni ’30 dal presidente Franklin Delano Roosevelt), e ha specificato, rispondendo ai suoi detrattori di marca conservatrice e a certi media che le loro assunzioni sono erronee, in particolare quella secondo la quale la gente deve scegliere tra l’economia e l’ambiente.

Qui di seguito il link ad un video di Saturday Night Live con un’imitazione di Alexandria Ocasio-Cortez ed una sua intervista a The Late Show.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.

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