Il Corriere della Sera fa beneficenza ‘con il culo degli altri’

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15/01/2015 Mathew Myladoor

Sono tanti i vignettisti e gli illustratori incazzati che stanno facendo fronte comune contro il Corriere della Sera.

Il giornale, in seguito ai fatti di Parigi, ha deciso di pubblicare un instant book al prezzo di 4,90 euro e dal titolo Matite in difesa della libertà di stampa, dedicato alla libertà di espressione. L’instant book contiene vignette, disegni e illustrazioni di vari autori che hanno espresso la loro solidarietà al mondo della Satira e in particolare a Charlie Hebdo.

C’è un problema: le opere sono state prese e pubblicate (molte anche a bassa risoluzione) senza chiedere il permesso agli ideatori delle stesse. Avete capito bene, il Corriere della Sera ha dunque prelevato un certo numero di opere, senza il consenso e l’approvazione degli autori, le ha pubblicate, vendute e ha deciso che il ricavato andrà in beneficenza.

Corriere della Sera - Jenus

(Credit: Jenus)

Ora, va bene la beneficenza, va bene che la lodevole causa. Va bene tutto. Ma tu, importante giornale nazionale, non puoi muoverti senza l’autorizzazione dell’artista o dell’autore.

Caro Corriere della Sera, come dice Giacomo Bevilacqua su Wired, ‘ti fai portavoce di pensieri, frasi, disegni e soprattutto lavori non tuoi, calpestando il mio, di diritto, e quello di altri autori come me, e a me questa cosa mi sembra vergognosa e inaccettabile’.

Da quando la beneficenza si fa ‘col culo’ degli altri? E il diritto d’autore? L’etica? La morale? Il buonsenso?

 

Corriere della Sera - Leo Ortolani

(Credit: Leo Ortolani, Facebook)

 

Di seguito le parole del fumettista Leo Ortolani, papà di Rat-Man:

“Sai cosa ho fatto di recente? Ho scoperto che IL CORRIERE DELLA SERA ha preso le vignette che tanti autori italiani hanno pubblicato per solidarietà ai colleghi francesi e ci si è fatto un bel libretto da vendere a euro 4,90. E quando dico che le ha prese, intendo dire che le ha prese senza chiedere niente a nessuno.
Tipo che avete un motorino, vi girate, non c’è più. Ve lo ha preso il Corriere della Sera per farci un giro. A scopo di beneficenza, eh? Il motorino è sempre vostro.
Ora.
Io sarò anche un povero geologo che fatica a stare al mondo, ma qui si comincia a perdere il senso delle cose.
Chiedimelo. Magari ti dico di sì. Luca Bertuzzi di WOW, lo Spazio Fumetto di Milano me lo ha chiesto, se poteva usarla per esporla, gli ho detto di sì.
Lo vedi, come è semplice, quando si è tra persone educate?
Ma tu, Corriere della Sera sei venuto qui, hai preso una foto (UNA FOTO!!) di un disegno che ho messo in rete fotografandolo con il cellulare, perchè non ho lo scanner attaccato al sedere e a volte si fanno dei disegni sulla spinta emotiva, come quello, e si pubblicano in qualche modo, per fare sapere che quello che è successo ti ha colpito e molto, e tu, dicevo, Corriere dei Piccoli, vieni qui e te la prendi. Una foto. E te la stampi. A bassa risoluzione, ovvio.
Che oltretutto non è che mi fai un favore, pubblicando una foto di un mio disegno, a bassa risoluzione. Nemmeno la decenza del controllo artistico.
Nemmeno quella.
Che Luca Bertuzzi mi ha chiesto la cortesia di un file ad alta risoluzione. E gliel’ho mandato.
Ora, corriere dell sera, ti insegno come fossi mia figlia, che però lei ha otto anni, è nata nel 2006, può succedere, tu invece sei nato nel 1876, dice wikipedia, non si capisce cosa tu abbia imparato in tutto questo tempo.
Facciamo così.
Ora, uno dei tuoi redattori, magari lo stesso che si è premurato di venire a prendere le cose senza chiedermele, viene qui e si scusa. Davanti a tutti.
Mica che scrivi che “sei a disposizione degli aventi diritti”. Eh, grazie al ciuffo. Mi prendi il motorino e ora dici che me lo devo pure venire a riprendere a casa tua.
Adesso, tipo della sera, vieni qui e ti scusi per quello che hai fatto.
Tranquillo, nessuno ti sparerà. Non hai mica fatto satira.”

 

Ecco cosa dice Roberto Recchioni, sceneggiatore e curatore di Dylan Dog:

“Magari io non ho piacere di collaborare con il tuo gruppo editoriale. Magari, se voglio fare beneficenza, faccio un bonifico. Magari non voglio essere associato ad alcuni dei punti di vista espressi da altri autori presenti nel volume. Magari non ho piacere che il mio lavoro sia presentato in maniera orrenda, con un file a bassa risoluzione. Magari non voglio che tu ti faccia bello e nobile con la mia roba. Magari non voglio che una cosa che ho realizzato per uno specifico contesto e su una specifica piattaforma, sia usata da te in un contesto e su una piattaforma del tutto diversa. Magari non ho piacere che una mia opera, nata da un preciso stato d’animo, sia commercializzata. Nemmeno per fini benefici” […]

E aggiunge:

“Non ho nulla contro l’iniziativa del Corriere. Anzi mi sembra una cosa con un buon fine. Ma i mezzi per metterla in pratica sono stati osceni. Mi piacerebbe ricevere una lettera di scuse formali. Sulla stessa carta stampata su cui hanno stampato i nostri lavori”.

 AGGIORNAMENTO DELLE 16:20 

Il direttore del Corriere della sera interviene su Wired per placare le polemiche piovute sul quotidiano:

Mi assumo tutte le responsabilità di quel che è successo. Abbiamo contattato tutti quelli che siamo riusciti a raggiungere, e abbiamo inoltre precisato per iscritto nel libro di essere disposizione degli autori per i diritti. ll Corriere non ci ha guadagnato un euro. Tutto va in favore di Charlie Hebdo e in ricordo delle vittime. L’operazione è nata con le migliori intenzioni. È possibile che ci sia stata un po’ di confusione, siano stati commessi errori, qualcuno non sia stato consultato. Abbiamo raccolto i disegni in rete e poi abbiamo lavorato al volume. Se avessimo dovuto attendere oltre, l’iniziativa non avrebbe più avuto significato. Mi scuso comunque con quanti si siano sentiti a disagio, e tengo a dire che siamo a disposizione di tutti per riconoscere i diritti di autore.


 

Per insulti e critiche:

Mathew Meladoro |

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