Fukushima catastrofe planetaria: "I noccioli dei reattori 1, 2 e 3 vanno verso il centro della terra"

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L’incredibile intervista al programmatore e ingegnere italiano che ha lavorato nelle centrali nucleari giapponesi per oltre vent’anni: “I noccioli non si sa dove siano, ma tutti sanno che stanno scavando il fondo e si dirigono verso il centro della terra“.

di Maria Melania Barone

tepco-giapponeFUKUSHIMA – Oggi Fukushima non fa più notizia, se ne è parlato troppo e siccome il troppo stroppia, ogni tanto emerge un pò di nausea da parte dei lettori. Tuttavia, mentre il mondo se ne disinteressa, in Giappone accade di tutto. L’economia nipponica, che si era ripresa dopo alcune manovre di tipo macroeconomico (leggi), oggi sta scavando il fondo esattamente come i tre noccioli dei reattori 1, 2 e 3 di cui non si ha notizia. Già, non si sa dove siano finiti, almeno così scrivono la maggior parte dei tabloid nel mondo ma nessuno riesce ad ottenere informazioni aggiuntive, nessuno che vada più a fondo nonostante sia l’unico dato che avrebbe meritato davvero attenzione. Ed è proprio dal Giappone arriva una voce che contrasta fra tutte: “i noccioli non si sa dove siano, ma sembra che abbiano cominciato a fare come trivelle scatenando una serie di reazioni a catena e si stanno dirigendo verso il centro della terra! Nessuno sa cosa potrebbe accadere!

Per scoprirlo abbiamo intervistato un informatico e ingegnere italiano, uno di quelli che ha lavorato ai sistemi di raffreddamento delle centrali nucleari. E’ lui ad offrirci la sua collaborazione, spiegandoci però che la sua identità deve essere protetta perché lui “coi giapponesi deve ancora lavorare“. Per questo lo chiameremo Riccardo, un nome di fantasia.

Il troppo orgoglio nipponico ha portato al disastro, è proprio il caso di dirlo. Secondo Riccardo il silenzio stampa che ha voluto la Tepco sin dall’inizio, rifiutando ogni tipo di aiuto internazionale, è stato decisivo. La situazione è degenerata senza che gli ingegneri giapponesi comprendessero davvero di non avere le forze e gli strumenti necessari per arginare il danno. Dopo 2 anni si è arrivato l’agosto 2013 scorso, quando il vice presidente di Tepco, Zengo Aizawa ha detto in una conferenza stampa che la forza giapponese non basta per fermare il disastro, la Tepco avrebbe quindi apprezzato, valutato ed eventualmente accettato un qualsiasi aiuto proveniente dall’estero. La Russia ha quindi offerto il suo know-how alla Tepco e il suo sapere in fatto di disastri nucleari così come riferisce RussiaToday.

Nonostante nel 2014 la nube radioattiva raggiungerà gli USA secondo lo studio del Centre of Excellence for Climate System Science e condotto dal Dr. Erik van Sebille che afferma come gli statunitensi non debbano allarmarsi visto che i livelli di pericolosità saranno con ogni probabilità sotto la soglia stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Tuttavia non serve arrivare al 2014 per capire che questa è una catastrofe planetaria. Le acque radioattive stanno già contaminando i mari con una rapidità e una violenza inimmagginabili e poi ci sono quei reattori, quei tre reattori che hanno “perso i noccioli”.

Ma non sono dello stesso avviso tutti i tabloid del mondo: “I noccioli non si sa dove sono, forse si sono fusi, forse chissà”. E Riccardo, italiano ma che da programmatore ha lavorato per oltre 20 anni per una delle più grandi multinazionali giapponesi che ha collaborato anche con la Tepco, interviene affermando: “In realtà il Giappone vuole un silenzio stampa su questa cosa, ma questi noccioli, secondo me e secondo alcuni fisici, si stanno comportando come delle trivelle. Hanno penetrato la crosta terrestre e si dirigono verso il centro della terra, solo che nessuno ne parla. La stampa riceve la notizia che i noccioli non si vedono più e non indaga perchè non ha elementi per farlo. E’ il Giappone che ha secretato tutto“.

Perdonerete se vi parlo in prima persona. Ho conservato quest’intervista per qualche giorno in quanto non avrei voluto dare informazioni sbagliate. Poi ho deciso di renderla pubblica preservando l’identità della fonte così come richiesto e verificando il parere di altri membri della comunità scientifica citati poc’anzi. Il diritto di cronaca, soprattutto in questi casi, viene prima di tutto:

M.M.B. : Scusi, ma come è possibile che vanno verso il centro della terra? Le pare possibile una cosa del genere? Cioè, questi noccioli scavano i fondali come trivelle e vanno fino al centro del globo?

Riccardo: Attenzione “il centro della terra” è una direzione. E’ la direzione che potrebbe, per assurdo, prendere ogni corpo. E’ chiaro che si fermeranno dopo un pò e sicuramente si sono già fermati. Non sappiamo dove è questo il punto. Forse dopo qualche centinaio di metri, forse dopo qualche decina. Tuttavia il problema è la reazione che questo potrebbe provocare. Anzi, non sappiamo cosa li abbia fermati e perchè, non conosciamo nulla di questo fenomeno. Per noi sono spariti e basta. Ma se questo dovesse provocare una catastrofe, noi siamo inermi, non sappiamo come riparare. Tutto dipende dalla reazione.

M.M.B.: La reazione fisica?

Riccardo: Si esatto.

M.M.B. : E qual è?

Riccardo: Non la conosciamo, è questo il problema. Tuttavia ci sono due ipotesi: la prima vede i noccioli dei reattori creare delle reazioni a catena fino a determinare una sorta di esplosione proveniente dalle profondità della crosta. Se questo dovesse accadere non potremmo conoscerne l’entità. La seconda ipotesi invece prevede che i noccioli causino soltanto perdite incontrollate di reazioni fino poi a raggiungere il completo spegnimento dei noccioli. Chiaramente quelle migliaia di barre radioattive non sarebbero recuperabili. Si tratta di un evento che noi non avevamo ipotizzato, nessuno immaginava che potesse accadere una cosa del genere. Tuttavia pensiamo sia l’unica ipotesi possibile, sebbene sembri assurda e impossibile.

M.M.B. La sua ipotesi qual è? Vorrei conoscerla.

Riccardo. Io non conosco il fenomeno esattamente come i colleghi che tutt’ora stanno lavorando per contenere le perdite radioattive. Tuttavia è già tutto fuori controllo. Il globo terrestre si sta comportando come mai si è comportato fino ad oggi. Ci sono al mondo 35 vulcani attivi contemporaneamente, è quasi un record e questo determina ovviamente l’ipotesi che ci sia troppa energia accumulata nelle profondità terrestri. Io non so cosa potrebbe accadere, ormai credo che tutto è possibile.

M.M.B. Sembra assurdo tutto questo!

Riccardo: Lo è. Ma l’assurdo non sempre è irrealizzabile.

FUGHE RADIOATTIVE – Ma non c’è bisogno di un’esplosione sotterranea per determinare il disastro. Fukushima è già una catastrofe planetaria. Lo dimostrano le perdite radioattive che si stanno riversando nell’Oceano e ne è una prova anche l’inquinamento delle falde acquifere che scorrono sottoterra e su cui la Tepco ha voluto tacere (leggi). Oggi è cominciata l’opera di smantellamento dei reattori. La popolazione circostante ha chiesto che si cominciasse dal reattore n.4 date le cattive condizioni  della struttura contenitiva del nocciolo. Ma, come ricordano molti esperti, si tratta di un’operazione di grande precisione. Basta un piccolo attrito per generare moltissime perdite radioattive. Nonostante infatti la situazione sia già disastrosa, nulla impedisce che possa peggiorare. Anche se il Giappone ha chiesto (con estremo ritardo) l’aiuto della comunità internazionale, all’interno dei reattori 1, 2 e 3 non può entrare nemmeno un robot radiocomandato perchè frigge letteralmente a causa delle altissime temperature e della fuga radioattiva senza precedenti.

LA CATASTROFE – Inoltre come ha affermato l’agenzia di stampa giapponese Kyodo “una pozza di acqua contaminata sta emettendo 100 millisievert l’ora che equivale alle reazioni a cui è esposto ciascun dipendente della Tepco in 5 anni. Ad affermarlo è proprio il manager generale della Tepco intervistato dall’agenzia Reuters, Masayuki Ono. L’emissione radioattiva è incontrollata proprio perchè le emissioni che dovrebbero avvenire in 5 anni avvengono in un’ora. Ma non è tutto. Come riporta contropiano.org: “Fino a 40.000 miliardi di becquerel (unità di misura del Sistema internazionale dell’attività di un radionuclide, con 1 Bq che corrisponde ad 1 disintegrazione al secondo) si stanno riversando nell’Oceano Pacifico. La stessa Tepco ha dovuto ammettere che tra i 20.000 e i 40.000 miliardi di becquerel di trizio (isotopo radioattivo) si sono riversati nell’oceano.

Oggi comincia l’opera di smantellamento delle centrali, questo è un compito che richiede grande abilità e precisione. Se si rompe una barra radioattiva oppure se questa si avvicina troppo ad un’altra o, più semplicemente, se una barra viene esposta all’aria, ci potrebbe essere un massiccio rilascio di radiazioni. Secondo Hiroaki Koide, professore assistente presso Kyoto University Research Reactor Institute, “Se si calcola la quantità di cesio 137 in piscina, l’importo è equivalente a 14.000 bombe atomiche di Hiroshima“. Si tratta di un disastro ecologico senza precedenti che potrebbe portare, nel migliore dei casi, alla contaminazione dell’emisfero settentrionale del globo.

La rimozione delle barre di combustibile esaurito è urgente, perché un altro terremoto potrebbe anche portare al rilascio di radiazioni. Tuttavia questo compito deve essere eseguito con la massima precisione e trasparenza.

La comunità internazionale doveva pretendere sin dall’inizio di intervenire per limitare il disastro, ma non lo ha fatto. Anzi, ha lasciato che l’orgoglio nipponico vincesse agendo da solo nella limitazione dei danni, nonostante si trattasse di un disastro potenzialmente globale. Lo si sapeva sin dall’inizio. Abbiamo lasciato che giocassero da soli, raccontando bugie, millantando una sicurezza che in realtà non avevano.

Greenpeace però denuncia le negligenze del Giappone e sottolinea che i poveri martiri che stanno lavorando per salvare il mondo sanno perfettamente che rischiano la vita e questo dovrebbe interessare tutti i paesi del mondo. Non solo, scienziati come Arnie Gundersen e Harvey Wasserman hanno pubblicato la denuncia della situazione che in breve tempo ha fatto il giro del pianeta allegando una petizione da firmare on line (firma)La petizione è finita già sul tavolo del segretario generale dell’Onu Ban Ki Mon. Tuttavia l’Onu non ha dato alcun segnale di averla recepita e non si capisce come mai non solleciti il Giappone a trattare la situazione con maggiore trasparenza.

Dal canto suo, il Giappone “si comporta come se non ci fosse più niente da fare” dice Riccardo che aggiunge: “hanno letteralmente  gettato la spugna perché sanno che un disastro di queste proporzioni è difficile da arginare, quasi impossibile“.

M.M.B. Cosa glielo fa pensare?

Riccardo: Una cosa che trovo molto preoccupante è che recentemente le operazioni attorno alla centrale, quelle di sgombero delle barre del quarto reattore, siano state subappaltate alla Yakuza, alla mafia locale, più o meno quello che è avvenuto all’Aquila. Un comportamento molto poco nipponico, come se anche loro avessero smesso di crederci, come se ormai non contasse più nulla, tanto da essere solo una cosa degna di specularci qualche yen, o peggio una cosa da affidare a gente che sa mantenere il silenzio. Se non sanno dove siano i tre nuclei, come ormai è accertato, questi sono discesi verso il centro della terra: se debbo fare una previsione (ma mica ho la palla di vetro) nulla di romanzesco, dopo qualche decina, massimo centinaio di chilometri si fermeranno (si saranno fermati) e l’effetto sarà (è) equivalente a un maxi esperimento di fracking, o a una maxiesplosione sotterranea del tipo di quelle che americani francesi e inglesi usarono negli anni 50 e 60 per le bombe H. Il grave sta nei 4 ordigni contemporanei e nella mancanza di controllo. Dobbiamo aspettarci qualcosa come un maxi terremoto, o vari sciami sismici, o sequenze di terremoti e eruzioni. E alterazioni climatiche a contorno. Ma forse non è futuro, ci siamo già in mezzo….

Clicca qui per firmare la petizione (FIRMA).

AGGIORNAMENTO AIEA AL 4 DICEMBRE2013. Attenzione la IAEA finirà di relazionare l’8 Dicembre dunque il report definitivo si avrà presumibilmente nei primi mesi 2014.

Il regolamento Nuclear Autorità giapponese (NRA) ha fornito l’AIEA con uncomunicato stampa sulle sue recenti azioni relative alla rimozione del carburante dalla costruzione del reattore dell’unità 4 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, nonché una relazione sui progressi compiuti dalla TEPCO anche correlata alla rimozione carburante a questa unità.

Il 14 novembre 2013, il regolamento dell’Autorità nucleare giapponese (NRA) ha emesso un comunicato stampa in cui i requisiti dettagliati che NRA previsto TEPCO per intraprendere la rimozione del combustibile esaurito dalle piscine di stoccaggio nel reattore, ai sensi della legge sulla Regolamento del nucleare. Per i dettagli del piano di attuazione è possibile accedere a NRA azioni verso TEPCO rimozione del carburante .

Il 13 novembre 2013, il regolamento dell’Autorità nucleare giapponese (NRA) ha fornito l’AIEA un aggiornamento sulla radioattività in acqua di mare alla stazione di TEPCO Fukushima Daiichi Nuclear Power (NPS).

La relazione rileva che il 9 novembre 2013 TEPCO ha trovato l’acqua contaminata perdeva dalla diga circostante H6 Serbatoio Area in stazione nucleare di Fukushima Daiichi. Le informazioni su questo perdite possono essere trovate sul monitoraggio dell’acqua di mare Vicino Fukushima Daiichi NPS .

La relazione NRA afferma inoltre che le concentrazioni di Cs-134, Cs-137, totale Beta, e H-3 erano relativamente stabili tra il 04-10 novembre 2013 nell’acqua di mare durante il monitoraggio dintorni della centrale Fukushima Daiichi NPS .

Inoltre, la NRA ha fornito un aggiornamento sulla relazione di monitoraggio della radioattività del tratto di mare  ottenuta da campioni prelevati in prossimità della TEPCO Fukushima Daiichi NPS e in mare aperto.

L'AUTORE
Giornalista pubblicista nasce a nel cuore di Napoli ma vive in molte città italiane, dopo aver compiuto studi umanistici si interessa al mondo editoriale con particolare attenzione alla politica, ambiente e geopolitica.
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