Intervista (im)possibile a Chef Rubio, l'uomo del momento

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30/09/2013 Veronica Valli

ChefrubiotreChef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, è l’uomo del momento. Il suo programma “Unti e Bisunti”, la cui prima stagione è andata in onda pochi mesi fa su DMAX, è già un cult ed il suo stile di affrontare la cucina è stato subito apprezzato dai cultori del genere, per non parlare del suo modo di assaggiare le pietanze, che ha fatto subito breccia nel cuore del pubblico femminile. Dopo averne parlato nella mia rubrica televisiva “Il Vallietà”, l’ho raggiunto telefonicamente per una chiacchierata, in cui ho cercato di carpire tutti i suoi segreti (o quasi).

La prima domanda che devo farti è quella che incuriosisce tutti: come fai a mantenere una linea perfetta con tutto quello che mangi nel programma?

Non la definirei così perfetta… ho preso qualche chilo da quando ho iniziato a lavorare al programma ma comunque, appena posso, cerco di correre e di fare un po’ di esercizio. La forma fisica è la prima cosa per me, per mantenere la mente attiva. Come si dice “mens sana in corpore sano”, no? In questo mi ha dato una grande mano il libro “L’arte di correre” di Murakami, che consiglio di leggere perché è davvero un bel testo.

Complimenti per la citazione latina, d’altronde avevo letto che hai fatto il classico. Sempre a proposito del programma, come sei arrivato a “Unti e Bisunti”? Hai proposto tu l’idea o sei stato contattato per lavorarci?

Sono stato contattato perché la persona con cui ho collaborato per un libro sulla dieta mediterranea che uscirà prossimamente, è amica di una persona che lavora alla casa di produzione romana da cui è nata l’idea della serie. Quindi mi hanno proposto un programma tagliato proprio sul mio modo di intendere la cucina, partendo dall’esplorare la tradizione culinaria popolare italiana per poi riproporne le ricette.

In “Unti e Bisunti” ti abbiamo visto mangiare davvero di tutto ma c’è qualche cibo che non ti piace, che non riesci proprio a mangiare?

Non c’è una pietanza che mi da fastidio, sono di larghe vedute e per curiosità e lavoro, devo provare un po’ di tutto, quindi no, non c’è nulla che non riesca a mangiare.

Un altro dubbio che attanaglia tutto il pubblico: come fai a tenere puliti i baffi dopo mangiato?

Acqua e sapone e poi li sistemo con la cera. Ci tengo ad essere sempre pulito.

ChefRubioDue

Qua non si scherza, si mangia! (cit.)

E’ innegabile che tu abbia uno stuolo di donne tra i tuoi fan. Sei conscio del fascino che eserciti?

Più che altro, ne ho dovuto prendere atto. Non l’ho sempre desiderato e mi sembra strano, non sono un sex symbol né mi ritengo una persona dall’appeal letale…

C’è qualcuna che ti ha fatto qualche proposta?

Centinaia di persone al giorno esprimono su di me il proprio giudizio, soprattutto sui vari social. Spesso è positivo, del genere “vieni a trovarmi, cucino benissimo” e ci sono state anche proposte più spinte. Quando mi è possibile, per cortesia o simpatia cerco sempre di rispondere ma la mia vita non ruota troppo attorno ai social, quindi non sempre mi riesce. In generale, cerco sempre di essere disponibile per tutti.

Torniamo a “Unti e Bisunti”. Stai già lavorando alla seconda stagione?

Stiamo facendo i sopralluoghi, soprattutto siamo alla ricerca dei piatti. Non posso ancora dire i posti precisi dove gireremo ma posso dire che cercheremo di toccare le regioni in cui non siamo stati nella prima stagione, per avere un panorama completo dell’Italia e del cibo di strada.

Sempre parlando di lavoro, nei mesi scorsi hai collaborato col Chiostro del Bramante, a Roma. Ma adesso se una persona volesse mangiare qualcosa di preparato da te, come dovrebbe fare?

Per il momento, portare un po’ di pazienza perché sono impegnato col programma! Quando poi finirò, vedrò di ritornare a cucinare, collaborando magari con un ristorante oppure continuando a fare lo chef freelance. Da freelance, cucino per chi mi chiama, come magari un gruppo di amici o qualcosa del genere. Tendenzialmente non accetterei di cucinare invece per una sola persona ma semplicemente perché un servizio del genere avrebbe poi un costo troppo elevato.

Hai mai pensato ad aprire un ristorante?

Non è tra i miei piani ma mai dire mai. Per il momento, voglio imparare il più possibile, sono concentrato soprattutto su questo al livello lavorativo. Magari in futuro, chi lo sa.

Chi sono i tuoi colleghi chef che stimi di più?

Ce ne sono diversi, molti sono miei ex compagni di scuola all’ALMA. Ad esempio, stimo molto Laura Torresin e Pasquale Laera, che al momento sta collaborando con chef Cannavacciuolo e soprattutto Alessandro Breda, con cui ho avuto il piacere di fare uno stage e che ringrazio sempre tantissimo.

Sempre in tema di cucina, ti abbiamo visto assaggiare ogni tipo di piatto italiano ma sei anche un cultore della cucina etnica. Qual è la tua preferita?

In realtà sono diverse ma devo dire che quella cinese, coreana e giapponese sono quelle che più mi allietano il palato e che più sono affini a ciò che cucino. Trovo che queste tre cucine si compenetrino, perché la cucina cinese che è una delle più antiche del mondo e nella sua tradizione affonda le radici anche la cucina coreana, per poi arrivare a quella giapponese che con la sua eleganza è la massima espressione delle tre. Questo è un po’ quello che penso io della cucina etnica, l’idea che mi sono fatto, la “storia secondo Rubio”.

Cambiamo completamente argomento. Quali sono i tuoi hobby?

Leggo, ascolto musica e scrivo, però a fasi alterne, viaggio. In passato avevo molteplici hobby, anche se purtroppo ho dovuto metterne da parte alcuni, come ad esempio il disegno, per mancanza di tempo.

Parliamo di scrittura. Hai detto che è un tuo hobby e prima mi hai accennato di aver lavorato a un libro di cucina, giusto?

Sì, si tratta di un testo quasi scientifico, perché si basa sulla Dieta Mediterranea a Pioppi, riproposta però in chiave moderna rispetto a quella originale. Ad esempio, è stata sistemata per quanto riguarda l’apporto in grassi ed è stata arricchita in fibre. Il libro è frutto della collaborazione con una dottoressa a cui io ho fornito il mio apporto per alleggerire e rendere più fruibile la materia.

Hai mai pensato invece di scrivere libri di genere diverso, magari dei racconti?

Tempo fa ho iniziato a scrivere con delle amiche, anche se purtroppo abbiamo dovuto interrompere il progetto, però i testi prodotti si possono ancora trovare online. Mi piacerebbe molto scrivere analizzando l’essere umano, per raccontarne soprattutto perversioni e cattiverie. Al momento, però, non la vedo come una cosa vicina. Magari in un futuro potrei scrivere qualcosa, anche se non so se poi la pubblicherei.

ChefRubioPassiamo invece a un’altra tua passione, la musica. Che genere ascolti? Hai una band preferita?

No, non ho band preferite, come non ho piatti preferiti o donne ideali. Ascolto tutta la musica, non ho un gruppo o un genere preferito. In questo periodo sono molto sul filone rock-elettronico ma ascolto anche hip-hop, per esempio i Mutemath (band new-wave statunitense, ndr) e The Streets (un rapper inglese, ndr). Utilizzo molto Spotify.

Qual è l’ultimo concerto a cui sei stato?

Quest’estate sono stato allo Sziget Festival e ho ascoltato praticamente tutti i generi possibili, dal rock alla drum’n’bass, è stata davvero una bella esperienza.

Come ultima domanda, ti chiedo più che altro un consiglio. Cosa diresti a un giovane che desidera intraprendere la tua professione?

Innanzi tutto, bisogna vedere che la sua passione sia reale e non figlia della moda. Se è così e lo si capisce solo lavorando, da lì direi che deve fare molta esperienza, sia sul campo che studiando. Consiglio di frequentare una scuola di cucina esclusivamente se molto qualificata, altrimenti sono dei miraggi utili soltanto per chi ci lavora e non per chi ci studia. A questo punto, è meglio invece viaggiare e studiare, cercando di costruire il proprio percorso in base a se stessi.

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