"Ho costruito robots": le storie dei senzatetto sui loro cartelli – VIDEO

18 Luglio 2014
Valentina Sanseverino
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images“Parlo quattro lingue”. “Ho costruito robots”. “Sono laureato in biologia all’Università della West Virginia”: queste frasi non sono estratte dal curriculum di affermati manager o accademici titolati, ma dai cartelli scritti a mano ed esposti per strada dai senzatetto di Orlando, Florida, nell’ambito della campagna ‪#‎RethinkHomelessness (Ripensare i senzatetto) ideata dall’associazione no profit Impact Homelessness nell’ambito di un progetto di sensibilizzazione verso chi, ogni notte, si addormenta sotto un tetto di stelle (quando gli va bene..). “Abbiamo chiesto ai nostri amici senzatetto di scrivere in due parole la loro storia sui cartelli che si portano dietro – spiegano i volontari dell’associazione  -, di scrivere qualcosa di se che la gente non potrebbe mai immaginare guardandoli di sfuggita per strada mentre chiedono l’elemosina”.

Sono venuti fuori racconti di biologi, ingegneri, atleti, malati, divorziati: storie di persone comuni che, da un giorno all’altro, hanno perso tutto; storie che capovolgono completamente lo stereotipo del “barbone” come da sempre lo dipingiamo nel nostro immaginario collettivo, per metterci davanti ad una realtà nuova, del tutto diversa: quella che si è venuta costruendo, poco a poco, per le strade delle nostre città, da quando è scoppiata la crisi economica. “Con la recessione il profilo dei clochard è cambiato – proseguono i volontari di Impact Homelessness – bambini, anziani, disoccupati, separati, vittime di abusi, persone sommerse dai debiti, investimenti sbagliati, depressi..ci si può ritrovare per strada senza capire nemmeno bene come, da un momento all’altro e tornare indietro è difficile. Potrebbe accadere a chiunque di noi! L’unico rimedio per migliorare la situazione è stare vicino a queste persone, unirci per fare la differenza”.

La Florida, che è stata dichiarata a dicembre scorso “il luogo più pericoloso del paese per i senzatetto” dalla National Coalition for the Homeless per la terza volta dal 2008, ha una percentuale di senza fissa dimora pari al 6% (47,862) della sua popolazione e un numero di reati d’odio contro di loro che è il doppio rispetto a quello della media dello stato.La campagna dell’associazione umanitaria mira a sensibilizzare i cittadini verso questi sfortunati che, un giorno non lontano, potevano essere i nostri colleghi o vicini di casa.

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