“Viaggio in due”

Per leggere questo articolo ti servono: 2 minuti
CONDIVIDI
23/02/2019 Rosanna Gaddi

“Mare, a chi appartieni?”.

Ferma, seduta sugli scogli, Shahrazad guarda l’enorme mistero che è questo mondo che passa.

Inventa strade sconosciute pur di non camminare nel tempo che vorrebbe dedicare al suo amore per lui.

Questo tormento che si porta dentro è un bene.

Le sta facendo apprezzare il valore dell’attesa.

Nei suoi occhi ha il vento che asciuga lacrime versate senza una fine.

In petto ha un cuore che sbatte e resta senza respiro.

Vaga tra i vicoli di una città che le mette in faccia senza remore la sua complessità come pugni rabbiosi e riempie la sua memoria di figure, colori, errori, odori.

Tutto intorno è impazzito.

I ricordi e i pensieri si spingono con arroganza nella sua testa e nel suo cuore.

“Mare, cosa devo fare?”.

Finalmente sarà lei a scrivere e a raccontare il finale di una storia mai vissuta, se si daranno il tempo di appartenersi.

Lascia a se stessa la possibilità di avvolgere con le parole e di trasportare tra i dolci misteri della sua anima l’uomo a cui appartiene.

Cambia strada.

Si fa guidare dalla gente che guarda il mare e ride, mentre succhia il sapore di sacrifici, dolore, rinascita, tesori antichi, idee, pensieri pieni, tasche vuote, mani bagnate, sorrisi smisurati.

Ha fame e sete.

Sotto il vulcano si ubriaca di vita piena.

La sua bocca non può più consolarsi di briciole.

Lascia la chiave del palazzo reale tra gli sguardi bassi dei gabbiani.

Il suo sposo non la trova tra le sue rose e sceglie di iniziare a camminare passando tra le fiamme dell’orgoglio.

Tenta.

Solitario, lungo le strade percorse da lei, Shahriyar si fa guidare dal suo profumo, mentre le lacrime scendono.

Resta zitto e procede nel suo labirinto oscuro.

Comprende che senza accorgersene ha accoltellato il suo amore.

Ora sarebbe capace di donarle il cosmo pur di riaverla accanto a sé.

Non c’è più imbarazzo, lontananza, aspettativa.

Come uno spettro non ha pace.

Come una sirena canta, nella speranza che Shahrazad si faccia raggiungere, ma le sue orecchie sono chiuse dal vento.

Si è gettata a capofitto nei suoi pensieri.

Seduta su una roccia fa una scelta.

Lei ritorna.

A testa alta solca il mare nascosto da un cielo grigio ed è lei a trovare il suo re.

Si guardano.

Hanno occhi pieni di speranze e bocche piene di parole.

Si sorridono.

Hanno tra le mani sogni e volontà di fare.

Si riconoscono.

Lui ha in mano la chiave.

Lei stringe nelle mani la sabbia.

Sarà un viaggio bellissimo.

Sono pronti.

Vivranno felici e contenti.

L'AUTORE
Laureata in Storia & Filosofia. Insegnante di Scuola dell’Infanzia. Scrive favole per bambini, racconti e romanzi. Sindacalista per vocazione, chitarrista per passione, cura rassegne di cortometraggi e collabora con critici e artisti. Ha pubblicato una raccolta di favole “Un Totem da Favola” e un romanzo intimista “Diario Terapeutico del Male”.

Lascia un commento

PARTNER
SOSTIENI IL PROGETTO!
Sostienici
Quanto vale per te l’informazione indipendente e di qualità?

Ti bastano appena 5 euro per sostenerci ed avere in cambio 12 euro di sconti sul nostro store!

SOSTIENICI