La Germania bacchetta la Grecia, ma intanto taglia il debito austriaco

Pubblicato il 13 July 2015 da Giulio Chinappi | Per leggere questo articolo ti servono: 4 minuti | 0
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Angela Merkel

Leader di un’Europa sempre più antidemocratica e che si palesa come dittatura economica ai danni degli stati-nazione che la compongono, la Germania si è mostrata inflessibile sin dall’inizio nei confronti della piccola Grecia. La maestrina Angela Merkel non ha mai mancato occasione di bacchettare i greci, prima e dopo l’elezione di Alexis Tsipras, e nel frattempo una campagna mediatica europea ha dipinto il popolo ellenico come sprecone e sfaticato, in pratica meritevole di trovarsi nella situazione odierna in quanto colpevole del tutto. Il capro espiatorio greco, unito, seppur in misura inferiore, a quello degli altri stati spendaccioni dell’Europa meridionale (Italia, Spagna, Portogallo e, in parte, Francia) ha così contrapposto un’Europa viziosa a quella virtuosa capeggiata dalla Germania, Paese che più volte ha cercato in passato di occupare militarmente l’intero continente e che oggi ci sta riuscendo non con gli eserciti ma con i meccanismi malati dell’Unione Europea, ed in particolare dell’unione monetaria.

Per qualcuno il paragone tra la Germania di Angela Merkel e quella di Adolf Hitler sarà forse azzardato, ma in tempi diversi a cambiare è solamente il modo di agire: così come il leader nazista riservava in tempi di guerra trattamenti diversi agli altri Paesi, i tedeschi di oggi fanno lo stesso attraverso l’economia. Hitler occupò buona parte del continente con la violenza, sterminando popoli, ma alla sorella Austria, Paese che tra l’altro gli diede i natali, riservò un trattamento speciale: attraverso colpi di stato tentati e riusciti, ne cambiò il governo a suo piacimento, fino ad improvvisare un referendum ed il conseguente Anschluß, l’annessione.

Oggi la Germania è spietata con i debitori greci, minaccia di cacciare il Paese ellenico dall’Unione Europea, vuole imporre le proprie politiche a Tsipras ed addirittura sostituire il governo eletto con un nuovo governo tecnico. All’amica Austria, invece, gli stessi tedeschi tagliano senza problema il debito, evitando così il collasso della struttura federale del Paese alpino e mettendo in pratica una sorta di Anschluß economico. I fatti sono stati riportati da La Tribune, un celebre quotidiano economico francese, che ha fatto sapere come la Baviera, land della Germania meridionale, abbia tagliato 1,45 miliardi di euro di debiti nei confronti della Carinzia, land austriaco, poco meno della cifra che la Grecia avrebbe dovuto restituire al Fondo Monetario Internazionale lo scorso mese (1,6 miliardi).

E, come se non bastasse, la vicenda aveva avuto inizio nel 2007, quando la Carinzia era governata da Jörg Haider, il nipotino di Hitler, leader dell’estrema destra xenofoba e nazionalista, che dunque controllava anche la banca (in gran parte pubblica) Hypo Group Alpe Adria. La stessa sarebbe poi stata venduta, per quanto riguarda le sue quote “regionali”, alla banca pubblica della Baviera, la Bayerische Landesbank. La crisi economica moniale ha successivamente costretto la Carinzia a ricomprare la propria banca al prezzo simbolico di un euro, ma nel frattempo i debiti dell’istituto erano saliti a 7,6 miliardi di euro, una cifra davvero enorme per l’economia austriaca (pari al 2,3% del PIL nazionale!), di cui 2,75 contratti nei confronti della Bayerische LB. Una situazione che ricorda da vicino quella greca e che avrebbe portato alla bancarotta la Carinzia, causando una conseguente crisi in tutta la federazione austriaca, se davvero la Bavaria avesse richiesto i 2,75 miliardi di euro che le erano dovuti: ma il buon cuore dei bavaresi ha prevalso nei confronti dei cugini austriaci, dimezzando il debito. Oramai, la Carinzia dovrà pagare solamente 1,3 miliardi di euro: l’ennesima conferma che esiste un’Europa di Serie A ed un’Europa di Serie B.

GIULIO CHINAPPI
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