Giffoni Live – Angela, la regista 17enne che ha diretto Jean Sorel

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22/07/2014 Chiara Amendola


IMG_3603-webGiffoni, l’isola che non c’è, il luogo dove i sogni di giovani ragazzi prendono vita.

Angela Bevilacqua il suo sogno lo ha già realizzato, girare un film scritto da lei, e lo ha fatto in gran stile, componendo, ad appena diciassette anni, un’opera prima di forte impatto emotivo. Come se non bastasse ha ricevuto l’onore di avere come protagonista uno degli astri del cinema francese, Jean Sorel.

Il Teatro dei ricordi è il suo cortometraggio di esordio. Dopo essere stato presentato nello short film corner del Festival di Cannes è approdato al Festival del Cinema dei “giovani”, la 44esima edizione del Giffoni Film Festival, come evento speciale fuori concorso, dove è stato accolto da un’ouverture di applausi in una sala gremita di ragazzi.

Il film ripercorre in maniera suggestiva “i non luoghi dell’anima”. La protagonista, una ragazza quasi ventenne (Alessia Alciati), a causa del suo malessere sceglie di rifiutare la vita attraverso una fuga nel sonno dell’oblio. Ma i suoi ricordi vengono custoditi da un misterioso personaggio in un teatro fuori dallo spazio e dal tempo nel quale si ritrova inconsapevolmente. Saranno proprio le parole dello strano “custode” (Jean Sorel) a risvegliare  nella protagonista la coscienza di sé.

Foto 7

“Il mio è un messaggio di vita universale  – spiega visibilmente emozionata la regista appena prima della proiezione rivolgendosi ad una platea di “coetanei” – La mia opera prima, non si rivolge ad una sola fascia di età. La vita merita di essere vissuta sempre e comunque con spirito positivo, affrontando i problemi con coraggio e determinazione senza mai lasciarsi sopraffare da ansie o angosce. E’ naturale che il mio personaggio sia una ragazza giovane come me perché mi è stato più congeniale raccontare le relative  problematiche”.

Angela, fin da bambina appassionata d’arte e, nella fattispecie di cinema, da grande sogna di poter continuare a raccontare storie a “modo suo”, intanto si gode la gloria meritata di questa prima fatica che ha emozionato pubblico e critica.

 

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