Usa: i repubblicani accettano i matrimoni gay

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31/05/2014 Erminia Voccia

matrimoni gayQuella appena trascorsa è stata una settimana memorabile per i diritti dei gay americani. Come afferma Chris Geinder in un articolo pubblicato per BuzzFeed, dopo la decisione del Governatore della Pennsylvania, Tom Corbett, di ritenere non più valido il divieto imposto dallo Stato ai matrimoni tra omosessuali, altri due esponenti di rilievo del partito Repubblicano hanno espresso il loro consenso al riguardo, dichiarando a loro avviso finita una battaglia che ormai durava da troppo tempo.

In Pennsylvania un giudice della Corte Federale ha emesso una sentenza che ha definito incostituzionale il divieto che impediva ai gay di sposarsi. Il giorno dopo la sentenza il Governatore del Wisconsin, Scott Walker, un possibile candidato repubblicano alla presidenziali del 2016, non sentendosi in grado di emettere un giudizio sui matrimoni gay, ha posto la questione nelle mani dei giudici federali. Il Senatore Orrin Hatch, un altro esponente chiave dei repubblicani, che durante la presidenza Bush aveva dato il proprio supporto all’emendamento costituzionale che vietava i matrimoni gay ovunque nel territorio degli Stati Uniti, si è spinto ancora più in là di Walker, dichiarando che coloro che non riconoscono il diritto alle nozze tra persone dello stesso sesso non vivono nel mondo reale.

Anche in Oregon dalla scorsa settimana sarà possibile celebrare i matrimoni tra omosessuali, e anche in questo caso è stato un giudice federale, Michael McShane, l’autore del cambiamento. McShane si è pronunciato in merito ad una causa intentata da quattro coppie gay, in cui le parti coinvolte chiedevano l’annullamento dell’emendamento alla Costituzione dell’Oregon, approvato nel 2004, che vietava ai gay di contrarre matrimonio. Il giudice, che tra l’altro da alcuni anni cresce un bambino insieme al suo compagno, è stato oggetto di polemiche perché non ritenuto di parte. Poco tempo prima il procuratore generale dell’Oregon, Ellen Rosenblum, aveva espresso la sua contrarietà all’emendamento, soprattutto alla luce della sentenza della Corte Suprema che l’anno scorso ha dichiarato incostituzionale il Defence Marriage Act, anche detto “Doma”, emanato nel 1996, che imponeva al governo federale di ritenere validi solo i matrimoni tra un uomo e una donna.

Non è finita qui, negli ultimi anni le sentenze di diversi processi hanno posto fine al bando dei matrimoni gay. Ciò è avvenuto in New Jersey, per esempio, Stato guidato da un altro Governatore repubblicano, e in quello del Nevada. In New Mexico lo scorso dicembre il Governatore repubblicano Susan Martinez ha cercato di bloccare in tutti i modi l’approvazione di un emendamento alla Costituzione che bandiva i matrimoni tra omosessuali.

Pres Obama Gay Marriage

Negli Usa ora sono 19 gli Stati in cui è permesso ai gay di sposarsi, lo stesso Obama nel 2013 ha dichiarato di essere a favore. La battaglia continua, ma in America la lotta per il riconoscimento del diritto ai matrimoni gay sembra avere davvero i giorni contati.

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