L'Amianto uccide 5 Mila italiani l'anno nel silenzio delle Istituzioni

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28/04/2014 Giovanni Pili

A 20 anni dalla messa al bando, in Italia, solo il 2% dell’Amianto è stato bonificato. Lo denuncia l’Associazione ONA Onlus in una conferenza tenutasi il 25 aprile, pericolosamente ignorata.

amianto2Dato che le istituzioni hanno dimostrato la loro più assoluta inefficienza, l’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) ha proposto un suo piano per la bonifica e l’assistenza dei malati, si tratta – per chi ancora non lo sapesse – di un materiale altamente cancerogeno. Ogni anno 5mila persone muoiono a causa di tumori dovuti alla convivenza quotidiana con questa sostanza. In tutto rimangono 40mila siti con strutture in Eternit; 34milioni di tonnellate di materiali in amianto compatto ed altri milioni in amianto friabile. Ad oggi sono state rimosse solo 500mila tonnellate.

Del resto gli italiani sono stati lenti anche nel riconoscere la pericolosità di questo materiale, nonostante esistessero già degli studi risalenti agli anni ’60 – proprio quando si stava iniziando a cementificare in maniera selvaggia – mostrando come la polvere di amianto, generasseasbestosi e mesotelioma pleurico (grave forma di tumore). Eppure questo non impedì alle aziende Eternit e Fibronit di continuare a ricoprire di amianto le nostre città, fino al 1986, a dispetto delle cattive condizioni di un gran numero dei suoi operai. Solo lo stabilimento di Casale Monferrato disperse polvere di amianto nell’ambiente circostante, provocando dopo 30 anni 128 casi di persone ammalate. Nella provincia di Alessandria si stimano 1800 morti.

Secondo ONA ONLUS le istituzioni sono gravemente manchevoli nella gestione di questa emergenza e l’unica presenza positiva è quella della magistratura che colpisce chi ha agito criminosamente e tutela con il riconoscimento dei danni alla salute chi ha sviluppato patologie, consentendo almeno di ricevere adeguata assistenza.

eternit_sentenza_fotogramma_eternit_2Le istituzioni italiane hanno avuto una loro parte in questo massacro, data la palese inefficienza nel trattare il problema, una mancanza che rasenta il menefreghismo. Secondo l’ONA prima di tutto bisogna pensare alla prevenzione primaria, ovvero, la rimozione del materiale cancerogeno:

«Ove, attraverso la leva fiscale, si possano detrarre tutte le spese, con un sistema di finanziamento che contempli l’intervento della cassa depositi e prestiti, e l’utilizzo dei fondi strutturali europei, con il coinvolgimento dell’imprenditoria privata, e degli istituti di ricerca, e delle associazioni, in modo da valorizzare quella sussidiarietà e quella capacità delle istituzioni locali a costituire il volano per un rilancio della produzione nazionale».

In seconda battuta deve arrivare la prevenzione secondaria: Parliamo di ricerca scientifica, altro campo nel quale il Bel Paese è precario, come denuncia lo stesso ONA nel suo comunicato:

«Il “Piano Nazionale Amianto” che il Governo Monti ha approvato e che il Governo Renzi vorrebbe attuare – che però le Regioni hanno già bocciato – minimizza i termini del fenomeno epidemico che è in corso, poiché fa riferimento ad una stima di circa 1.000 decessi l’anno, per mesotelioma pleurico … Occorre tener conto anche delle altre forme di mesotelioma (peritoneale, alla tunica vaginale del testicolo, pericardico), e di tumore, in particolare quello del polmone, che sono riconosciute come tali anche dall’INAIL, e su tutte le altre patologie per le quali in ogni caso non può essere disconosciuto il ruolo concausale dell’esposizione ad amianto, e sulle patologie non neoplastiche, quale l’asbestosi, che sono comunque mortali, e che portano il totale delle vittime a superare il numero di 5.000 decessi l’anno».

amianto-killer-eternitInfine occorre anche la prevenzione terziaria: Giustizia per le vittime dell’Amianto. Pura fantascienza in Italia, dove Inail e Inps giovano a passarsi la palla della “responsabilità”, altro elemento di cui gli italiani sembrano essere carenti. Intanto la gente muore:

«I dati statistici ci disegnano un quadro caratterizzato da pochi processi penali istruiti a carico dei responsabili delle migliaia di morti per patologie correlate, nel quale il caso Eternit costituisce piuttosto l’eccezione, che la regola e non è ammissibile – né condivisibile – che l’intera problematica amianto venga circoscritta a pochi siti, come si vorrebbe suggerire a pag. 28 del piano nazionale amianto del Governo Monti».

L’ideale, secondo l’ONA, sarebbe istituire una Superprocura con magistrati competenti. Magari entro il 2020, anno nel quale si prevede di raggiungere il picco dei morti a causa di patologie dovute all’Amianto. Si è parlato già tanto – per la verità non abbastanza – sarebbe il caso di darsi una mossa, oggi.

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