El País licenzia 129 giornalisti via email, parte protesta su Twitter

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11/11/2012 Martina Strazzeri

paisHanno perso il lavoro via email. 129 giornalisti de ‘El País‘ si ritrovano senza un’occupazione. Già nei mesi scorsi ci sono state delle iniziative di mobilitazione come anche diversi sciopero che tuttavia non sono serviti a molto, visto che l’azienda ha deciso di procedere al taglio dei redattori. Ecco le parole del comitato di redazione del giornale: “Ci è sembrato più decente, più etico che i lavoratori lo sapessero da noi piuttosto che tramite una nota fredda e burocratica della proprietà e per questa abbiamo informato ciascun dipendente”. Così riporta il Corriere.

Di fronte alla mail di licenziamento, ai giornalisti disoccupati non è rimasta altra scelta che esprimere il proprio dissenso attraverso i social network ed in particolare su Twitter (hashtag #NoAlEreDelPais, da “Ere”, il piano di licenziamento collettivo).

Ecco alcuni commenti: “Ecco come il gruppo Prisa sta trattando la generazione che ha guidato il quotidiano negli anni del socialismo, del boom economico e delle conquiste sociali: li licenzia per email e dimenticando tutti i valori di cui è portabandiera”.

E ancora. Javier Valenzuela ha scritto: “Ramón Lobo, Enric González, Miguel Ángel Villena e io stesso tra i veterani licenziati di El País. Io lavoravo lì da 30 anni”.

Diciamo che, nonostante il piano di tagli annunciato dall’azienda, il gruppo editoriale Prisa ha dovuto fare i conti con un forte calo sia delle vendite che della pubblicità (nel secondo trimestre del 2012 ha perso una cifra pari a 53 milioni di euro).

Di fronte a questi eventi, il primo novembre scorso i giornalisti avevano deciso di protestare silenziosamente tenendo sollevato il giornale per cinque minuti. Un gesto simbolico per opporsi ad un piano di tagli che prevedeva la riduzione del numero dei dipendenti di ben un terzo. Hanno seguito altre proteste: infatti, i dipendenti, già dal 25 ottobre scorso, hanno dato inizio ad una scia di scioperi.

Tuttavia, i redattori del giornale non hanno esitato a dire la propria opinione in merito. Ecco cosa hanno twittato: “El País sta morendo per colpa dei brogli del suo presidente, che ha blindato il suo stipendio da14 milioni all’anno. Tutti gli stipendi dei giornalisti licenziati messi insieme non fanno quello milionario del presidente”.

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