Il dato clamoroso sui sondaggi che sbugiarda Salvini e Meloni

Per leggere questo articolo ti servono: 3 minuti
CONDIVIDI
  • 78
  •  
  • 23
  • 15
  •  
  •  
    116
    Shares
06/09/2019 Germano Milite

Partiamo da un dato, cruciale e soprattutto popolare, come piace ai cosiddetti sovranisti: stando alla raccolta aggregata delle medie di tutti gli ultimi sondaggi riportata anche da Fanpage, lo storytelling ossessivamente ripetuto soprattutto da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, si dimostra falso e tendenzioso.

Motivo? Con i tanto sbandierati sondaggi alla mano, infatti, l’attuale coalizione di governo ha praticamente lo stesso livello di gradimento popolare di quella composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.

Le percentuali infatti parlano chiaro: 45,9% totale di approvazione per Movimento 5 Stelle + Pd + Leu e 46,3 per la coalizione di centrodestra.

Non si capisce, quindi, perché si invochi ancora con tanto ardore il tradimento della delega popolare per il Conte Bis che, come detto, “volere popolare alla mano” raccolto tramite sondaggi, ha comunque oltre il 45% di consenso ed è quindi ben poco “abusivo” ed imposto dall’alto (o da Bruxelles).

LA SPREGIUDICATEZZA ESTREMA DI SALVINI

Altro elemento di enorme incoerenza e tracotante ipocrisia che contrasta clamorosamente con la contestazione furiosa che negli ultimi giorni Salvini muove al nuovo esecutivo giallorosso, accusandolo di essersi formato solo per ambizioni di poltrona e di “palazzo”, sono le sue ultime due scelte strategiche; scelte che rivelano oggettivamente una spregiudicatezza politica con pochi altri precedenti recenti e lontani nel tempo:

  1. Abbandonare i suoi alleati alle ultime elezioni e formare un governo con il Movimento 5 Stelle, con il solo ed unico intento di acquisire ministeri, poltrone e quindi potere, sperando di sfruttare a suo vantaggio la forza ed il consenso di quello che 14 mesi fa era il primo partito Italiano (e quindi l’unico con cui dover scendere a patti per governare).
  2. Riuscire nell’intento di rosicchiare consenso ai grillini, sentirsi fin troppo sicuro grazie ai sondaggi che davano la Lega come primo partito al posto dei Cinque Stelle e lanciare la crisi di governo, sperando in nuove quanto improbabili elezioni, nel momento più delicato e difficile per il paese e con il DEF da approvare.

L’ERRORE CLAMOROSO DETTATO DA AMBIZIONI PERSONALI E DI PARTITO

Due mosse appunto molto spregiudicate e chiaramente volte a meri interessi/ambizioni personali e di partito, con la seconda che in realtà si è rivelata un poderoso boomerang, soprattutto per chi evidentemente non conosce abbastanza né il Diritto Costituzionale né quello Parlamentare ed era convinto di poter organizzare una sorta di golpe da sondaggio, riprendendosi i suoi vecchi e bistrattati alleati di centrodestra (che infatti con Forza Italia hanno gradito poco il trattamento) per formare una fantomatica nuova maggioranza con i soliti, vecchi nomi della politica connessa al centrodestra italiano. Anche in questo caso, quindi, non si capisce neppure su quali basi di coerenza si basi la critica alla nuova squadra di governo, tacciata di essere in eccessiva continuità con i partiti che “hanno perso le elezioni”. Il leader leghista vuole forse dirci che, invece, Forza Italia e Fratelli d’Italia le ultime elezioni le hanno vinte?

Ma l’indisponibilità del partito berlusconiano a fare da escort politica utilizzabile alla bisogna dai leghisti, insieme a regole costituzionali come detto evidentemente ignorate e soprattutto ad un’inaspettata alleanza tra Pd e Cinque Stelle, hanno spiazzato e messo clamorosamente fuori gioco Salvini, che intanto ha perso anche 15 punti nell’indice di gradimento personale, facendone perdere altri 4 al suo stesso partito, che ha deluso soprattutto gli elettori meridionali.

La sfiducia chiesta e poi ritirata, la vicenda sempre più controversa dei presunti finanziamenti dalla Russia, l’ossessione esclusiva per i temi connessi all’immigrazione, il ben poco altro combinato o anche solo dibattuto nei primi 14 mesi di governo ed il “risveglio” improvviso di Conte, che ha di fatto pubblicamente messo in luce tutte le contraddizioni e le mancanze di un sempre più spiazzato “capitano”, hanno fatto il resto e portato alla situazione attuale, che dopo mesi di “bacioni ai rosiconi” e “maalox” ha portato il leader del carroccio a ricevere lui i bacioni dovendo rifornirsi di anti-acido.

Chi vi scrive non è per nulla un fan del nuovo governo formatosi. Anzi, nutre non pochi  dubbi e preoccupazioni, soprattutto per imprese e liberi professionisti, al momento totalmente assenti dalla bozza di accordo tra Pd, Cinque Stelle e LEU. Tuttavia, ci sono dati e vicende che devono essere valutate con lucidità ed oggettività, lontani da simpatie ed antipatie politiche. In particolare, ristabilendo un po’ d’ordine nella continua, estenuante propaganda elettorale della quale l’elettorato è vittima.

 

L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".

Lascia un commento

PARTNER
SOSTIENI IL PROGETTO!
Sostienici
Quanto vale per te l’informazione indipendente e di qualità?

Ti bastano appena 5 euro per sostenerci ed avere in cambio 12 euro di sconti sul nostro store!

SOSTIENICI