Tutte le bufale sulla nascita del debito pubblico italiano

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30/09/2018 Germano Milite
Ve lo ripetono ossessivamente, come un mantra, tutti i principali organi d’informazione ed i maggiori “esperti” di economia e finanza. Di sicuro lo avrete sentito dire anche al vostro amico: “Il debito pubblico italiano è così alto perché, i nostri genitori, hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Ora la festa è finita e bisogna rimediare”. Il trucco è difatti tutto nel senso di colpa atavico, che occorre instillare nelle nuove generazioni, per ammansirle prima e massacrarle poi. Ma non cascateci: è tutta una truffa e in questo editoriale vi spiego come e perché, dati storici e fonti alla mano. Quella che subiamo giornalmente è del resto una retorica talmente pervicace e martellante, da essere divenuta di fatto l’unica realtà plausibile e raccontabile tra le numerose filosofie economico-finanziarie esistenti. Secondo questo storytelling neofeudale, infatti, l’unico modo per abbattere il debito pubblico crescente e sempre più schiacciante è crescere, crescere e crescere. Al contempo, bisogna tenersi sotto quel famoso quanto del tutto arbitrario e per nulla scientifico 3% di rapporto deficit/pil (lo disse persino il Sole24Ore, qui) O così, o è apocalisse certa quanto imminente. Ma cosa dicono invece i dati, incontestabili? E, soprattutto, cosa da anni i grandissimi media mainstream si “dimenticano” troppo spesso (per cialtroneria e malafede) di riferire e ricordare sulle dinamiche che hanno regolato e purtroppo sempre più regolano il debito pubblico e le relative riforme d’austerity delle quali, non dimentichiamolo, il governo Berlusconi-Lega è stato il primo e più fiero propositore, ben prima di Mario Monti? PRIMA BUFALA: IL PIL CRESCERÀ E LA CRISI DEL DEBITO SVANIRÀ I vari Cottarelli & Co, da anni insistono con le loro mirabolanti proiezioni di crescita infinita del PIL per l’Italia e l’Eurozona, assicurando che solo ed esclusivamente grazie a tale crescita sconfiggeremo automaticamente il debito. Eppure, se partendo dai dati…

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L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".

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