Una terza via tra l’austerity neo-liberista ed il nazionalismo xenofobo

Pubblicato il 18 March 2018 da Attilio De Alberi | Per leggere questo articolo ti servono: 8 minuti | 986

A due anni dal lancio a Berlino di DIEM25 (Democracy in Europe Movement) da parte dell’ex-ministro delle finanze del governo Tsipras Yanis Varoufakis, noto economista marxista sui generis, il suo movimento paneuropeo continua imperterrito il suo sistematico lavoro per costruire una terza via tra l’austerity neo-liberista ed il nazionalismo xenofobo.

Di fronte alla crisi di un’Europa a rischio implosione, e caratterizzata da crescenti diseguaglianze, il progetto DIEM25, che conta ormai decine di migliaia di iscritti, si oppone al sovranismo dilagante cercando di coinvolgere la cittadinanza nella nascita di un’alleanza transnazionale più forte, ma al tempo stesso ispirata ad una vera democrazia ed a una maggiore equità sociale.

Sabato 10 marzo a Napoli ha avuto luogo un’importante incontro politico di DIEM25. Oltre a Varoufakis ha presenziato Luigi De Magistris, in veste di anfitrione e come rappresentante di DemA, e rappresentanti di movimenti di sinistra ed ecologisti da tutta l’Europa (Danimarca, Germania, Francia, Portogallo, Polonia, Romania, Slovenia, Croazia, Francia). Rilevante la partecipazione di Benoit Hamon, già candidato presidenziale francese che ha recentemente aderito a DIEM25.

In questa occasione è stata presentata una lista transnazionale con un programma unico per tutto il continente. In pratica è nato un nuovo soggetto politico in vista delle elezioni europee del 2019. Obiettivo: “liberare l’Europa dalle politiche oligarchiche, costruire un’Europa di giustizia sociale, solidarietà e uguaglianza”.

Parla a YOUng degli sviluppi di DIEM25 e delle sfide della crisi europea, ma anche dei risultati elettorali italiani, Lorenzo Marsili, co-fondatore italiano di DiEM25 e co-autore, in

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Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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