Youthquake – La parola del 2017 (almeno per gli Oxford Dictionaries)

Pubblicato il 3 January 2018 da Attilio De Alberi | Per leggere questo articolo ti servono: 4 minuti | 314
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Come variazione della parola ‘earthquake’ (terremoto – letteralmente tremore o scuotimento della terra) a partire dagli anni ’60 si è affermata nella lingua inglese la parola ‘youthquake’, laddove alla parola ‘earth’ (terra) venne messa la parola ‘youth’ (giovinezza). Definizione: “un significativo cambiamento culturale, politico o sociale che nasce dalle azioni o dall’influenza dei giovani”. Youthquake è stata eletta parola dell’anno 2017 dagli Oxford Dictionaries.

La scelta nasce dal fatto che c’è stato un incremento nell’uso della parola del 401% in un solo anno. Secondo gli analisti ciò nasce dal fatto che il 2017 ha visto la spesso diffamata generazione dei Millenials (coloro che nel mondo occidentale sono nati tra l’inizio degli anni ‘80 e il 2000) dietro il cambiamento politico. Gli editori hanno citato le recenti elezioni politiche nel Regno Unito e nella Nuova Zelanda come esempi di situazioni nelle quali i giovani si sono mobilitati per supportare i partiti all’opposizione. In effetti dietro il grande successo relativo di Jeremy Corbyn a capo del nuovo e decisamente più radicale Labour Party esiste una forte componente elettorale giovanile.

E si potrebbe aggiungere che, poiché Corbyn è stato chiamato “il Bernie Sanders britannico”, l’espressione youthquake potrebbe anche essere applicata alla politica USA, laddove l’anziano senatore, che si è opposto alla Clinton e all’establishment democratico, ha trovato, e trova tuttora, grande supporto proprio nelle masse dei Millenials.

Qualcosina si è vista anche in Italia quest’anno, soprattutto nell’opposizione da parte di masse di liceali alla nuova legge nota come La (cosiddetta) Buona Scuola.

youth support for bernie sanders

Youth support for Bernie Sanders – February 7, 2016 in Portsmouth, New Hampshire.

Youthquake è stata scelta da una lista di 10 parole in competizione che include altri termini politici attuali. Tra queste, ci sono Antifa, forma abbreviata di anti-fascist, termine che – almeno nel mondo anglo – è mutato nel tempo fino a diventare il nome proprio di un movimento politico, e kompromat, termine che sta per “informazioni compromettenti” raccolte a scopo di ricatto, tipicamente per scopi politici. La parola ha raggiunto una certa fama tra i media in settembre, quando venne usata dal politico russo Nikita Isaev, che sulla TV di stato minacciò di “colpire Donald Trump con le nostre kompromat”.

E’ interessante notare che di solito la parola dell’anno viene aggiunta agli Oxford Dictionaries, mentre, in questo caso youthquake era già presente, essendo stata appunto coniata negli anni ’60. Venne creata da Diana Vreeland, direttrice di Vogue, che voleva descrivere come la gioventù britannica di allora stava cambiando la moda e la musica in tutto il mondo.

Vale la pena citare il commento della lessicografa Susie Dent sulla short-list delle parole più in voga nel 2017: “Non c’è molta solarità nelle parole di spicco quest’anno. Parole come Antifa e kompromat si riferiscono a tempi caratterizzati da una spaccatura, dalla diffidenza e dalla frustrazione. In youthquake abbiamo finalmente trovato della speranza nel potere di cambiare le cose… Sembra la nota giusta con la quale finire un anno difficile e divisivo.”

Casper Grathwohl, presidente degli Oxford Dictionaries ha spiegato la scelta in un blogpost: “Abbiamo scelto youthquake sulla base della sua evidenza e del suo interesse linguistico. Ma, cosa più importante per me, in un momento in cui la nostra lingua riflette un’inquietudine sempre più profonda e uno sfinimento dei nostri nervi, essa è una rara parola politica che suona come una nota positiva. A volte si sceglie una parola come la parola dell’anno perché si riconosce il fatto che sia arrivata, ma altre volte se ne sceglie una che sta bussando alla porta e che vuoi aiutare a entrare… Penso che quest’anno passato richieda una parola dietro la quale possiamo tutti schierarci”.

Altri dizionari di lingua inglese hanno compiuto scelte diverse. Il Collins Dictionary ha incoronato “fake news”, mentre il Merriam-Webster, importante istituzione USA, ha invece scelto “feminism” basandosi sul crescente interesse in questo termine dopo la Women’s March che ebbe luogo a Washington il 21 gennaio 2017.

Bene o male, si torna sempre alla politica

Other words of the year selected by dictionaries include “fake news”, which was crowned by Collins Dictionary, and “feminism”, which was picked by US institution Merriam-Webster based on the increased interest in the term after the global Women’s March in early 2017.


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Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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