Flavio Insinna: “La si porta di là e la si colpisce al basso ventre” è Art. 414 cp.

Anna-Magnani- in Roma-città-aperta, colpita al basso ventre da una raffica di mitra nazista
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Garage Olimpo?  Campo di concentramento? Cantina Cilena ? No, Rai 1.  Portarla di là per colpirla al basso ventre e riportarla di quà rieducata dalla violenza e pronta a fare quello che le si chiede di fare:  unterfrau, sottodonna o sub-donna,  donna merce per il totalitarismo spettacolare. Teatro di Parola della tortura. Ecco la materia di cui sono fatte le parole declamate sul luogo di lavoro da Flavio Insinna. Uno dei tanti agenti dello spettacolo per pagare i quali ci sottraggono denaro d’ufficio dalla bolletta della luce.

C’è poco da minimizzare. Di fronte a una immagine del genere scaturita direttamente dall’immaginazione di una personaggio pubblico non ci sono margini di tolleranza. Specie nell’incessante conta dei femminicidi in Italia, ultima vittima ieri, problema verso cui ci sarebbe  grande sensibilità della stampa e delle istituzioni.  

Non mi interessa null’altro di questa vicenda Flavio Insinna, uomo Rai da 1.400.000 euro annui di stipendio, che questo disvelamento di una immagine pensata dalla mente di una persona, personaggio pubblico  in contatto con milioni di persone, che mi costringe a vedere l’immagine di una donna portata in una altra stanza e colpita con calci o pugni sul ventre, sul basso ventre sugli organi genitali, sull’utero, per condizionarne il comportamento. Si chiama Tortura. E l’immagine oscena di una tortura sul corpo di una donna. 

Chi ci ha fatto conoscere questa cosa, ha fatto bene, non mi interessano i motivi interiori  per cui lo ha fatto,  concretamente ha agito una denuncia sociale, un piccolo Snowden o Assange in sedicesimo, un whistleblower. 

Nana, donna, nana di merda, “la si porta di la la si colpisce al basso ventre e la si riporta quà”.  Frasi immaginabili solo in bocca a una psiche di quelle psichi che hanno comandato i campi di concentramento o i garage e gli scantinati delle torture dei regimi militari.  Personalità aberranti quelle che avevano vissuto in mezzo agli altri come gli altri , bravi padri di famiglia come il dottor Eichmann, ma che al momento della prova suprema, il Basanos, la prova del fuoco, quando si vede chi uno realmente è,  sono scivolati tutte intere nelle divise degli aguzzini al servizio del male.

Immaginare una scena del genere, solo immaginare una scena in cui si manda una donna nella stanza della violenza per farla colpire sugli organi genitali per condizionarne un comportamento , per colpirla sul ventre, origine della vita umana, è  già il male. Non si può concedere nessuno spazio a una immaginazione del genere, la dove essa appare appare nella persona del MALE. Il male Arendtiano.

Hannah Arendt è Lapidaria sulla questione ” in politica apparire ed essere sono la stessa cosa”. Intendendo per politica l’Inter Hominem Hesse, l’essere tra gli altri. la parola azione nella sfera pubblica.  Parlare nella sfera pubblica è agire.

La profondissima, abissale, ignoranza politica e culturale in cui ormai sono sprofondati la maggior parte degli individui che compongono quelle che dovrebbero essere le elites culturali della nostra società, sta portando molte persone, per me anche insospettabili ,  investite di una pubblica posizione a minimizzare,  se non addirittura ad esprimere “solidarietà totale a Insinna”,  come  ha immediatamente fatto il giovane manager e direttore  di rete  del primo canale, a 300.000 euro annue di base di stipendio, Andrea Fabiano su Twitter. Il quale va immediatamente colpito da provvedimento disciplinare e va mandato  fuori da quella televisione di Stato per cui ai cittadini viene prelevato il canone direttamente sulla bolletta della energia elettrica. 

il Twitter di solidarietà assoluta ad Insinna da parte del direttore di rete Andrea Fabiano
il Twitter di solidarietà assoluta ad Insinna da parte del direttore di rete Andrea Fabiano

“La si porta di la la si colpisce al basso ventre e la si riporta quà” non è uno sfogo,   è un reato, un reato  orribile. A calci nel basso ventre le donne le prendono i criminali di boko haram, e ricordando anche che ogni giorno emerge una emergenza femminicidio , o mi sbaglio?

Chiunque dicesse una frase del genere, chiunque la facesse emergere dall’oscurità insondabile delle proprie idee o convinzioni commetterebbe un delitto. Questo delitto Insinna lo ha commesso in un luogo di lavoro, la Televisione di Stato,  davanti ad altri lavoratori pagati con denaro pubblico. Tutte le riflessioni attenuanti non mi interessano. 

Lo comprendiamo bene  nella fattispecie del  reato di apologia del crimine. Pagarono questo i famosi cattivi maestri come Renato Curcio o Toni Negri, il fatto che nella sfera pubblica dire la tal persona va uccisa è  già l’azione dell’omicidio, per questo l’articolo 414 del Codice Penale recita “Chiunque pubblicamente [266 4] (1) istiga a commettere uno o più reati (2) è punito, per il solo fatto dell’istigazione [115 4, 302, 303, 322, 415, 580]:
1) con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti;

Insinna come una cloaca che si rompe, sotto una pressione eccessiva ,  ha rovesciato in pubblico, in una sede istituzionale, la Rai, –una specie di -in vino veritas- dunque   davanti a persone che lavoravano con lui, magari anche in posizione di inferiorità gerarchica,    il suo immaginario: immaginario  che non è affatto l’immaginario di tutti,  per quanto mi concerne, ma è un  immaginario agghiacciante,  pieno di violenza e disprezzo, che appartiene per quanto mi riguarda a delle personalità aberranti. Una immaginazione evocante tortura contro la fragilità della donna e disprezzo degli altri immaginati come merce da lavorazione ,  il che porta in maniera molto diretta alle categorie che hanno insanguinato il 900.  Insinna non può più  lavorare nel Pubblico e attingere al denaro della Repubblica. Va cacciato immediatamente fuori per una questione ideologica: lo Stato non può dare lavoro a un individuo che ha evocato immagini di tortura sugli organi sessuali di una donna per educarla  a rendere sul posto di lavoro. 

Nessuna clemenza. Ci aspettiamo il  massimo rigore istituzionale, Presidente Laura Boldrini, e possibilmente una denuncia d’ufficio per il reato 414 del codice penale. 

Aggiungo solo che pensando con un certo stupore  a tutti coloro che non sono stati sconvolti  dall’ascoltare questa immaginazione di violenza feroce sul corpo della donna, partorita dalla psiche di questo individuo, giudicandola  al di sopra di tutto, come  priorità di importanza nel giudicare tutto ciò, che anzi sono scandalizzati dalla violazione della privacy di Insinna invece, e nemmeno registrano l’evento di questa violenza criminale nelle sue parole,  non possiamo non ricordare  quella frase di Hannah  Arendt , che  ancora, senza requie , dice  “Il male è inscindibile dall’incapacità di pensare e giudicare“. E poiché alcune di queste persone sono incredibilmente delle donne, come, solo ad esempio,  Selvaggia Lucarelli o la giornalista de Linkiesta Grazia Sambruna nel suo articolo “Viva Flavio Insinna che s’incazza, abbasso i moralisti che lo criticano, anche quella  che recita che ” Il dominio si riproduce attraverso i dominati“.

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Qui il video di striscia la notizia con i fuori onda di Flavio Insinna

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LETTERA A COMMISSIONE DI VIGILANZA PARLAMENTARE SULLA QUESTIONE

Questione Rai Insinna:  in attesa di provvedimenti della commissione di vigilanza parlamentare

david colantoni

David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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femminicidio flavio insinna il fuori onda di Flavio Insinna Violenza sulle donne Laura Boldrini
  • Ska Franz

    414 del codice penale??? fatti curare

  • Adri

    Hai fatto un casino che un decimo basta. Una esagerazione meschina e una decisa storpiatura del senso delle parole. Ma tu lo chiami ‘giornalismo’ questo? e l’istigazione alla violenza che operi tu, non sarebbe da condannare? per me sì. Lascia perdere la tastiera e vai a fare qualcosa di più utile. Magari ti torna un po’ di lucidità.

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