Alfabetizzazione digitale e cyberbullismo: l’esempio della Poerio di Napoli

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Negli ultimi giorni il dibattito sulle cosiddette “fake news” e sul loro impatto negativo su chi utilizza il web per informarsi ha polarizzato l’attenzione di molti addetti ai lavori e dei media in generale. C’è chi, dal Governo, ho promosso il solito “organo di controllo” e chi, spingendosi ancora più in avanti nell’universo dell’assurdo, ha pensato ad una “giuria popolare” che dovrebbe stabilire quali sono le notizie buone e quali quelle farlocche da censurare.

In realtà, ancora una volta, si rischia di mancare clamorosamente il fulcro della questione che riguarda le (oramai non più) nuove tecnologie ed in generale l’alfabetizzazione digitale dei cittadini, che non significa banalmente far utilizzare un tablet e qualche e-book ad insegnanti e studenti, ma fornire nozioni, esperienze e strumenti di alto profilo per educare docenti e di conseguenza anche genitori non soltanto a vivere al meglio il mondo digitale (sempre più connesso a quello reale) bensì a “leggerlo”, comprenderlo ed utilizzarlo in maniera consapevole e sicura.

La lotta alle fake news e al cyberbullismo; la scoperta dei nuovi lavori che svolgeranno gli adulti di domani e più in generale la capacità di cogliere ogni pericolo/opportunità del mondo cibernetico ed internettiano parte infatti dai banchi di scuola, non da organi di controllo statali o da fantomatiche “giurie popolari”.

ARRIVA “COMUNICATE”: PER DOCENTI E STUDENTI

Lo ha compreso la Scuola Media Statale Carlo Poerio di Napoli, che già nel 2016 ha aderito per prima al programma “ComunicaTe”, lanciato da YOUng in stretta collaborazione con la radiospeaker Fabiana Sera ed il nostro direttore responsabile Germano Milite, giornalista professionista ed esperto di comunicazione online.

ComunicaTe è un vero e proprio viaggio interattivo nel quale vengono coinvolti come detto sia gli studenti che i loro insegnanti. Un viaggio che parte dal bullismo e dal cyberbullismo, con le testimonianze dirette e quindi molto coinvolgenti fornite da Sera e Milite e prosegue poi nell’analisi critica del mondo digitalmente interconnesso nel quale viviamo, fornendo anche nozioni base di public speaking e spiegando ad esempio ai ragazzi che, la società nella quale vivono, è in evoluzione esponenziale ed esige propensione al cambiamento e pensiero divergente.

Del resto, utilizzare uno smartphone fin da giovanissimi, non significa di certo essere in grado di sfruttare al meglio tutte le potenzialità del web e ripararsi dalle sue insidie e dai suoi pericoli. ComunicaTe parte dunque dalla consapevolezza che i cosiddetti “nativi digitali” in realtà debbano avere un’educazione ancora più approfondita e competente all’utilizzo delle nuove tecnologie, alla protezione della propria privacy ed alla costruzione della propria identità online.

COMBATTERE I BULLI, RICONOSCERE LE BUFALE

Il programma lanciato pionieristicamente dalla Poerio di Napoli, che si sviluppa in 4 incontri di circa 1:30 l’uno ed un incontro finale, con entrambi i professionisti coivolti, di oltre 2 ore, insegna anche a riconoscere e quindi confutare e mai diffondere proprio le “fake news” che improvvisamente sembrano interessare tanto sia la politica che la stampa. Spiega inoltre come fronteggiare e soprattutto arginare il bullismo online ed offline, lavorando sulla costruzione dell’identità digitale dei ragazzi e stimolandoli a coltivare i propri talenti, le proprie vocazioni, la propria autostima e le proprie aspirazioni dentro e fuori dal web, abbracciando la diversità come ricchezza ed opportunità di miglioramento e non come motivo di scherno ed emarginazione.

Fabiana Sera e Germano Milite ComunicaTe
Germano Milite e Fabiana Sera con i ragazzi della Scuola Media Carlo Poerio

ComunicaTe è dunque un percorso intenso ed emozionale, che è in grado di coinvolgere in maniera interattiva e stimolante i ragazzi e di spingerli ad analizzare il mondo nel quale vivono con uno sguardo più consapevole e attento. All’inizio degli incontri, infatti, Sera e Milite informano docenti e studenti che durante l’ultimo appuntamento chiederanno ai discenti di scrivere cosa ha lasciato loro in eredità, come sensazioni, pensieri, buoni propositi ecc il programma di alfabetizzazione digitale appena conclusosi. Un modo per tenerli attenti dal principio alla fine del viaggio esperenziale e stuzzicare riflessioni ed auto-analisi. L’intento già dichiarato dagli organizzatori è quello di raccogliere i pensieri più belli all’interno di un libro/diario.

I PIU’ GIOVANI NON SONO PIGRI, SOLO MOLTO CONFUSI

Abbiamo già ricevuto molti messaggi di una profondità disarmante, che testimoniano la fame di conoscenza e di consapevolezza che queste giovani generazioni, tanto criticate in maniera qualunquista, hanno – assicurano i due ideatori del format -. Anche in diversi docenti e dirigenti scolastici abbiamo riscontrato la stessa fame – concludono –; la stessa voglia di capirne di più e la stessa umiltà nell’approcciare nuovo mondo digital tanto ampio quanto complesso”.

Le reazioni dei ragazzi e le centinaia di messaggi e riflessioni da loro inviate con grande entusiasmo, infatti, testimoniano in maniera inequivocabile quanto i vari luoghi comuni negativi sui “giovani d’oggi” siano frutto di una brutale quanto odiosa banalizzazione. Anche se appena 12enni, i ragazzi dimostrano interesse per il mondo che li circonda e soprattutto per il futuro che li aspetta. Adolescenti e preadolescenti, in effetti, cercano già di immaginare il proprio posto nella società quando saranno adulti, ma troppo spesso trovano giudizi e pregiudizi invece di consigli consapevoli e lucidi da parte di genitori e docenti.

Del resto, questa è la prima epoca nella quale gli adulti si trovano a dover affrontare figli che ne sanno molto più di loro su qualcosa. Le nuove tecnologie hanno scardinato i vecchi modi di educare i giovanissimi al proprio rapporto con il mondo e le altre persone, cogliendo impreparati i più grandi e spingendoli troppo spesso a rintanarsi dietro meri divieti o limiti di utilizzo di smartphone e web o, ancor peggio, ad un uso totalmente libero e privo del minimo controllo e della minima guida.

PROSSIMO PASSO: COINVOLGERE I GENITORI

Per questo, per il 2017 e dopo aver portato ComunicaTe anche in un’altra bella realtà del Sud (La Scuola Media Statale Zingarelli) grazie all’associazione Caos Calmo, l’intendimento di Milite e Sera è quello di coinvolgere anche i genitori nei loro incontri e di creare, così, una connessione diretta ed avvolgente per gli studenti, capace di creare un processo di educazione che partendo dalla famiglia continui nelle scuole, rendendoli maggiormente consapevoli e capaci di orientarsi nel complesso mondo (digitale e non) nel quale vivono e sempre più vivranno.

Per ora, stando anche alle numerose testimonianze ricevute (vedi fotogallery che segue), ComunicaTe ha dimostrato che, con il giusto approccio e temi di forte attualità, anche i giovanissimi studenti delle scuole medie, accusati spesso di essere pigri e poco ricettivi, rispondono con grande intelligenza e sorprendente partecipazione.

I ragazzi hanno fame di sapere anche non “tradizionale” e sanno, probabilmente molto più di chi li governa, che la vera innovazione non può certo fermarsi a lavagne digitali e tablet per leggere i libri, ma deve prevedere veri e propri percorsi di contatto diretto con l’attualità e di educazione civica digitale. Percorsi adatti a preparare i più giovani al mondo che verrà ed ai lavori del futuro; lavori che al momento neppure esistono ma che richiederanno forma mentis e competenze molto particolari.

Gallery: alcuni pensieri scritti dagli studenti della Scuola Media Statale Carlo Poerio di Napoli (clicca sulle immagini per ingrandirle)

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