Dossier Segreti su Donald Trump e Russia: è Information Warfare

Tipica immagine riportata dai media -in questo caso Il Post- dei presunti dossier su Trump. notare il taglio che non fa vedere che il foglio non ha nessuna intestazione ufficiale
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“Voi siete il quarto potere!”  Edmund Burke ai cronisti parlamentari seduti nella tribuna stampa durante una seduta della Camera dei comuni Londra 1787 .  
Il quarto potere  ormai è diventato  primo cliente” Frammento di una discussione tra balordi in un bagno di una stazione malfamata della metro di New York , XXI° sec.

Autorevoli giornali hanno pubblicato questo testo : sarebbe  il famigerato rapporto dei servizi segreti sugli intimi rapporti tra Donald Trump e la Russia. Lo ha fatto La Stampa, Il Post, La Repubblica, Rainews, il Corriere della Sera e via dicendo. La spina dorsale della grande informazione italiana rilancia compatta la notizia : c’è un dossier dei servizi.

Information Warfare : articolo della Stampa sui presunti dossier
dossier segreti o Information Warfare? : articolo della Stampa sui presunti dossier

Ma di cosa si tratta? Fogli A4 senza uno straccio di timbro ufficiale con un testo in inglese scritto come  un fac simile di rapporto segreto.   Che può aver scritto qualsiasi sceneggiatore o redattore o sergente con abilità letterarie. Ognuno potrà verificare da sé aprendo il link che porta al testo integrale. 

Lo scopo di chi, oltreoceano,  ha lanciato questa operazione, è  delegittimare il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti e generare Russofobia. Un evidente nobile scopo per dare maggiore equilibrio alla nostra epoca. Tutta la grande stampa internazionale e nazionale, come un sol uomo, come si dice,  ha risposto all’appello di questo intento. 

E’ veramente il grado zero della stampa italiana,  La quale dimostra per l’ennesima volta di essere  al 77° posto della libertà di espressione non  a causa delle minacce mafiose ai giornalisti, come ha giustificato se stessa dopo l’ultimo rapporto di reporter senza frontiere, che l’ha vista precipitare a livello di stampa di alcuni regimi africani,  ma bensì perché ha perso quasi completamente il senso di quella che sarebbe la sua missione storica e sociale,  cioè di essere un potere che controlla gli altri poteri. Il quarto potere  ormai è diventato   primo cliente.

Purtroppo anche i giornalisti mangiano, anche i giornalisti pagano i mutui e le rate per le macchine, purtroppo anche i giornalisti hanno i figli che vanno  a scuola e quant’altro.  E purtroppo la grande stampa ha un rapporto di assoluta dipendenza ormai dai  produttori  dei propri contenuti e del proprio contenitore.

Ormai gli editori della grande  stampa e informazione nazionale  si contano sulle dita di una mano, e non sono editori puri, tutt’altro. Sono uomini d’affari, capitani di industrie e quant’altro e i loro interessi fondamentali sono ben altri dal garantire un controllo civile ed intellettuale sui poteri di uno Stato e sui potentadi di una nazione. I proprietari dei mezzi di produzione ( ovvero chi paga gli stipendi a tutta la catena produttiva di un quotidiano o di una televisione, dal direttore di testata all’ultimo inserviente) sono ormai praticamente un cartello. 

In un contesto in cui la produzione ufficiale  delle informazioni è nelle mani di un cartello di produttori  che possiedono  tutto il panorama della informazione -si parla dei grandi organi di stampa capaci di arrivare a milioni di lettori- fare il giornalista significa piuttosto lavorare per qualcuno che ti dice come devi lavorare se vuoi lavorare, anzi non te lo deve nemmeno dire, va da sé che il giornalista cerchi di capire cosa desidera il suo editore,  che è una cosa molto più sottile ed efficace. Si potrebbe leggere, per capire bene questo tipo di relazione, la “teoria del doppio vincolo”  di Gregory Bateson, ad esempio. Va da sé.

La pubblicazione di questi fogli a4 a cui si attribuisce di essere un rapporto dei servizi segreti è  da parte della Stampa un gesto scandaloso perché offende in maniera plateale qualsiasi buon senso. Sappiamo tutti che un documento ha bisogno di determinati requisiti per essere considerato tale che  non sono l’essere un foglio bianco con delle cose scritte sopra

La presentazione di questi documenti è stata fatta in quello stesso stile che fu lo stile della denuncia delle armi di distruzione di massa mai trovate in Irak, per le quali però fu fatta una guerra, eliminato Saddam Hussein, destabilizzato il medio oriente e uccisi centinaia di migliaia di civili. La grande stampa fu anche allora assolutamente determinante nel produrre consenso a questa deliberata menzogna perpetrata ai popoli della terra e aprire dunque il via alle danze belliche. Sarebbe interessante scorrere gli articoli di quel tempo. Quelli scritti prima dell’ “ops! ci siamo sbagliati, scusate signor milione di donne bambini anziani civili morti, we are very sorry, big smile”

I Lettori con sufficienti basi culturali sanno perfettamente che questi dossier segreti, nel modo in cui sono stati presentati,  non sono che fogli stracci senza nessun valore di quel valore che dichiarano di avere, e si sentono oltraggiati e si domandano attoniti come si possano pubblicare delle simili cose, come si possa senza nessuno scrupolo intorbidire le acque con queste cose che non hanno nessuna minima qualità oggettiva per essere prese sul serio se non il fatto che tutta la stampa le presenta comunque spacciandole per qualcosa di concreto.

A prima istanza quindi il lettore dotato di strumenti critici adeguati a comprendere la assoluta inconsistenza di questa carta straccia spacciata per un documento di Stato addirittura – ovvero dossier segreti dei servizi- si domanda se sia possibile che la stampa sia cosi ingenua, cosi stupida da giocare un gioco di mistificazione cosi palese da coprirsi, nel migliore dei casi,  di ridicolo.

Poi il lettore critico si rende conto che queste pubblicazioni di dossier segreti giocattolo  non sono un insulto gratuito alle sue capacità intellettuali, perché queste pubblicazioni non si rivolgono affatto a lui, dotato di minimi strumenti. 

Insomma la grande stampa italiana non si sta prendendo gioco di lui, ma sta semplicemente adempiendo a una funzione pur sapendo che una piccolissima élite del paese ne resterà scandalizzata, ovvero sia ingannare la maggioranza dei lettori che non hanno sufficienti strumenti culturali per comprendere in maniera inequivocabile che si tratta di una azione di pura propaganda.

Questo lettore minimamente colto e minimamente dotato di strumenti sufficienti,  si ricorderà di vivere in un paese che Tullio de Mauro  tanto celebrato proprio da questi stessi organi di stampa, aveva denunciato essere ammalato di un tragico analfabetismo di ritorno che colpisce oltre il 70 per cento della popolazione. 

Persone che faticano a districare semanticamente periodi scritti complessi della propria stessa lingua e che tuttavia leggono i giornali per quel che possono e come possono. Ovvero senza nessun lavoro critico e di verifica logica verso i testi che leggono.

E’ a questa sterminata massa elettorale –transnazionale– che sono rivolte le pubblicazioni di dossier giocattolo spacciati per documenti dei servizi segreti, e servono  a generare determinate onde d’urto consensuale verso determinati scopi, e dunque a generare legittimità o  illegittimità verso determinate configurazioni di potere. 

Dossier segreti o information Warfare ? La copertina del Post
Dossier segreti o information Warfare ? La copertina del Post

I giornali li diffondono come una infezione della cognizione a cui pochi sopravviveranno indenni, nel senso che solo una percentuale insignificante sulla massa analfabeta di ritorno sarà consapevole di trovarsi nel bel mezzo di una vera e propria  operazione internazionale di information warfare , e per tacitare queste piccole élite di consapevoli, consapevoli sì,  ma  senza nessun peso sociale, essendo minoranza in mezzo alla sterminata maggioranza degli inconsapevoli, per loro l’apparato della informazione apporrà delle postille in questi articoli tipo ” si tratta di documenti non certificati ma presi sul serio dall’intelligence americana” e cose del genere, dicendo implicitamente con ciò a coloro che comprendono  “lo sappiamo che sono menzogne tranquilli non le stiamo dicendo a te, fatti i fatti  tuoi che è meglio tanto non puoi farci nulla”   e insieme neutralizzando  anche la remotissima possibilità, magari, di essere denunciati per falso ideologico o abuso della credulità popolare e liquidando in maniera veloce qualsiasi ulteriore questione.  Il 27 poi  nelle redazioni arrivano le buste paga insieme alle pacche sulle spalle.

E’ questa grande massa di analfabeti di ritorno, o semianalfabeti di ritorno, però pienamente votanti,  la posta in gioco e il campo di battaglia  delle operazioni di Guerra Psicologica comprendente vaste operazioni di  Information Warfare , la quale   come recita wikipedia “(…)  consiste nell’uso pianificato della propaganda ed altre azioni psicologiche allo scopo principale di influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamento di gruppi ostili in modo tale da favorire il raggiungimento degli obiettivi nazionali ed è nota anche con il termine infowar,[3] che intende enfatizzare l’importanza tattica dello sfruttamento delle informazioni a fini bellici

Information Warfare dunque anche a  scopi di preparazione per fini bellici oltre che contro i nemici interni. Beh volendo si potrebbe anche pensare che nel frattempo del lancio mondiale  di questo dossier giocattolo a uso delle masse analfabete di ritorno, continuano ad essere ammassate  provocatoriamente truppe e mezzi corazzati NATO contro la Russia, invece che contro l’Isis verrebbe da dire, in Polonia Estonia e Lituania, come potete vedere in questo video , cosa questa di cui  venite invece  poco informati, o se preferite dire,  informati con molta minor enfasi.

mezzi corazzati NATO arrivano in Estonia e Lituania
dossier segreti o information warfare? Mezzi corazzati NATO arrivano in Estonia e Lituania (photo courtesy Nia Guaita)

Si direbbe questa minacciosa operazione NATO, contro un paese europeo, quasi una specie di versione  contemporanea della preparazione della Operazione Barbarossa nazista, –si comprende  quale offesa psichica sia con ciò inflitta alla Russia–  essendo proprio queste le tre nazioni coincidenti con le tre direttive d’attacco dei nazisti nella seconda guerra mondiale verso S.Pietroburgo, Mosca e verso l’Ucraina, con il conseguente innalzamento, a livelli esponenziali, di probabilità di gravissimi  incidenti che possono mettere in serio pericolo la pace mondiale. I giornalisti allora potrebbero, al posto dei propri stipendi, trovarsi a che fare con le macerie delle proprie vite e delle proprie città e ne sarebbero stati in parte responsabili.

A differenza di questi sedicenti dossier segreti senza nessuna intestazione che non hanno il minimo fondamento, e che una stampa responsabile avrebbe dovuto assolutamente ricusare dalla pubblicazione, quello che sta succedendo silenziosamente nel Nord Est europeo, con il posizionamento di contingenti corazzati NATO a ridosso dei confini Russi è serio,  gravissimo e soprattutto estremamente pericoloso:  il quarto potere, se non fosse diventato primo cliente,  è di questo che si dovrebbe occupare molto seriamente. Da tutto ciò si comprende il ruolo fondamentale ormai della piccola stampa indipendente motivata da ideali civili e non dal raggiungimento dello  status sociale e non soggetta ai grandi cartelli editoriali della produzione. Ma questa è un’altra questione. 

david colantoni

David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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