Referendum costituzionale: lo scandalo del voto rubato

Referendum Costituzionale: la diseguaglianza davanti alla legge degli elettori. la schermata delle regole per votare dall'estero del ministero degli interni
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Referendum Costituzionale: la diseguaglianza davanti alla legge degli elettori.  A migliaia di cittadini negato il diritto di Voto.  Una ferita gravissima alla democrazia. Non siamo tutti uguali di fronte alla legge: dall’estero votano solo quelli che vanno per studio lavoro o cure, gli altri no. E tra loro non possono votare nemmeno quelli che all’estero ci vanno per motivi familiari, perché hanno famiglie miste.  Mi auguro, anzi prego  che i giornalisti della grande stampa nazionale, se hanno a cuore la democrazia sostanziale  in questo paese,  sollevino urgentemente la questione che potrebbe riguardare decine di migliaia di elettori .

Agli illustri Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Primo Ministro, pongo la seguente grave questione:

Pietro Calamandrei , Costituente
Pietro Calamandrei , Costituente

Devo partire per Mosca il 23 novembre e ci resto per un mese. Mia moglie è russa e vado per motivi familiari non derogabili. Mancando un mese al voto oggi mi sono messo di buona lena per sapere come votare  al referendum sulla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016 dall’estero, cosa che nel XXI° secolo, in piena era digitale e informatica,  non mi sembra affatto complessa come operazione, dovrei poter votare dal mio smartphone con una semplice app, cosi come dal mio smartphone posso tranquillamente far circolare il  denaro.  Il voto è  diritto che non può essere alienato,  esso è il diritto politico di base per la democrazia.

Non credo che ci sia molto da discutere su questa verità assoluta. Dunque mi accontento di prendere un mezzo  e raggiungere fisicamente una ambasciata dove esprimere il mio voto, oppure se possibile votare prima di partire ad esempio. Insomma sono disposto a qualsiasi cosa, poiché la posta in ballo è la Costituzione Italiana,  fondamento di una pacifica vita politica economica e sociale.

LO SCANDALO DEL VOTO NEGATO :  DELLA DISEGUAGLIANZA  DEGLI ELETTORI DAVANTI ALLA LEGGE 

Andato sul sito del Ministero degli Interni,  ho invece scoperto che non potrò votare da Mosca, perché, copio e incollo dal sito del Ministero dell’Interno “Alla luce delle modifiche apportate dall’”Italicum” alla legge sul voto degli italiani all’estero, possono votare per corrispondenza i cittadini italiani che si trovano temporaneamente all’estero per motivi di lavoro, studio o cure mediche, per un periodo di almeno tre mesi (comprendente la data di votazione). Analoga modalità è prevista per i familiari conviventi.”

Io non rientro in nessuna delle tre categorie, attenzione le uniche contemplate nella richiesta,  e non rientro nei tempi di permanenza all’estero  richiesti come condizione per avere accesso al  diritto di voto dall’estero. Eppure sono un cittadino italiano che il 4 Dicembre  si troverà nella capitale della Federazione Russa, Mosca. Il Perché dovrei perdere i miei diritti politici mentre altri cittadini, come me all’estero, invece li conservano intatti è cosa incomprensibile. 

Questa cosa ha un solo nome : attentato alla democrazia.  E’ una distruzione dei diritti politici del cittadino che non ha senso alcuno, e che non è giustificata da nessun impedimento materiale reale, concreto e insormontabile. Il contribuente Italiano paga fior di milioni di euro per mantenere in ogni paese civilizzato ambasciate, consolati, istituti culturali e quanto altro. Allora in questi luoghi durante le elezioni o interpellazioni referendarie, devono essere aperti dei seggi. Non ci sono argomentazioni da opporre.  Io devo poter votare da qualsiasi luogo della terra dove esista una sede diplomatica Italiana, perché quella sede è territorio Italiano.

Il mio viaggio all’estero è stato pianificato ben prima che il governo decidesse la data della votazione. La data del voto è stata decisa gli ultimi giorni di Settembre, io ho un parente malato grave in Russia e non posso non andare. Mi trovo costretto come sotto il fascismo o lo stalinismo a prendere delle decisioni a causa di un abuso di potere, sotto la pressione di una violenza dello Stato che mi vuole sottrarre il diritto di voto. O vivere la mia vita rinunciando al voto sulla Costituzione o stravolgere la mia vita per restare a votare in Italia. Tutto perché dalla immorale penna di un burocrate di governo  pagato dai contribuenti,  è uscita questa oscenità delle modalità di accesso al diritto di voto dall’estero che si permette addirittura di discriminare i cittadini davanti alla legge. Ricordiamo allora l’articolo 3 della costituzione”

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Rileggiamo ora i criteri per ottenere il diritti di voto sul referendum costituzionale del 4 Dicembre,  per i cittadini che si trovino  all’estero impartiti dal ministero degli interni ( qui il link del pdf scaricabile)

Alla luce delle modifiche apportate dall’”Italicum” alla legge sul voto degli italiani all’estero, possono votare per corrispondenza i cittadini italiani che si trovano temporaneamente all’estero per motivi di lavoro, studio o cure mediche, per un periodo di almeno tre mesi (comprendente la data di votazione). Analoga modalità è prevista per i familiari conviventi.”

Alla luce dell’articolo 3 della costituzione, vediamo subito come in questa procedura per accedere al diritto di voto dall’estero vi sia una plateale discriminazione davanti alla legge dei cittadini,  che non ha nessun motivo plausibile se non l’esercizio di un disgustoso  abuso di autorità. Possono votare  – pur non inserito nel testo noi leggiamo qui anche un evidente : SOLO–  i cittadini che si trovano all’estero per motivi di studio, lavoro o cure. E chi ha un membro della famiglia di nazionalità non italiana e si trova all’estero per motivi di famiglia (pure tutelata dalla costituzione) ? Non può votare ! Possono votare solo i cittadini che si trovano all’estero per minimo tre mesi.   E chi si trova all’estero per minor tempo e per motivi familiari o per motivi altri che in democrazia non dovrebbero assolutamente interessare ne essere  messi  al vaglio di una discriminazione a fini elettorali da parte della istituzione rappresentativa della sovranità popolare? Non può votare.

Non riesco ancora a credere ai miei occhi. Non posso credere di stare leggendo quello che leggo , me li stropiccio, mi do’ dei pizzichi, sia solo un terribile  incubo Kafkiano ? No è tutto vero. Mi si impedisce di votare.  Eppure leggo in limpide lettere il dettato costituzionale , eccolo :

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli  che impediscono la partecipazione di tutti i lavoratori alla organizzazione politica economica e sociale del paese.  E non è forse il  voto la suprema forma di partecipazione alla vita politica per il cittadino? la Repubblica ha l’obbligo di renderlo possibile con tutti mezzi : ha obbligo di rimuovere gli ostacoli : Invece  cosa trovo nel sito del Ministero degli Interni ? Ostacoli inventati e impiantati  da una qualche mente perversa che determina che solo se sto 3 mesi all’estero posso votare : Vado in una nazione dove c’è un console, un ambasciatore, diversi prestigiosi istituti di cultura, tutte istituzioni italiane pagate dal contribuente elettore e mi viene sottratto il diritto di voto, quando in queste istituzioni basterebbe semplicemente aprire un seggio per i cittadini presenti sul quel territorio,  adempiendo con ciò al dettato costituzionale che obbliga la Repubblica a rimuovere gli ostacoli per l’esercizio del mio dovere/diritto di cittadinanza politica, di partecipazione al processo politico economico e sociale.

Invece a me cittadino  oggi viene impedito, con l’invenzione di ostacoli basati solo su un abuso di autorità,  di esprimere la mia sovranità, sovranità che in Italia  è del popolo, e che le istituzioni semplicemente  rappresentano, e mi viene impedito di esercitare il mio voto da questi kafkiani ostacoli, inventati da un qualche abominevole essere,  su un referendum che tocca la questione vitale e di inaudita importanza della riforma della costituzione.

Faccio anche notare al latere che in questo diktat su chi può e chi non può beneficiare  del diritto di voto dall’estero,  è contenuta una prescrittiva sui motivi che per lo Stato hanno senso di un viaggio all’estero, di matrice oscenamente autoritaria, da Stato che vuole inculcare anche le motivazioni giuste alle azioni dei suoi cittadini. A parte i motivi familiari che mancano qui,  che invece mi sembrano motivi molto sostanziosi nella vita di un essere umano,  cosa che forse esprime una inconscia Xenofobia  di chi ha scritto queste procedure discriminanti per l’accesso al diritto del voto,  il quale dimentica o non desidera forse, chissà, che vi possono essere famiglie miste, di cittadini di Stati diversi, – chi ha scritto l’italicum  è anche politicamente responsabile  di questo abominio discriminatorio  sul voto all’estero-, vogliamo ricordare che in uno stato di libertà, democrazia, e soprattutto di eguaglianza davanti alla legge, i motivi di un viaggio sono affari che riguardano solo il cittadino che lo compie e non possono essere fonte , come lo sono qui, di una discriminazione che causa la perdita del diritto di voto in un cittadino mentre  mentre un altro lo conserva, è la cui razionalità risiede non in un principio visibile ma solo nel capriccio e nella oscura volontà del legislatore, per dirla alla Montesquie. 

I Presidenti Mattarella, Grasso e Boldrini
I Presidenti Mattarella, Grasso e Boldrini

Allora mi devo considerare fuori dallo Stato?  Mi devo considerare di fronte a uno Stato usurpatore dell’esercizio della mia  sovranità tramite lo strumento elettorale o referendario? Lo chiedo al primo Ministro Matteo Renzi , lo chiedo al presidente della camera Laura Boldrini, e al Presidente del Senato Pietro Grasso, lo chiedo al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella: ripeto la domanda: devo considerare lo Stato, di cui voi rappresentate al momento le massime cariche , come usurpatore dei miei diritti costituzionali di esprimere il voto, di partecipare alla vita politica economica e sociale del paese, voto che mi viene negato  a causa di ostacoli inventati dalla autorità di un legislatore che discrimina i cittadini,  invece che uno Stato che dovrebbe per costituzione rimuovere quelli veri e concreti di ostacoli,  per farmi adempiere in questo caso al mio diritto e dovere di votare sul quesito referendario della modificazione della costituzione  ?

Illustri Primo Ministro, Presidente della Camera, Presidente del Senato e Presidente della Repubblica , fatemi sapere se siete rappresentanti della sovranità popolare o usurpatori dei diritti politici del cittadino, che applicano  insulse regole che non hanno nessuno senso e nessuna logica e sono anticostituzionali a distruzione dei diritti politici di alcune classi di cittadini .

Lo Stato Italiano è uno degli Stati più cari del Mondo per le tasche del contribuente e non mi fa votare all’estero ? Non è ammissibile. Non posso accettare questa cosa, questa cosa è una violenza inaudita, una minaccia alle fondamenta della democrazia. Una aggressione alla mia libertà. Il mio voto potrebbe essere teoricamente il voto  determinante della maggioranza del No o del Si, a seconda del mio orientamento:  un voto di importanza capitale dunque, potenzialmente parlando, che potrebbe  determinare il tipo di  futuro  politico della mia nazione. Non è ammissibile che lo Stato mi impedisca,  producendo esso stesso ostacoli, invece di rimuoverli, di esprimerlo ovunque io mi trovi,  se in quel luogo esiste una sede diplomatica Italiana.

Oltre  alla gravissima violazione del principio costituzionale della eguaglianza di tutto  fronte alla legge, posta in essere dalle regole per accedere al diritto di voto dall’estero dal governo sul referendum del 4 dicembre , segnaliamo che anche coloro che in base a una diseguaglianza di fronte alla legge avrebbero potuto votare,  in realtà sono stati anche essi  rapinati della loro sovranità perché già da due giorni è scaduto il termine di presentazione al Ministero degli Interni della domanda per poter votare dall’estero.

Ma questa scadenza cosi cruciale doveva essere resa nota e pubblicizzata per mari monti fiumi e laghi, cosi come in tutte le case siete capaci di far arrivare quello che vi interessa, cosi come  arrivano i grossi papiri di domande, cui siamo tenuti a rispondere, dell’ISTAT per essere incasellati nelle statistiche , doveva arrivare su un referendum di questa portata una lettera o comunicazione  a tutti gli italiani, su ogni cosa c’era da sapere su come esercitare il proprio diritto e dovere di voto , e tutto ciò doveva essere ripetuto mesi e mesi fa in tutti i notiziari.

Invece si fa scadere il termine utile addirittura un mese prima del referendum, il 2 novembre, quando la data della votazione è stata resa pubblica solo alla fine di Ottobre. Ovvero sia un solo mese di tempo appena per avere accesso al diritto di voto dall’estero ( per quelli non discriminati dalle assurde modalità che sono state applicate dei tre mesi  o dei  motivi del viaggio e della permanenza all’estero in stile ministero fascista)  cosa che è passata completamente sotto silenzio e di cui la popolazione in larga maggioranza non è stata debitamente informata.

istruzioni per il voto del referendum del 1946 sulla forma istituzionale dello Stato
istruzioni per il voto del referendum del 1946 sulla forma istituzionale dello Stato

Con ciò voi non distruggete solo il diritto e la  sovranità del singolo cittadino , ma vi rendete responsabili di una odiosa azione che modifica con il mezzo della violenza autoritaria, espressa da assurde regole da incubo  kafkiano, e dai ogni sorta di impedimento burocratico, la volontà che il popolo è stato chiamato ad esprimere e con ciò il futuro di una nazione, voi state con ciò pilotando in maniera assolutamente irresponsabile e irrazionale il destino di questa nazione. Il voto del referendum risulterà intossicato da migliaia di voti negati, non sappiamo quanti, e  non importa quanti, perché un referendum può essere vinto o perso per un solo voto in teoria. Ed è di questo che ci dobbiamo preoccupare:  che quel voto sia espresso. Mentre voi  vi state mobilitando per l’esatto contrario: perché quel voto non sia espresso. Un voto da cui dipende se la Costituzione Italiana sarà o meno riscritta. Un voto storico come quello del 1946. Un voto capitale come pochi. Voi fate del tutto affinché questo voto non sia espresso. Vorremo non crederci. 

Vi rendete conto di cosa è in ballo con questo voto? Stiamo parlando di modifica  della Costituzione. Vi permette di mettere ostacoli, nel 2016,  al diritto di votare dei cittadini che si trovano all’estero , tendendo trappole burocratiche, non informando per tempo, discriminando i cittadini per i motivi dei viaggi, e per il tempo della durata, non comunicando con ampi tempi tutto quello che si deve sapere per non rischiare di non avere acceso al diritto e dovere  di Voto, restringendo i tempi utili per l’accesso al diritto chiudendo un mese e due giorni prima del voto la possibilità di ottenerlo,  invece di rimuovere ogni ostacolo con qualsiasi mezzo in vostro potere, come vorrebbe  ancora oggi la Costituzione.  Mezzi che  il contribuente finanzia insieme ai vostri lauti stipendi e privilegi.

Allora, per esempio,  il rispetto dei diritti politici del cittadino imponeva che la data della votazione fosse annunciata a più mesi di distanza dalla votazione stessa, invece che a soli due mesi dalla votazione riducendo a solo 30 giorni il tempo utile per la pratica di accesso al diritto al voto. Evidentemente non è gradito che in molti vadano a votare. 

Tutto ciò è ‘ semplicemente  inaccettabile. Se io, insieme ad altre decine di migliaia di cittadini italiani, non potrò votare dall’estero , mentre altri cittadini potranno farlo, esprimendo la mia frazione di sovranità sulla questione della revisione della Costituzione italiana, sulle basi di una norma e una procedura contrarie al principio costituzionale dell’eguaglianza di tutti  davanti alla legge, allora non potrò che riconoscere a questo Governo e anche questo Stato, una natura illegittima , usurpatrice e odiosa, e lo dovrò considerare un nemico della Costituzione. 

david colantoni

David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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voto dall'estero referendum sulle modifiche alla costituzione
  • erasmus2010

    Pensare di votare da smartphone significa esser di un ignoranza informatica colossale

  • David Colantoni

    si anche non capire che si tratta di una figura retorica per fare una provocazione politica. leggi qualche libro oltre a giocare con il touchscreen

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