Dopo un lungo silenzio torna il papà di Dylan Dog, Tiziano Sclavi

Pubblicato il 27 October 2016 da Martina Mugnaini | Per leggere questo articolo ti servono: 5 minuti | 6246
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Il 28 Ottobre esce il nuovo albo di Dylan Dog “Dopo un lungo silenzio” realizzato da Tiziano Sclavi: il papà di Dylan torna dopo anni di assenza 

Nell’autunno del 1986, esattamente 30 anni fa Dylan Dog faceva la sua comparsa nel mondo del fumetto italiano, edito da quella Bonelli che aveva dato la vita al ‘fratello maggiore’ Tex.

Era il 1985 quando Tiziano Sclavi, che lavorava già da tempo per l’editore, propose una serie a tema horror, la prima pubblicata da Bonelli. Esattamente un anno dopo il fumetto debuttò in edicola e fece il tutto esaurito con i primi trenta numeri. Un successo eclatante che consacrerà Dylan Dog come uno dei cult del fumetto. Successo ottenuto in gran parte grazie allo stesso Sclavi che sceneggia interamente tutti i primi numeri, con la collaborazione di storici disegnatori della serie come Giampiero Casertano ed Angelo Stano.

Chi è quindi Dylan Dog? È l’ormai celebre indagatore dell’incubo con le fattezze di Rupert Everett ed un vissuto drammatico e passionale, accompagnato in ogni occasione dal suo logorroico assistente sosia di Groucho Marx.

L’incubo, la paura sono le protagoniste di ogni storia. Streghe, mummie e fantasmi sono i mostri che fanno paura ai bambini; gli adulti hanno imparato crescendo a razionalizzare le proprie paure, gli hanno dato un nome. Ma il terrore della solitudine, della malattia, della morte sono parte integrante dell’inconscio di ogni persona, grande o piccola che sia. I bambini immaginano mostri irreali per dare una forma materiale a queste paure. Ed è proprio così che le troviamo rappresentate nel fumetto.

Le storie sono dei capolavori; Sclavi scrive delle vere e proprie sceneggiature dettagliatissime per i disegnatori e imbeve la trama di tutto se stesso. I fumetti sono intarsi di citazioni e rimandi a film nonché di esperienze personali. In questo senso possiamo leggere il passato da alcolista di Dylan, che corrisponde ad un presente totalmente astemio. Il fantasma dell’alcol è sempre stato molto presente nella vita di Sclavi ed ha comportato il suo progressivo allontanamento dalla serie negli ultimi anni.
Ne troviamo un accenno nell’albo speciale tutto a colori 121 “Finchè morte non vi separi”, qui vediamo un Dylan distrutto dalla fine della storia d’amore con Lillie, disperato, con la barba non fatta, bere ad un tavolo di un pub.

Anche il nome stesso del protagonista è significativo: Dylan ispirato al poeta Dylan Thomas e Dog ispirato al romanzo di Mickey Spillane “Dog figlio di”.

Ci sono quindi poche ma imprescindibili costanti in ogni storia del nostro indagatore: ovviamente il mistero e la paura, essendo un fumetto a tema horror; per questo un tocco di splatter nei disegni non guasta mai. L’amore è fondamentale, in ogni albo Dylan si innamora irrimediabilmente di una donna diversa. Alcune saranno molto importanti e indimenticabili tanto da ritrovarle protagoniste in più storie – è il caso di Kim e Morgana – o in una singola storia ma di grande significato – come la storia della già citata Lillie e quella dell’amore di gioventù Marina. Componente irrinunciabile del fumetto sono l’ironia ed il sarcasmo incarnate dallo stravagante assistente che non a caso è il sosia del più strambo dei celebri fratelli Marx.

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Fonte: Tvzap e Comic Vine

Come dimenticare poi il classico abbigliamento del signor Dog? (nel periodo in cui era agente di Scotland Yard il suo “agente Dog a rapporto” era preso in giro dall’Ispettore Bloch “sembri un cane poliziotto”) Giacca nera, camicia rossa, jeans chiari ed immancabili polacchine marrone chiaro.

Ogni fumetto cult degno di questo nome non lo diventa fino a che non sbarca sul grande schermo. Anche per Dylan Dog (come per il fratello Tex prima di lui) è stato girato un film nel 2011 “Dylan Dog: dead of Night” del regista americano Kevin Munroe. Purtroppo questo lungometraggio dell’indagatore dell’incubo ha solo il nome e forse l’abbigliamento. Nient’altro. Per noi poveri, fedeli ed appassionati lettori è stata una sorta di blasfemia, una sofferenza vedere questo film. Non ha assolutamente nulla a che vedere con il fumetto. La cosa di per sé potrebbe non essere negativa se il prodotto finale fosse comunque valido e godibile a prescindere dalla serie Bonelli, cosa che purtroppo questo film non è sotto nessun punto di vista.

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Fonte: nanopress e comepiaceavoi

In ogni caso i The Jackal, delusi da questo risultato, hanno deciso di girare un cortometraggio che rendesse giustizia al personaggio ed alla serie. “Dylan Dog vittima degli eventi è un lavoro di 50 minuti girato a Roma in cui compaiono tutti i protagonisti del fumetto caratterizzati in maniera veramente fedele ed intelligente. Troviamo Milena Vukotic nei panni di Madame  Trelkovski mentre Alessandro Haber è un convincente Ispettore Bloch.

Questo è un anno molto denso per L’indagatore dell’incubo e la Sergio Bonelli Editore. In questo ultimo mese c’è stata l’uscita dell’albo 361 “Mater Dolorosa” in occasione appunto dell’anniversario trentennale.

Fonte: Fumettologica

Fonte: Fumettologica

A questo si collega direttamente il Lucca Comics di quest’anno che inizierà domani 28 ottobre. Per l’occasione la Bonelli renderà disponibile presso il proprio padiglione una variant a tiratura limitata di questo ultimo albo 361 disegnata da Zerocalcare con l’aggiunta di contenuti extra.

Ma c’è un altro evento importantissimo da segnalare: domani 28 ottobre uscirà in edicola il numero 362 “Dopo un lungo silenzio“, che segna il ritorno di Sclavi dopo anni di assenza, insieme allo storico disegnatore Giampiero Casertano. Sclavi torna a trattare in questo numero un tema molto personale e presente nella sua vita ed in quella di Dylan, quello dell’alcolismo. Dal 3 novembre in libreria uscirà inoltre una versione speciale di questo ultimo albo, con contenuti extra ed in grande formato.

Non possiamo che essere d’accordo con Umberto Eco: «Posso leggere la Bibbia, Omero o Dylan Dog per giorni e giorni senza annoiarmi»

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Nata e vissuta a Roma, ho un ancestrale e inscindibile legame con le mie origini fiorentine. Classe 1991, sono laureata in Lettere Moderne e laureanda in Letteratura e lingua alla Sapienza. Sono (quasi) una giornalista e amo scrivere di  tutto quello che riguarda l’arte, la cultura, la letteratura ed il teatro.  Lavoro nel campo del Web Writing e del turismo da due anni. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.
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