Erdogan minaccia letale per la democrazia europea

soldati di leva turchi legati nudi e ammassati come animali dalla repressione di Erdogan
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Erdogan  minaccia letale per l’Europa


I magistrati turchi stanno mandando tragici messaggi di addio ai colleghi europei come i condannati a morte durante il nazismo o lo stalinismo. 

Svegliati Europa !

 

Erdogan
Erdogan minaccia letale per la democrazia Europea

 

Epurazioni degne dello stalinismo, del fascismo, di Hitler, epurazioni alla Pol Pot. A breve scapperanno le fosse comuni, perché questo tipo di china intrapresa da Erdogan  o doma il popolo con il terrore, con i garage olimpo,  con i corpi dei dissidenti lanciati nel vuoto dagli aerei  o sarà fatalmente sopraffatta della reazione del  popolo. Questo terrore di Erdogan non ha scelta di non maturare fino ai crimini contro l’umanità. Se non abbiamo compreso la lezione del 900 allora siamo tutti perduti. La Turchia ha una tale potenza e un tale significato geopolitico per cui non può arrestarsi alla mera dittatura di certi miseri stati sub sahariani  ma, una volta presa questa china verso l’ade, dovrà necessariamente evolversi verso il totalitarismo vero e e proprio e il terrore:  vi è  costretta dalla sua stessa gigantesca statura.

 

E’ Il  totalitarismo (nella sua variante islamica)  con un esercito addestratissimo di oltre mezzo milione di uomini a disposizione, quello che sta nascendo di nuovo davanti all’Europa. Magari Erdogan sta solo inconsciamente preparando la macchina totalitaria che poi potrebbe essere guidata da uno anche molto molto  peggio di lui.

Una Europa purtroppo  quella di questi giorni decisamente sguarnita, tranne rare individualità,  di una classe politica all’altezza della situazione, fatta di personaggi  che non hanno il minimo senso della realtà, mancanti della conoscenza della fame biologica, grande maestra di saggezza, una specie di   surrealismo politico quello europeo di Bruxelles i cui rappresentanti  fanno pensare a quei pittoreschi imperatori dalle brevissime carriere messi sul trono uno dopo l’altro durante l’epoca del potere delle legioni romane,  autorizzati ad avere tutti i privilegi che riuscivano a consumare ma senza un’oncia di reale potere politico, fantocci ieratici in mano alle armate dell’impero. 

la sede della Nato con le bandiere degli Stati membri tra cui quella turca visibile sulla Sinistra

Ma la creatura a-politica che sta incubando in Turchia è una terribile infezione che può trasmettersi  ad alcuni strategici gangli dei sistemi remoti del  potere delle nostre precarie democrazie,  e quindi propagarsi nei nostri paesi, visto che, come ben sapevano gli antichi, rivoluzioni e tirannie sono fenomeni altamente induttivi , incendiari,  basti pensare ai moti europei del 48 e ai fascismi e totalitarismi del 900. Paesi europei i nostri di cui  alcuni dei quali dalla precaria salute democratica o meglio:   paesi politicamente pregiudicati ( come lo sono gli individui con un passato di crimine) per crimini politici – Grecia, Germania, Spagna, Romania, Italia, Portogallo (ovvero paesi con passati atroci di totalitarismo o fascismi e crimini contro l’umanità-  paesi con estesi precedenti totalitari o fascisti gravissimi,  se dura troppo la travolgente distruzione dello stato democratico che si sta sfarinando tra le mani del golpista de facto Erdogan  senza reazione europea, allora avverranno contagi di  segmenti patologici, o geneticamente predisposti,  del potere in tutte le nazioni e la tragica fine della democrazia turca sarà l’inizio di un conto alla rovescia per tutta l’Europa, non so se riuscite a capirlo. Parliamo di un paese interconnesso ai massimi livelli militari con l’organismo di coordinamento politico-militare occidentale che si chiama N.A.T.O.

giovani soldati di leva Turchi presunti golpisti imprigionati come
giovani soldati di leva Turchi presunti golpisti imprigionati come animali

La Turchia è perciò un organo infetto ora del nostro corpo. Non una questione a noi semplicemente vicina, no, riguarda proprio noi, il livello di interconnessione tra forze armate di paesi diversi  che si sta sviluppando all’interno della NATO ( il famoso progetto SOLDATO FUTURO ormai avanzatissimo) ha istituito una circolazione “linfatica” militare nell’insieme del corpo democratico euro-americano per cui le malattie totalitarie di una delle sue periferiche possono immediatamente comunicarsi all’intero sistema. Questo è un fattore di pericolo gravissimo che la politica deve immediatamente comprendere.  Non si tratta come dicono i nostri giornali maggiori di semplici problemi di imbarazzo per gli USA e per la NATO per il comportamento  di un suo membro,  ma di un vero e proprio cedimento, di una mutazione genetica  totalitaria a carattere militare all’interno di un organismo che comprende in maniera altamente interconnessa le forze armate di ogni paese europeo e occidentale. Ovvero sia di uno scenario eversivo della democrazia  in seno a un organismo atlantico  militare interforze. 

I paesi europei debbono  a difesa della propria democrazia immediatamente ritirare gli ambasciatori,  congelare tutti i beni turchi nelle banche occidentali, congelare le connessioni militari della NATO con le forze armate turche, colpire immediatamente la Turchia con sanzioni durissime e  sospendere ogni ostilità, economica quantomeno, con la Russia per  evitare con ciò che si creino adesso  le condizioni  per alleanze a cui la Russia,  stressata dalle aggressioni reiterate  e dalle trappole delle provocazioni dei  nevrotici  testosteronici del club  degli ex del patto di Varsavia (Polonia in testa  – paese di cui Lech Wałęsaha denunciato giusto poco tempo fa la deriva autoritaria che è in atto nelle sue istituzioni politiche, e quindi che dovrebbe essere particolarmente attenzionata in questo frangente) passati ora alla NATO, che cercano soddisfazione all’orgoglio sciovinista ormai da anni contro la Russia, incoraggiati  a ciò  con grande interesse ovviamente da tutta una serie di interessi militare-industriali occidentali, Russia che quindi potrebbe sentirsi costretta per opportunità geopolitiche  irrinunciabili dal suo punto di vista ( come cuneo per spaccare la NATO) , qualora persistesse l’accerchiamento ostile di oggi nei suoi confronti, a stipulare,  in queste contingenze,  una inedita e pericolosissima alleanza con  la Turchia:  ciò avverrà sicuramente  se l’Europa non sarà capace di svegliarsi dal torpido sonno.   Poi l’Europa deve immediatamente  candidare  Erdogan  a essere processato  dal tribunale internazionale dell’aja per la vaste persecuzioni che sta scatenando contro la società civile, magistratura, corpo insegnanti, e via dicendo se  Erdogan non facesse  immediatamente  retromarcia. Ecco l’agenda che urge. Anche perché più passa il tempo e più Erdogan brucerà ogni possibilità di Exit Strategy dal vicolo cieco in cui è entrato. 

Non è ammissibile una epurazione di 2700 magistrati, 36.000 insegnanti e professori e via discorrendo.

Come  ha acutamente  osservato il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati in una intervista a La7 giusto ieri  -e Davico che ha condotto contro la mafia operazioni di arresti collettivi ha una minima cognizione di causa-  per poter arrestare decine di migliaia di persone, ci vuole molto tempo ( già solo per conoscere chi sono e dove abitano)  e se ciò è stato fatto nell’arco  di due giorni vuol dire che le liste di proscrizione dovevano essere pronte da Tempo.

Il Golpe? Un paio di migliaia di  magri  ragazzini di leva in divisa, provenienti dalle remote campagne turche e scaraventati fuori dalle caserme da ordini superiori -di cui sappiamo solo ciò che ci racconta Erdogan- al ridicolo assalto del nulla ( la televisione Turca di Stato che ha continuato a trasmettere indisturbata  la cronaca e poi il messaggio di Erdogan)   ragazzini alla guida di quattro camion e due carri armati, ragazzi quasi malnutriti contro corpulente divisioni di “borghesi” che li hanno terrorizzati al solo impatto visivo. Questo detto di passaggio.

un momento della chatt con la mia amica da Instanbul il giorno dopo i Fatti.
un momento della chatt con la mia amica da Instanbul il giorno dopo i Fatti.

Con l’immenso stupro che sta  attuando sulla società civile, ben  rappresentato con l’assalto a tutte le donne laiche che si sta verificando in questi momenti nelle strade in  Turchia al grido “le prossime siete voi”, come mi scrive disperata da Instanbul una mia amica, Erdogan  ormai  è un morto che cammina, cioè una persona che ormai a sua volta è prigioniero della paura di essere eliminato, almeno psichicamente è ormai questa la sua condizione interiore,  pericolossisima, e   sulle cui tracce si sta sicuramente mettendo più di qualche giustiziere sommario   che tenterà di estorcergli a ogni prezzo  la vita ( un Claus Schenk von Stauffenberg Turco, che magari avrà anche fortuna) e questo Erdogan lo sa:  questo succede a chi ha  scoperchiato il vaso di pandora della repressione generale, del terrore di Stato . Non so quando ma so come finirà:  Ammazzato o suicida in un bunker oppure peggio ancora  finirà che dovrà ammazzare egli stesso  sempre più presunti nemici in un crescendo di crimine di stato, per allontanare da se stesso lo spettro che lo torturerà  sempre di più  della visione di questo destino, e quindi dovrà annegare il suo paese nel terrore totale. Anzi è già terrore totale, quando feroci punizioni cadono senza un vero motivo su tutti, quando è acceso  il terrore individuale di ogni cittadino di essere il prossimo colpito dalla violenza del dittatore senza un perché, siamo già  nella ortodossia Totalitaria. 

Erdogan con la sua violenza feroce inaudita porterà la Turchia o al totalitarismo a brevissimo o, non sappiamo quando ma lo sappiamo,  alla guerra civile e alla rivoluzione. Non ha assolutamente la statura politica che pretende di avere,  che ci raccontano che  abbia, perché quella statura oggi, se tutto cosi come è raccontato nelle versioni ufficiali fosse vero, se fosse di una piccola fronda di idioti e incapaci che si è trattato questo ridicolo Golpe, allora  si sarebbe dovuta attuare attraverso una antica pratica politica, pratica necessaria alla ricostituzione di una nazione pacificata, la clemenza con gli avversari. Invece Erdogan non solo non la sa praticare, dimostrando di essere un uomo che non controlla se stesso, ma sta  scatenando addirittura la crudeltà contro gli innocenti. È evidentemente un uomo fuori di senno. E se non è questo allora è qualcosa di molto peggio. E va fermato con tutti mezzi che gli Stati hanno a disposizione.

Perché Erdogan sta mostrando al dormiente carattere totalitario delle masse  di tutta Europa. già pericolanti verso i baratri reazionari dallo stato entropico mondiale. dalle crisi, dalle migrazioni che hanno acceso le xenofobie,  che per loro, per quel carattere totalitario, esiste un futuro che nessuno oserebbe fermare qualora sia risvegliato e condotto per mano verso prossimi baratri da un Furer.

Fermiamolo allora perché  questo spettacolo di masse scatenate alla caccia del singolo innocente  è una forza induttiva che gli stati d’Europa devono considerare come atto di guerra contro le proprie democrazie. Ricordiamo le guerre del Peloponneso. La dittatura militare di Sparta che solo con il suo esempio accendeva innumerevoli tentativi di rovesciare la democrazia  nelle Polis e che accorreva in aiuto di ogni gruppo che voleva imporre la dittatura militare. Ricordiamo i trenta di Atene, andati al potere solo perché esisteva una potenza militare antidemocratica come Sparta. Ricordiamoci bene politicamente  questa forza che fa accendere distruttivi  incendi reazionari solo con l’induzione dell’esempio.

incendio del Reichstag ADN-Zentralbild/Archiv/27.2.1933 Berlin: Das brennende Reichstagsgebäude Am 27. Februar 1933 wurde das Reichstagsgebäude durch einen von den Nationalsozialisten inszenierten Brand zerstört. Der Hitlerregierung diente er als Vorwand für einen Terrorfeldzug vor allem gegen Kommunisten und andere Antifaschisten. In diesem Zusammenhang wurde der bulgarische Kommunist Georgi Dimitroff festgenommen und im Reichstagsbrandprozess als Unschuldiger angeklagt. Aufnahme 1933
incendio del Reichstag  ADN-Zentralbild/Archiv/27.2.1933
Berlin: Das brennende Reichstagsgebäude

Ed è stata Proprio una storica Turca, Ayşe Kadıoğlu, insegnante universitaria, che ora rischia Libertà e Vita, tre  volte destinata ad essere colpita dal Terrore, perche Donna, perchè Laica, Perche Docente universitaria,  che ha paragonato il bombardamento del parlamento turco all’incendio del Reichstag, alludendo ovviamente alle conseguenze antipolitiche e totalitarie che ne derivarono con la vittoria del Nazismo, nel suo drammatico  articolo uscito su open democracyeccolo qui “Coup d’état attempt: Turkey’s Reichstag fire?”, articolo che mi ha inviato da Instanbul  la mia amica, amica  di cui non faccio il nome per ovvi motivi di sicurezza. 

In ogni democrazia sono occultati in latenza potenziali  gruppi torbidi che ora stanno guardando ad Erdogan come a un faro, che guardando Erdogan si stanno invogliando come i titani dell’ade a risorgere a spezzare la forza che li ha relegati liggiù. Questa energia Va spenta.  Prima che sia troppo tardi. Non è un caso che tutte le magistrature d’Europa siano,  tra i vari poteri degli stati democratici,  gli unici che stanno dimostrando di prendere tragicamente quanto sta accadendo .

Devo anche dire questo : temo che la insufficienza intellettuale del nostro tempo non sarà in grado veramente di capire il pericolo che sta correndo. In questo caso sappiate che stiamo entrando in una nuova dimensione europea in cui la politica come forma di vita collettiva  sarà sempre meno tollerata e non benvenuta, e che non si può delegare unicamente a una rappresentanza politica deficitaria in fatto di pensiero politico la responsabilità di affrontare questo momento tragico per l’Europa, ne siamo tutti direttamente responsabili, e nei nostri mezzi dobbiamo mobilitarci tutti. 

Tutti sono chiamati a sollecitare in maniera categorica i  propri governi a mettere in atto tutta la loro potenza per proteggere ciò che non possiamo accettare sia distrutto in Turchia, la democrazia.  Ne abbiamo il diritto politico, non è un ingerenza come tante ingerenze che la NATO ha fatto con molti paesi, no, stavolta è un dovere statutario. Perché la Turchia ha accettato di essere una confederata militare della NATO, è un membro NATO e ha dunque diritto ad essere difesa. La NATO ha l’obbligo giuridico di difendere la Turchia che è entrata nella NATO democratica da chi si sta comportando come un oppressore straniero che l’avesse conquistata militarmente con una invasione e deve intimare a Erdogan immediatamente il nostro Out Out di ristabilire subito  le condizioni democratiche, o attuare gradualmente quanto fulmineamente  tutte le massime pressioni di cui ho parlato sopra.

Non c’è tempo adesso per dissertazioni sulle sfumature, sulla verifica di coerenze etiche che ovviamente sarebbero ben difficili da mettere in fila rispetto a governi europei e soprattutto  alla NATO, adesso  è c’è solo a malapena il tempo di combattere l’infezione Totalitaria che ha attecchito dentro l’Europa, dentro uno Stato membro della NATO dotato di un esercito potentissimo che sta cadendo nelle mani della sola volontà del furer Erdogan , il quale per questo sta distruggendo la propria magistratura.

La stampa deve chiedere, ne ha il dovere,  a grande forza, che l’Europa politica agisca subito.

Se l’Europa contemporanea si sente discendente di quella internazionale che si mobilitò contro il franchismo e il nazifascismo in Spagna nel 1936 , tra cui ricordo Hemingway, Orwell e Rosselli,  e che se non fosse stata lasciata sola forse avrebbe evitato la seconda guerra mondiale all’umanità, allora è tempo di agire subito . Per gli stessi  motivi che  sono stati espressi da quegli intellettuali che affrontarono i totalitarismi  allora, motivi per cui poi si è cercata la fondazione della Unione Europea.

Non c’è tempo da perdere.

 

 

david colantoni

David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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