Marco Baldini: “Riparto da ciò che amo fare, grazie al crowdfunding”

Pubblicato il 4 January 2016 da Germano Milite | Per leggere questo articolo ti servono: 4 minuti | 6778
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Marco è sicuramente uno di quelli che ha assaporato a lungo il successo, l’opulenza che ne deriva ed anche lo sperpero di quel “di più” che i personaggi dello spettacolo conoscono bene. Poi è tornato al suo “prima”, a quando per vivere faceva molti lavori diversi, tutti lontani dal mondo sfavillante dello show biz. E’ sceso sempre più giù fino a dover vendere il suo cellulare e a sentirsi dire quel “sei un cretino” in diretta dalla D’Urso. In questo senso, Baldini, ha pagato con gli interessi tutti i suoi errori, a volte anche ricadendo nelle stesse buche dalle quali sembrava uscito. Ha creato e distrutto, ha sorpreso e deluso, si è inchiodato e poi ha ripreso il volo.

PERCHE’ BALDINI PIACE: RACCOLTI 1000 EURO IN MENO DI 24ORE

E’ probabilmente questo suo modo di essere e di vivere, così umanamente imperfetto e così ostinatamente in bilico tra ko e ripresa vincente, che appassiona migliaia di fan e che ha fatto accogliere con tanto, vigoroso successo la proposta di format che ha deciso di lanciare in collaborazione con noi di YOUng. Sono stati sul serio tantissimi, infatti, i commenti sia pubblici che privati con i quali si trasmetteva a Baldini non solo stima ma anche concreta volontà di aiutarlo con le donazioni. E dalle parole, appena lanciata la campagna, si è passati ai fatti: oltre 1000 euro raccolti in meno di 24 ore, senza che ancora nessun giornale, nessuna radio e nessuna tv e nessun vip avesse rilanciato l’iniziativa.

L’INIZIATIVA RACCOLTA CON GRANDE ENTUSIASMO

Non sono mancate anche le proposte di sponsorizzazione diretta del programma, da parte di alcuni imprenditori da sempre fan del conduttore. Ma per ora l’idea è di partire con contributi più piccoli e numerosi, proprio per non snaturare il senso stesso del crowdfunding.. Gli editori saranno gli stessi fan e saranno sempre loro a decidere se la trasmissione ed il lavoro nostro e di Marco è all’altezza e merita sostegno. Una sorta di “contributo pubblico volontario”, insomma, per rendere il tutto concretamente indipendente, meritocratico e trasparente.  Baldini è entusiasta come non lo si vedeva da tempo e chi lo segue (ed è affezionato a lui) apprezza molto questo suo nuovo “mood”, finalmente redivivo e positivo. Le persone amano chi cade e si rialza, chi barcolla ma non molla, chi sbaglia, paga e si rilancia, con umiltà e coraggio.

OK AGLI SPOSOR, MA SOLO SE…

E per quanto riguarda sponsor e pubblicità, la regola è semplice: assolutamente ben accetto chiunque voglia finanziare il programma come co-producer, a patto che non venga intaccata la linea editoriale e che i prodotti ed i servizi da promuovere possano essere di reale utilità ed interesse per gli spettatori. Insomma: l’intento è quello di andare in cerca di realtà e persone che hanno qualcosa di virtuoso da raccontare e presentare oltre che da investire. Il tutto, come inutibile, per evitare l’odioso effetto “televendita” che inquinerebbe il format e renderebbe vano il finanziamento diretto da parte del suo pubblico. 

IL NOME DECISO CON SONDAGGIO ONLINE

Fin dal nome della trasmissione, si è deciso di dare voce direttamente ai finanziatori, lanciando un sondaggio sul profilo twitter di Baldini. La proposta era tra “(Ri)presa diretta” e “(Ri)presa in diretta”, per significare l’intento principale del format, che racconterà la storia di ripresa e risalita dello stesso autore e quelle di tanti altri che, da persone comuni, hanno vinto con eccezionale coraggio le proprie battaglie. I dettagli del format li trovate comunque tutti su Kapipal, piattaforma scelta per la raccolta fondi.

“CREO LAVORO NON SOLO PER ME”

Con Marco lo abbiamo deciso fin da subito: creiamo un format che abbia una visione di lungo periodo e che, con il giusto tempo, possa diventare punto di riferimento e programma di grande successo, in grado di offrire lavoro non solo al suo conduttore ed alla sua star principale, ma anche ad altri giovani e meno giovani in gamba che potranno collaborare. Per ora si parte con profilo basso ed ambizioni alte, limitando al massimo i costi di produzione e di gestione ed affidandosi totalmente a Facebook Mentions per le dirette (che quindi potranno essere seguite da chiunque nel mondo e riviste una volta terminate).  Nel prossimo futuro, si organizzeranno vere e proprie inchieste, interviste in giro per l’Italia e tante altre attività una novità assoluta del panorama digitale. 

 


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Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital managment per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".
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