Strage di Parigi : la notte dei lunghi kalashnikov

screenshot del videogames Call of Duty Modern Warfare2 - momento giocabile della strage dei civili
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Zero dark thirty, è appena finito il lungo assalto a Parigi nel cuore dell’Europa

“(…)Dopo avere superato l’addestramento e liberato dalle forze nemiche una piccola città in Afghanistan, il soldato scelto Joseph Allen viene trasferito alla CIA. Il generale Shepherd gli fornisce una nuova identità per consentirgli di infiltrarsi tra gli ultranazionalisti di Makarov; per guadagnare la fiducia del mercenario, Allen è costretto a partecipare ad un attacco terroristico all’aeroporto di Mosca, massacrando civili e forze di polizia con un totale di centinaia di vittime. Prima della fuga però Makarov, al corrente della vera identità di Allen, gli spara uccidendolo e ne lascia il cadavere a terra. La polizia russa lo identificherà, e la colpa dell’attacco ricadrà così sulla stessa CIA, scatenando l’ira dell’intera Russia.(…)” -“(…)  il gioco In un solo giorno ha venduto 8,5 milioni di copie con un ricavo di 810 milioni di dollari. Questo dato ricopre però solo Stati Uniti, Regno Unito  e Canada.(..)”  Dalla presentazione del videogioco Call of Duty Modern Warfare2-Wikipedia

Parigi. 9 attacchi di tre commandos in simultanea,  più di 6 Kamikaze in azione. Centinaia di morti e centinaia di feriti gravissimi di cui alcuni destinati a morire nelle prossime ore. Sono incollato alla televisione, mezza Europa è incollata alla televisione, stavamo infatti seguendo  le partite delle nazionali. Una strage in stile cinematografico, anzi un strage in stile videogames sparatutto in prima persona: uno  scenario quasi clone della strage di Parigi,  in cui un commando terrorista massacra civili inermi è infatti giocabile in Call of Duty Modern Warfare2, gioco rilasciato il 10 novembre 2009, di cui   come avete letto  in esergo ne ho citato infatti alcuni brani della descrizione da wikipedia, e tu che giochi sei il terrorista, tu che  giochi giochi ad uccidere centinaia di civili inermi ai quali spari sul corpo indifeso tra un’orgia di spettacolari spruzzi di sangue. Gioco a cui giocano milioni di adolescenti e di adulti di tutto il mondo, gioco, sono sicuro, a cui  hanno giocato anche i Boia del Bataclan apprendendo- il gioco è sempre propedeutico alla realtà già dal regno animale-  una lezione di stile   di massacro degli inermi, tutta –made– in occidente. A tal proposito, per intenderci se è cosa seria o meno la rappresentazione simbolica dell’uccidere,  va detta una cosa: che nel gioco “Medal of Honor”, un altro sparatutto di guerra ambientato in Afganistan,  il giocabile online dava la possibilità al giocatore di scegliere come avatar un Taliban e conseguentemente di poter uccidere gli avatar Marines di altri giocatori, ciò diede vita a una tale offesa morale, denunciata in prima battuta dalla madre di un marines morto, se non ricordo male,   che il gioco fu interdetto alla vendita in tutte le basi militari americane della terra finchè la casa produttrice del gioco , la   EA, modificò il gioco in rispetto dei militari americani, rimuovendo la possibilità di giocare nei panni di un Taliban; la cosa ricordo diede anche luogo ad  una interrogazione parlamentare in Italia da parte di IDV che chiedeva il ritiro  del gioco per questo motivo  dal mercato italiano. Nessuno a tutt’oggi ha invece  mai protestato per l’offesa morale e per l’istigazione alla violenza terroristica rappresentata dal  poter giocare nei panni di un infiltrato nei terroristi ad uccidere centinaia di civili inermi. Ricapitolando: oggi in tutto il mondo occidentale è immorale e “proibito” (non conveniente)  in un video gioco rendere uccidibili le rappresentazioni dei Marines mentre è morale e fattibile nello stesso videogames sparare su rappresentazioni di  civili e beninteso di nemici, ovviamente in forma di integralisti. Il  video gioco per scopi di reclutamento sviluppato dalle forze armate USA “America’s army” -oltre 13 milioni di giocatori-   è addirittura programmato in modo tale che giocando in sessione multiplayer si vedono sempre gli avversari in divisa nemica e se stessi sempre in divisa americana, ovvero il giocatore a una “dimensione sola”.   A ognuno trarne le conclusioni. Detto questo,  e lasciando, per il momento,  inespresse le implicazioni antropologico culturali  che ne derivano  perché meriterebbero come minimo un vasto saggio,   ma che sono certo vi faranno fertile la mente di  deduzioni,  rifletto a caldo sulla strage ancora non definitivamente conclusa,   mentre in tutte le televisioni sono ancora in onda le dirette da una Parigi atterrita dall’attacco terroristico. Il vaso di pandora sembra ormai definitivamente aperto.

Faccio una immensa fatica, sotto lo shock delle immagini,  a trattenere razionalmente gli istinti primordiali tipici degli animali sociali quando si manifestano segnali di un attacco al gruppo. Ovvero quegli istinti irrazionali di stringermi ai miei simili, a quelli che ritengono essere della mia specie e diventare aggressivo preventivamente contro qualsiasi altra forma vivente, scatenando l’odio verso gli altri. ma decido di pensare, con uno sforzo estremo, al posto di odiare.

Rifletto che solo poche ore prima di vedere l’inguardabile  stavo leggendo un articolo al bar del piccolo paese abruzzese dove mi trovo. La notizia, su “Il Centro” quotidiano abruzzese del 14 novembre,  riguarda una inchiesta sulla scoperta di un grosso traffico di armi verso i paesi africani in guerra, come lo sono anche Libia, Siria e Iraq entro i cui territori è dispiegata  la famigerata armata di assassini neri. Si tratta di  una grossa operazione dei corpi speciali della Guardia di Finanza sotto ordine della magistratura napoletana. L’inchiesta è incentrata su un’organizzazione criminale  di contractors -mercenari– e “dalle indagini sarebbe emerso il coinvolgimento della camorra, in particolare il clan dei Casalesi, oltre a contatti con ambienti del terrorismo internazionale“. tra gli altri , cito dall’articolo . “ indagati anche Andrea Pardi, di Sulmona, amministratore delegato della Società italiana elicotteri con base a Roma” (…) “risultano coinvolti Bruno Scapini, ex ambasciatore italiano in Armenia fino al 2013, e Ricardo Migliori, ex deputato nazionale eletto nelle liste del Popolo della Libertà, già presidente dell’Assemblea parlamentare del’Osce“.

un momento nell'assemblea dell'OSCE
un momento nell’assemblea dell’OSCE

L’organizzazione criminale oggetto dell’indagine si occupava anche dell’arruolamento e dello smistamento  di mercenari, dunque di foreign fighters . Uno dei Paesi maggiormente coinvolti nel traffico è la Somalia.  Gli arsenali sequestrati a persone di nazionalità italiana e in Italia sono a dir poco impressionanti. Si tratta di armi da guerra d’assalto  pesanti, kalasnikhov, esplosivi, lancia razzi e quanto altro.  Armi con le quali si possono ben  armare massacri come quello appena accaduto  a Parigi. Le infrastrutture criminali prestano i loro servizi a chi paga bene senza guardare in faccia a nessuno,  o in  in cambio di preziose materie prime, quali la droga.

Le persone di questo tipo di antropologia perversa, non si fanno problemi a cedere queste armi a non importa chi. Fa’ parte della eclissi morale che fa di queste creature gelide creature di morte. Essi non guardano in faccia alla nazionalità, alla patria, o ad altri valori in grado di impedire a se stessi delle azioni come quella , vendendo armi e magari portandogliele a destinazione dove desiderano, di armare gruppi terroristi, stranieri o meno,  che magari poi compiranno stragi nei loro stessi paesi, e del resto terroristi e stragisti in patria propria lo sono essi stessi e in pianta stabile.  Ciò vale ovviamente per la criminalità organizzata di qualsiasi paese.  E’ poi cosa nota che la criminalità organizzata italiana collabora da tempo con i mercanti di clandestini, vendendo ad esempio motoscafi e barche  alle imprese degli scafisti e gestendo varie situazione nel teatro marittimo mediterraneo con le proprie notevoli flotte, come ci dicono i rapporti degli investigatori,   trasportando armi e quanto altro anche per conto terzi.

una scena dal film American Gangster di Ridley Scott
una scena dal film “American Gangster” di Ridley Scott in cui dei militari acquistano eroina per importarla nascosta nelle bare dei soldati morti in Vietnam

Notizie queste che stanno appena un attimo sulla scena dell’informazione e poi si inabissano. Purtroppo il coinvolgimento delle organizzazioni criminali occidentali nei torbidi delle attuali  guerre –civili e non– mediorientali e africane è cosa nota agli investigatori , ma colpevolmente sottovaluta dalla politica e dalla grande informazione ( organo spesso di partito)  a ben vedere con ragione: infatti non produce consenso, e oltre tutto,  potrebbe costringere l’opinione pubblica ad aprire squarci inquietanti scoprendo magari che le infiltrazioni mafiose potrebbero essere essere arrivate a tessuti primari della struttura di una nazione, ad esempio nelle forze armate. Le forze armate sono presenti in teatri di guerra, dove ci sono ingenti quantità di armi non registrate di cui ci si può impossessare, e in alcuni territori come l’Afganistan a diretto contatto con la maggior produzione mondiale di oppio da cui si ricava eroina e  tramite gli aerei delle forze armate, qualora ci fossero infiltrati della criminalità magari con gradi militari importanti (persone con doppia vita come gli agenti segreti, agenti segreti però  mafiosi insomma)  si potrebbero importare senza problemi di dogana, cosa la cui plausibilità ci mostra il film “American gangster” diretto da Ridley Scott dove vediamo appunto l’esercito usato da dei militari corrotti, come struttura per importare eroina pura dalla cambogia, bypassando problemi seri di dogana, dentro i doppi fondi ricavati  nelle bare dei soldati caduti in vietnam e rimpatriati in america ;  ecco, penso, infiltrare le forze armate dovrebbe essere dal punto di vista mafioso una priorità strategica. Ma sicuramente i ministeri  della difesa e degli interni hanno preventivato scenari del genere e sicuramente ci sono strumenti avanzatissimi per monitorare attentamente il verificarsi  nel sistema sicurezza di eventuali falle del genere no?  comunque  di certe cose è meglio non dibattere, meglio non aprire certe porte. non si sa cosa si potrebbe trovare.

Lascio libero il pensiero sotto l’influsso dell’energia emotiva scatenata da quanto è appena avvenuto a Parigi.  Penso che questa inquietante notizia italiana letta al tavolino di un piccolo bar di un paesino appenninico sia profondamente connessa con la strage ancora calda di questa notte sotto vari aspetti: Mafia, ex Ambasciatori, AD di società di armi avanzate quale gli elicotteri, ex presidenti di organismi politici di altissimo prestigio quale l’OSCE collegati, ci dice la magistratura, con il   terrorismo internazionale: uno scenario da allarme rosso assoluto e da brividi,   che però è finito solo sui giornali regionali, tra cui il mattino di Napoli che Titolava “Armi ai terroristi dal Clan dei Casalesi, trovato il “listino prezzi” nell’azienda che costruisce elicotteri”. Tutto ciò lo dico solo  per osservare che ormai le acque in cui navighiamo sono realmente dei   torbidi e imperscrutabili liquami e che ci sono dei nuovi profili antropologici con cui ci troveremo ad avere a che fare sempre più spesso che in questi liquami nuotano perfettamente a proprio agio invece. 

« Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l'auto bomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento. » (Giovanni Brusca, dichiarazione tratta dal libro Ho ucciso Giovanni Falcone, di Saverio Lodato, Mondadori)
« Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l’auto bomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento. »
(Giovanni Brusca- tra gli agenti nella foto- dichiarazione tratta dal libro Ho ucciso Giovanni Falcone, di Saverio Lodato, Mondadori)

Il mondo si sta popolando oltre il sopportabile di una specie umana assassina che non ha nazionalità o religione, anche se di fatto abita in paese concreti che professano concrete religioni. Si tratta di umani culturalmente modificati a cui è stata cauterizzata, bruciata la coscienza. La distruzione o catastrofe antropologica, che da decenni e decenni, anche dovuta alla plateale ingiustizia sociale ormai visibile in forma di spettacolo mediatico a tutto il pianeta,  sta corrodendo il corpus morale e culturale dell’umanità distruggendo sistemi di valori, primo tra tutti la pietà,  che si erano costituiti lentamente in secoli e secoli di risposta spirituale alla cieca violenza, come il rispetto degli inermi, dei deboli, degli indifesi:  valori guida del modo in cui doveva comportarsi l’essere umano in situazione di combattimento e che avevano fino a pochi decenni fa un valore ancora approssimativamente universale e interconfessionale, e che  sta facendo emergere la nuova antropologia di essere umani completamente disumanizzati. Antropologicamente parlando Il mafioso italiano (Brusca) capace di sciogliere un bambino nell’acido è gemello genetico dei personaggi che stanotte hanno commesso le fosse ardeatine del Bataclan.

Uccidere con ferocia degli inermi, come in quelle scene che vedemmo in rete solo mesi or sono nelle esecuzioni degli uomini arancioni decapitati scenograficamente sulla spiaggia,  insanguinando il mare,  con il coltello dagli uomini neri,  ecco questa ferocia antropologicamente nuova apparve già durante la seconda guerra mondiale: in questo modo osceno uccidevano gli uomini della modernità alienata  che stava sorgendo, i reparti scelti di Hitler,   le SS, uomini selezionati appunto tra gli uomini nuovi alienati delle masse alienate che si affacciavano alla storia:  essi  trucidavano  donne e bambini, vecchi e malati, come non erano capaci e come si rifiutavano di fare finché fu loro  possibile  i soldati della Wehrmacht, l’esercito regolare tedesco, in cui vigevano ancora un minimo tra gli ufficiali e i soldati i valori cavallereschi e della pietà della cultura antica e  che rappresentavano dunque gli uomini della antichità che stava tramontando. La ferocia nazista, contro la popolazione inerme annunciava il futuro. Questo futuro. Fu allora che I popoli cantarono  la tristemente celebre canzone “pietà l’è morta”. E l’affinità politica che ebbero durante la seconda guerra mondiale  certe frange estreme integraliste con il nazismo anche se casuale in questa vicenda  è certamente stanotte  molto suggestiva. Ma ancora prima , bisogna dirlo,   la luce infernale della guerra contro i civili, la luce della guerra che usò scientificamente contro le popolazioni inermi il terrore totale come arma per annichilire un avversario militarmente e strategicamente  superiore, cioè  l’esercito del Sud, diede  i suoi primi vagiti durante la guerra di secessione americana e per mano dell’esercito del Nord, il quale combattendo dalla parte giusta aveva tuttavia  partorito  il crimine bellico contro l’umanità.  

Il tenente colonnello Thomas Edward Lawrence, meglio conosciuto come Lawrence d'Arabia
Il tenente colonnello Thomas Edward Lawrence, meglio conosciuto come Lawrence d’Arabia

Sono stati scritti fiumi di inchiostro sull’integralismo islamico come creatura fuggita dal  laboratorio geopolitico occidentale. Ma ricordiamolo. Fondamentalismo il cui seme è stato piantato durante  lo scontro tra potenze europee e impero ottomano,  per arrivare ai giorni nostri  nell’Afghanistan invaso dai russi e ai fondamentalisti islamici ancora una volta   addestrati dall’occidente contro i sovietici. Ricorderete tutti almeno il famoso Lawrence d’Arabia. Era un ufficiale inglese che doveva istigare nelle tribù beduine il senso del nazionalismo arabo contro l’impero Turco di cui esse erano suddite. Credo che l’origine da laboratorio del fondamentalismo sia il codice genetico, l’impronta, alla base della inumanità dei suoi membri.

Le analisi che vengono sciorinate ovunque mi sembrano analisi di gioco per un modello di mondo che non esiste, o meglio che è iperirreale seppur gravoso di terribili conseguenze, ma si sa i paradossi sono riconosciuti persino dalla scienza. Ovviamente gli analisti come ogni giocatore che si rispetti sono estremamente seri. So però per certo che  i valori che hanno informato e che hanno fatto da scheletro alla democrazia sono evaporati. Ne rimangono secche tracce che non hanno quasi più alcuna vitalità. Tra le tante modificazioni dell’ambiente necessario alla democrazia e a una società pensante e capace di autocorreggersi,   si registra innanzi tutto l’estinzione delle élites culturali , che furono fondamentali nei processi di democratizzazione delle società. Basti pensare ai decabristi russi. Queste élites spesero interamente il prestigio di cui godevano nelle loro società in aperti e franchi conflitti culturali con il potere del loro tempo;  contro il terribile   Zar Nicola I nel caso dei decabristi, andando incontro consapevolmente a  pene  durissime  tra cui la morte.  Furono le avanguardie intellettuali, pagando di persona, e ricordiamo la quasi fucilazione e  i lavori forzati di Dostoevskij in siberia,  che accesero e diedero autorevolezza, tra le tante questioni,   alla questione che portò poi  negli anni 60 del XIX secolo contemporaneamente alla emancipazione dei servi della gleba in Russia e alla liberazione degli schiavi in America. Per non parlare di quello che sopportarono artisti e intellettuali  dissidenti russi durante lo stalinismo,  oppure  di uomini come Mandela, e qui in Italia uomini come Pertini. Oggi non esistono élites capaci di sacrificare uno stipendio figuriamoci la vita, oggi l’uomo colto  della società anomica è preda di un incontrollabile e profondo  terrore ; non ci sono élites intellettuali, ci sono impiegati dell’industria culturale, preparatissimi coltissimi e intelligentissimi, ma castrati. Il Potere non accetta più il gioco di parresia ed essi devono sottoscrivere  un implicito patto di rigida autocensura per restare integrati e vivere.  Uscire fuori da questo patto significa semplicemente perdere i privilegi e restare isolati e vulnerabili alle tempeste che soffiano nella società sui nuovi pariah,  quei privilegi simili ai privilegi concessi all’ebreo di corte nel XVII secolo mentre i suoi correligionari poveri  erano in balia di ogni pericolo e odio sociale, così come scrive Hannah Arendt nella prima parte del suo “Origini del Totalitarismo”.

« Finis Neronis ut laetus primo gaudentium impetu fuerat, ita varios motus animorum non modo in urbe apud patres aut populum aut urbanum militem, sed omnis legiones ducesque conciverat, evulgato imperii arcano posse principem alibi quam Romae fieri. »
PUBLIO CORNELIO TACITO «Finis Neronis ut laetus primo gaudentium impetu fuerat, ita varios motus animorum non modo in urbe apud patres aut populum aut urbanum militem, sed omnis legiones ducesque conciverat, evulgato imperii arcano posse principem alibi quam Romae fieri. » hISTORIAE

Il potere è la prima e la più antica scienza umana. E’ una scienza che va accumulando e tramandando le sue conoscenze da migliaia di anni. E’ veramente semplice comprendere questa cosa. Basta leggere i classici. Basta leggere Tacito per comprendere che il potere il cui scopo è quello di essere mantenuto nelle mani che ne conoscono la scienza non si pone limiti per il perseguimento di questo stesso scopo. Basterebbe cosi  poco comprenderlo, e la portata di questa comprensione sarebbe immensa. Basti pensare che l’applicazione delle idee che sono cosi astratte e apparentemente irreali è capace di costruire aerei  facendo librare nell’aria tonnellate di ferro, perché è di questo che sono capaci le idee, sono capaci di alzare mastodonti di acciaio nell’aria ma noi  non ci pensiamo alla potenza delle idee, siamo distratti. Il potere è invece proprio la scienza delle idee. L’estinzione delle élites, di quelle libere, quelle capaci di esercitare la parresia nei confronti del sovrano e cosi spingerlo a essere un sovrano il più  giusto e moderato possibile, e  la distruzione della cultura, o meglio la distruzione della sua diffusione e vitalità  fuori dal monopolio di essa entro le sue strette cerchie, è perciò sempre stata nell’agenda della scienza del potere in maniera prioritaria e finalmente con l’ausilio della potenza degli strumenti di comunicazione di massa, il potere ha raggiunto il suo scopo di distruggere la forza del suo discorso di verità.

A volte al potere salgono degli uomini che sono almeno un po “illuminati”, molto spesso degli uomini tutto sommato più equilibrati delle moltitudini di squilibrati che ci capita anche di conoscere personalmente  i quali ci spaventa pensare cosa sarebbero in grado di fare se invece che l’arma automatica con cui hanno ucciso il vicino di casa per un rumore avessero avuto il controllo di un arsenale atomico puntato contro il mondo, cosa che ci fa comprendere che in fondo siamo stati abbastanza fortunati  fino ad oggi con gli inquilini delle stanze dei bottoni. Qualche volta invece al potere sono arrivati dei personaggi al cui cospetto l’assassino del vicino di casa sembrerebbe un santo. L’ascesa del demone Hitler, almeno quella, ci è stata chiara a tutti nelle sue conseguenze. Dobbiamo cercare di capire se questa fortuna,  nell’avere uomini al potere, ovvero più uomini, delle cerchie di uomini, se non proprio  lungimiranti quantomeno  equilibrati, ci stia assistendo ancora. La completa destabilizzazione del medioriente, iniziata con la 2 guerra del golfo,  facendo implodere gli stati di Irak -Libia – Siria senza nessuna razionalità visibile, senza nessun progetto comprensibile, sembra dirci che questa fortuna si è alquanto eclissata.  Che tutta la stampa e la politica occidentale si siano poste di fatto al servizio della propaganda delle bande criminali che hanno infestato Irak Libia e Siria, accettando soprattutto di chiamarle pubblicamente con il nome di Stato, e  persino definendo esercito le loro bande, –cosa che  ha fatto ancora Hollande in diretta tv in queste ore di fatto compiendo un riconoscimento di queste bande come soggetto politico e quindi amplificando esponenzialmente il loro appeal nel reclutamento di militanti,  rafforza l’idea di questa eclissi della ragione e dell’intelligenza. Ma se da una parte indica a un orizzonte di cecità intellettuale dall’altra indica invece a un orizzonte di Tradimento. Qualcuno, nelle sfere del potere, che è anche il potere della comunicazione, è semplicemente incapace di capire che le complessità politiche sono anche complessità psicologiche, e forse dovrebbe leggere almeno una volta Delitto e Castigo, comprendendo che gli assassini hanno anche loro una psicologia mitomane e quant’altro, mentre qualcun’altro che ben conoscendo le conseguenze di questa pubblicità alla propaganda integralista e ben conoscendo il funzionamento delle psicologie patologiche che vivono emulando il male non appena glielo si mostri,  le ha utilizzate, questo qualcuno allora tradisce i popoli che rappresenta per interessi che non sono gli interessi della sovranità democratica. I proprietari dei social e in definitiva della rete,  oltre ai mass media convenzionali che si accaniscono cosi spesso con le censure cancellando profili dei normali utenti alle minime infrazioni dei   famosi standard comunitari, in questo   indottrinando coercitivamente le utenze dei social a perdere la cultura dello stato di diritto poiché gli utenti  non hanno reali mezzi di difesa dalle censure, per esempio, su basi delatorie irresponsabili (qualcuno che ti segnala ma che non ha nessuna responsabilità per averti segnalato) ebbene queste stesse proprietà sono poi i megafoni permanenti del terrorismo. Dopo Snowden  –gli intellettuali lo avrebbero dovuto sapere invece senza alcun bisogno di Snowden- è stato chiaro a tutti il rapporto che le proprietà dei social sono obbligati   ad avere con gli “arcana imperii”. Stupidità o Tradimento?

Anders Behring Breivik, ripreso dagli elicotteri mentre sterminava la gioventù del Partito Laburista Norvegese
Anders Behring Breivik, a sinistra ripreso dagli elicotteri mentre stermina la gioventù del Partito Laburista Norvegese

Le persone che hanno commesso la orrida  strage a Parigi stanotte non possono e non dovrebbero essere considerati a nessun effetto dei combattenti. Chiamare la loro azione Guerra, come ho sentito fare da diversi analisti giornalisti e politici è una mostruosa mistificazione e una aberrante legittimazione. La guerra è oggi dopo secoli finalmente regolata dalle convenzioni di Ginevra che dichiarano che non si può infierire sul belligerante nemico catturato, figuriamoci sul civile indifeso.  Lo so che questa è pura teoria, anzi utopia. Ma uomini di Stato e uomini di comunicazione dovrebbe rigidamente attenersi a questa definizione teorica nelle loro dichiarazioni ufficiali su cosa è una guerra e cosa non lo è.  Come possono portatori di responsabilità politica e sociale chiamare lo sterminio di ragazzi e ragazze colti a tradimento disarmati e inermi guerra? Forse per inconsciamente lavare le coscienze delle bombe atomiche lanciate dall’occidente  sulle città di civili con il sangue degli innocenti di ieri ? Non mi è comprensibile.   Legittimare il crimine come guerra chiamandolo guerra significa dargli una legittimità storica a cui il crimine specie quello contro l’umanità non può mai anelare.   Qualcuno di molto autorevole invece, anche più di uno,    li ha definiti guerrieri solitari, addirittura aureolandoli di leggenda. No. Sono dei malati totali fatti della stessa lugubre sostanza  di cui è composto anche Anders Behring Breivik il ragazzo norvegese  che il 22 luglio del 2011 compì due attentati terroristici nella sua stessa nazione, piazzando una autobomba che fece 8 morti e 209 feriti e attaccando un seminario politico giovanile su un isola sterminando  uno per uno, esattamente come  hanno fatto gli assassini del Bataclan ,  77  ragazzi. Persino ideologicamente, gli assassini del bataclan e il norvegese, hanno ontologica affinità, ovvero sono muniti dello stesso corredo ideologico, sebbene specularmente opposto, paranoide e maniacale che ha fatto scrivere al Norvegese un testo di oltre mille pagine, “2083: Una dichiarazione di indipendenza europea”, redatto persino in inglese, per giustificare il massacro. La cosa affatto sorprendente è che Breivik, cosi  scrisse nel suo sterminato e delirante trattato (ma in cui ci sarebbero informazioni antropologiche di scenari futuri possibili della follia sociale di  assoluta importanza), spense tutte quelle vite  di suoi connazionali come azione contro il relativismo culturale, che, scrisse,   non opponendosi all’Islam stava permettendo allo stesso di impossessarsi dell’Europa. Avrebbe dovuto a rigor della sua  logica assassinare dei musulmani ma assassinò ragazzi norvegesi, questo per dire che è solo per apparenza che può sembrare esservi una razionalità in questo tipo di violenza sugli inermi,  invece è che qualsiasi violenza verso qualsiasi inerme non ha nessun accesso nel regno della razionalità e non può perciò accedere a nessuna ragion d’essere. Voglio anche ricordare il fanatico ereticismo cristiano degli stragisti mafiosi affetti da una patologica e perversa fede in un Gesù Cristo e  santi  evidentemente ritenuti  sanguinari, fede assassina che non sfigura affatto rispetto al fanatismo dei terroristi stragisti e tagliagole. 

Tra i due eventi,  tra la strage norvegese e quella francese di stanotte ricordo anche, in questo flusso di pensiero scatenato dalla strage,  il fatto di tre ragazzi Italiani appena ventenni che torturarono un ragazzino più piccolo perché grasso introducendo nel suo ano un tubo per innaffiare e facendogli esplodere il colon gonfiandolo d’acqua.  Ecco penso  tutte queste persone sono fondamentalmente la stessa persona capace di uccidere in un modo che ripugnerebbe a qualsiasi combattente, a qualsiasi guerriero cosi come conosciamo il concetto  di guerriero nella tradizione storica millenaria che appunto ha elaborato i codici della lealtà, dell’onore, della difesa del debole,  proprio come modello culturale inibitore della violenza dei guerrieri.  E’  una orribile e ripugnante  malattia deturpante dell’anima quella che hanno queste creature deumanizzate.

Le malattie si esprimono, invento i numeri,  sulla popolazione in percentuali. ad esempio il diabete colpisce il 10 per cento della popolazione italiana, la gotta il 2,8,  il colesterolo alto il 30 e via dicendo. Lo stesso discorso vale per le malattie mentali e lo stesso discorso vale per le malattie morali deturpanti come quella che trasforma creature umane in  cieche larve carnivore capaci di sparare alla schiena di ignudi inermi, a bambini, a donne,  di decapitare, di dare fuoco, di commettere qualsiasi atrocità senza che il dolore della vittima sia in grado trasferendosi nella sua anima di generare pietà. Questi mutilati  morali sono persone a cui è realmente indifferente il credo la religione o la nazionalità. Indifferentemente sposano il credo di chi è semplicemente in grado di raccoglierli e organizzarli , di chi offre loro  impunità e occasione di manifestare la loro malattia, o che trovano nel territorio dove sono semplicemente nati o nell’ambiente dove crescono oppure se sufficientemente sovrastrutturati possono infine costruirsi il proprio credo come il mostro norvegese. Malattia che può rimanere latente per anni e magari non trovando mai le condizioni restare inespressa per tutta la vita, oppure che può infettare intere nazioni come ha dimostrato il fenomeno del nazismo.  Bisogna considerare che tra tutti gli abitanti della terra  anche se rara questa malattia che mutila gli uomini della loro anima umana deve essere presente in un  numero tuttavia notevole di persone e terribile cosa  quando esse fossero riunite in gran numero insieme.

Nonostante una popolazione mondiale di 8 miliardi di creature  abbiamo, visto la notte del 13 novembre, che bastano dieci assassini armati  pronti a tutto per inginocchiare una città di dieci milioni di abitanti e soprattutto, grazie a una mancanza di vera visione politica, ben diversa dal mero amministrare,  che è sempre soprattutto visione culturale che sa quello che si deve sapere,   a far accettare dei cambiamenti epocali nella condizione politica della società in cui entrano in scena scatenando la violenza. Bastano  solo alcune migliaia di questi demoni per trascinare il mondo nell’inferno. Purtroppo Questa è una cosa nota alla scienza del potere dalla notte dei tempi. E’ ancora Tacito che  raccontandoci dell’uccisione di Galba succeduto a Nerone durante i torbidi di quella epoca, e di  Pisone il suo erede designato, ci dice che fu cosa  compiuta da appena una trentina di pretoriani i quali , trucidando Galba e Pisone e innalzando al trono dell’impero il giovane Otone, decisero il futuro  di un impero di 80 milioni di abitanti.  Meno di dieci  uomini armati stanotte hanno sconvolto l’assetto della civiltà occidentale, sono diventati un perno intorno a cui tutto ha iniziato a ruotare, hanno  fatto chiudere le frontiere della francia e decretare lo stato di emergenza che non veniva decretato come ha osservato il giornalista di Liberation Eric Jozsef dalla guerra di Algeria. già, la guerra di Algeria…ma quella è un’altra storia. E’ veramente un’altra storia? Questa cosa è assolutamente irrazionale. Noi reagiamo esattamente nel modo in cui siamo provocati a reagire, ovvero sacrificando innanzi tutto  la libertà. Come è concepibile ciò? Come è concepibile che ci lasciamo manipolare in questo modo? Dove è la vera politica che è inscindibile dalla cultura ? Qualcosa non torna. 

Carmelo Bene nei panni di Creonte nell'Edipo di P.P.Pasolini
Carmelo Bene nei panni di Creonte nell’Edipo di P.P.Pasolini

(…) ora dimmi, ci può essere qualcuno disposto a governare tra mille paure piuttosto che dormire tranquillo di notte se nei due casi avrà pari potere? (…) Creonte ad Edipo nell’ “Edipo Re” di Sofocle

Voglio dire che il potere, che era denominato dai Romani in modo più articolato Arcana Imperii -i principi segreti  del potere-, perché gran parte del potere è necessariamente fatto di sostanza occulta, all’occorrenza sa come attrarre a riunione e in sciami questi assassini carnivori che nascono in forma di uomini, creature senza sguardo, che non vedono luce, per scopi che sono non immediatamente intelligibili. Senza essere occulto il potere non potrebbe essere tale. Non sempre gli uomini  che rappresentano il potere poi lo possiedono realmente. Il fatto che un presidente di una nazione non possa dire che sono  dei malati mentali, dei criminali psichiatrici,  che non hanno nessun disegno politico, loro in persona,  quelli che  hanno scatenato una simile violenza, ce lo dice chiaramente. Il politico del sistema democratico è schiavo del consenso, e  deve rispondere pubblicamente di cose del cui affanno non vuole curarsi invece Creonte, e che magari proprio Creonte , per i suoi oscuri interessi, ha scatenato all’insaputa del Re.   “E’ un atto di guerra pianificato dall’esterno con complicità interne“, un “atto di guerra compiuto dall’esercito dell’Isis”. Ha detto il presidente francese, Francois Hollande, parlando in diretta tv ai francesi. “Qualcuno Tradisce, qualcuno mi ha tradito”, sembra leggersi nelle parole di Hollande, davanti al quale hanno permesso fosse scatenato tutto ciò proprio mentre assisteva a una partita indebolendo mostruosamente il suo prestigio politico a pochi giorni dalle importanti elezioni parigine ( si dimetteranno il ministro degli interni, il capo della polizia, il capo di Stato maggiore, il capo dei servizi?). Creonte ,  scrive Sofocle, non vuole essere Re, perchè gli  basta essere come il Re, goderne tutte le prerogative e averne ogni potere senza  dover però come il primo rispondere al popolo delle proprie azioni. Anzi  Creonte, poiche ne ha il potere,  può addirittura fare delle cose che il Re non sa e mettere davanti al fatto compiuto il Re, il quale dovrà risponderne alla pancia del popolo nella speranza di non restare travolto. Il consenso,  da originario mezzo di sovranità democratica e popolare, è divenuto  con l’andare del tempo fine supremo dell’uomo  politico: il consenso come scopo politico  è malattia della politica. I Greci lo avevano detto. 

Un mio lontano parente della Slavonia che produce miele un giorno mi ha spiegato come si fa un alveare. Mi ha spiegato che basta comprare una regina e che  mettendola  in un favo vuoto  di li a poco il favo  si riempie di operaie. Punto.  Perché la natura delle operaie  è  trovare una regina e servirla, e  questo illustra un fatto. Il fatto è che in mezzo alla popolazione ci sono percentuali di persone la cui natura li rende capaci violenza efferata, di sparare su persone inermi, vigliaccamente, senza dare nemmeno loro la possibilità di difendersi. E’ ovvio che sono dei mutilati spirituali. Persone con moncherini di anima, che non hanno nessuna intelligenza morale per discernere il bene dal male. Animali-uomini-feroci. Tralasciando il complesso perché nascano queste nature, cosa ne favorisca il proliferare e cosa no invece, che ha comunque a che fare con la realizzazione  della giustizia terrena,  diciamo solo, per adesso, che  la loro natura è ferocemente gregaria, come possiamo ben vedere,  e che essi sono proprio come quelle api operaie che cercano  e che se incontrano una regina immediatamente costituiscono il favo intorno a essa e per essa vivono e  muoiono. E la regina, nella natura dominata dall’uomo, la mette ovviamente un deus ex machina, ovvero  l’apicoltore. Chi è l’apicoltore?

screenshot del videogames Call od duty Modern Warfare2 - momento giocabile della strage dei civili
screenshot del videogames Call od duty Modern Warfare2 – momento giocabile della strage dei civili

I notabili della comunicazione ufficiale, gli addetti, gli esperti, i politici hanno chiamato guerra qualcosa che è solo assassinio, nobilitando al ruolo di guerrieri, codificato da millenni di tradizione culturale, dei criminali patologici  che hanno ucciso ragazze ragazzi senza dare loro nemmeno l’opportunità di difendersi. Questa non è guerra. Questo è il male scoperchiato dalla colpevole stupidità del Re a cui Creonte ha teso una trappola che potrebbe rivelarsi fatale. Ed è la sovranità democratica la maestà di cui parliamo.

Scoprire chi si cela invece sotto la maschera eterna e d’oro di Creonte, colui che ha il potere uguale a quello del Re ma le cui azioni sono invisibili,  significa trovare l’apicoltore e capire il suo disegno del destino del mondo futuro.

Ancora  Tacito.

Egli aveva abbastanza potere per ordinare i peggiori delitti ma non sufficiente potere  per impedirli

Mi sembra che sia proprio questa cieca e agra specie di potere, un potere capace si di ordinare il delitto ma tuttavia incapace il delitto di fermarlo , ritratta nel descrivere il principato di Otone dalla immensa intelligenza politica di Tacito,   ad aver  scoperchiato  il vaso di Pandora da cui è uscito  il Male che ha ucciso a Parigi, e pochi giorni prima altrettanti e ancor più civili indifesi, ragazzi e ragazze, sul volo Russo fatto esplodere con una bomba sui cieli egiziani, e verso  cui i sentimenti eterodiretti e massmediatici  della nostra pubblica opinione  non hanno manifestato nessun dolore, e ancor prima le vittime inermi e indifese mietute dagli  infiniti attentati terroristici   di questa malvagità negli stessi paesi di fede islamica, di cui non teniamo nemmeno la conta. 

Sveliamo Creonte.

13-16 novembre 2015

david colantoni

David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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