L’ideale del seno perfetto nel tempo – FOTOGALLERY

Lucas Cranach il vecchio, per il suo Adamo ed Eva, anni 1510, ritrae la donna con due piccoli seni che rifulgono come due boccioli di rosa, nulla a che vedere con i canoni estetici della donna rinascimentale
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A giudicare dal modo in cui seni grandi sono celebrati dai media, cinematografia, spettacoli televisivi e pubblicità di lingerie si potrebbe pensare che l’ideale del seno perfetto nel tempo sia sempre stato una coppa C. Una convinzione smentita facilmente dalla storia dell’arte : il concetto di seno perfetto e tutte le sue variabili – dimensione del capezzolo, distanza, curvatura etc- è notevolmente cambiato nel corso dei secoli, con tendenze che hanno esaltato tutte le misure a seconda del periodo e della cultura di riferimento. Scopri come è cambiata l’ossessione per la coppia perfetta nella storia dell’umanità. 

Nel Paleolitico superiore e nel Neolitico l'ideale femminile era opulento . Ne è esempio la Venere di Willendorf (ca 23.000-19.000 a.C.) un’immagine in cui la sfericità domina, dando alla donna un aspetto esageratamente grasso: enormi seni e ventre prominente - Credit: Wikimedia Commons
Nell'antico Egitto il seno non era protagonista, per lo meno quello femminile. Ritratto in simboli religiosi raffiguranti il faraone che allatta alle divinità femminili, negli altri graffiti appare, o meglio, non appare affatto. Credit: Metropolitan Museum of Art
Durante il periodo ellenistico, nell'arte greca i canoni di bellezza rimangono sostanzialmente uguali a quelli del periodo classico maturo, sebbene in certe correnti stilistiche si assista ad un’ulteriore assottigliamento del fisico sia maschile che femminile. Vengono esaltate le proporzioni e non i seni. Credit: Metropolitan Museum
Gli antichi romani non avevano una concezione univoca del seno perfetto: se grandi seni erano considerati sessualmente attraenti, il "troppo" era oggetto di scherno da autori come Marziale. Potremmo concludere che il seno ideale per gli antichi romani fosse grande abbastanza ma altrettanto sodo da reggersi senza mammillari ( l'equivalente del moderno reggiseno). Credit: Metropolitan Museum
Nella Cina tardo-imperiale la vera icona della bellezza femminile era Yang Guifei, concubina dell'imperatore Tang, dalle forme generose e dai seni enormi. Credit: Wikimedia Commons
La dinastia Chola governò il sud dell'India dal 9 al 13 ° secolo, e la loro arte - in particolare le statue raffiguranti la dea Parvati - dimostrano che per tutto il regno della dinastia i canoni di bellezza femminile non mutarono: seni sferici con capezzoli che puntano in avanti. Credit: Metropolitan Museum
Seni praticamente invisibili per il Medioevo europeo: l'ideale di bellezza del tempo contemplava figure femminili ascetiche piatte praticanti il digiuno come forma di penitenza e ben distinte dalle donne dai grandi seni accomunate al peccato e alla lussuria. Credit: Metropolitan Museum of Art
L'arte giapponese Shunga del periodo Edo ( 1630-1868) esalta il seno abbastanza grande da incurvarsi leggermente in un incarnato bianco puro dove i capezzoli sono appena accennati . Credit: Brooklyn Museum
I dipinti di Rubens ( 1577- 1640) esaltano la donna in carne ma i seni sono destinati a restare piccoli, non più di una coppa B. Credit: Louvre
L'alba del 19 ° secolo in Francia ha regalato grande enfasi ai seni. Piccoli, con forma leggermente cadente e capezzoli pronunciati. La staticità lascia spazio all'arte realista. Credit: Metropolitan Museum of Art
Per apparire sexy nel primo decennio del 1900 il diktat era: vita stretta, viso minuto e seni enormi da strizzare in corsetti impossibili, come si evince dale Gibson Girls dell'illustratore Gibson . Credit- Wikimedia Commons
Nei roaring twenties le Flappers erano decisamente piatte: una moda perdurata anche nel decennio successivo . Credit: Wikimedia Commons
Il cosiddetto seno " a siluro" è stato il tormentone nel 1950: maglie strette e gonne ampie erano di gran moda. Una cosa era certa, il seno doveva apparire pimpante e ben definito, grazie al reggiseno Maidenform. Credit: MaidenForm
Twiggy: l'icona di bellezza femminile degli anni ' 60. Fisico androgino e seni fermi allo stadio prepuberale senza alcun reggiseno che potesse esaltarne le forme. Credit: Vogue
Gli anni '80 decisamente si avvicinano ai canoni moderni di bellezza: seni enormi su corpi gracili. Stile Playboy. Credit: Getty
Gli anni ' 90 lasciano spazio a seni grandi come quelli delle top models Naomi Campbell, Christy Turlington e Cindy Crawford, e seni quasi infantili come quelli di Kate Moss. La lotta tra i due canoni di bellezza ha caratterizzato tutto il decennio, senza riuscire a decidersi quale fosse il vincente. Credit: Getty
Kim Kardashian e il suo seno fanno parlare di sè oggi sicuramente più del riscaldamento globale. I canoni di bellezza femminile moderna sfilano sulle passerelle di Victoria Secret's. Corpi snelli e seni grandi vanno per la maggiore. Ma come ci insegna la storia tutto potrebbe cambiare. Credit: Getty
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